25 novembre 2012

I 28 punti di Grillo con cui l’Italia farà i conti



di Massimo Marino

Il 22 novembre Grillo ha pubblicato sul web i  28 punti  ( “ not in my name” ), un manifesto di intenti che precisano e allargano il  Programma in 7 punti del Movimento 5Stelle  e si aggiungono allo Statuto, detto Non-Statuto ,   ( che hanno già più di un anno nella loro iniziale stesura).  Il giorno dopo , 23 novembre,  è stato pubblicato anche il Codice di comportamento parlamentare.

Tralasciando gli altri tre ultimi documenti,  le eventuali opinioni sul loro contenuto  e sulle forme con le quali si discute e si prendono le decisioni in un movimento che di fatto diventerà una vera forza politica nazionale solo dopo i risultati delle elezioni politiche del marzo 2013, su cui interverremo in altra occasione, è cosa utile dare ai 28 punti l’attenzione che meritano.

E’ bene ricordare che Grillo, e chi con lui elabora le posizioni generali del Movimento 5Stelle , non scrive lunghi documenti, ma non per questo il senso delle posizioni assunte può essere considerato vago o superficiale. Si tratta di posizioni vere e come tali vanno prese seriamente, considerato che parliamo del possibile terzo partito, o secondo (secondo i sondaggi) o addirittura  ( come alcuni temono) il primo del paese fra alcuni mesi. 

Che al consenso elettorale ottenuto dal Movimento 5Stelle corrisponda un equivalente gruppo di parlamentari è ovviamente tutta un'altra storia;  che dipende dal livello di compressione delle regole di base della democrazia italiana che i partiti riusciranno a inventare attraverso i marchingegni ( premi e premietti) che riusciranno a concordare fra loro e  insieme alla Presidenza della Repubblica ed allo stesso Monti,  nella eventuale e probabile modifica delle regole elettorali a ridosso dell’apertura della campagna elettorale.

Con una sola  riga e mezzo al fondo di un suo post Grillo ha recentemente respinto le proposte di alleanza di Di Pietro, braccato dal PD attraverso Donadi, e con esse forse, si vedrà a posteriori , sanzionato il soffocamento definitivo dell’ IDV.

I 28 punti vanno quindi ben valutati e per farlo, cambiando l’ordine e  numerandoli, li abbiamo raggruppati, a nostro totale e discutibile arbitrio,  per aree  d’interesse. Più precisamente in 5 aree che potremmo così suddividere:

1) I temi prevalenti di tipo ecologista ( o meglio ambientalista), diffusi nella miriade di piccoli gruppi e comitati locali, compresi quelli attinenti all’immigrazione ed alla presenza armata nel mondo (punti da 1 a 5 )

2) I temi di tipo sociale , più attinenti alla sensibilità di una larga area popolare, in prevalenza storicamente di sinistra, ma anche ai ceti medi anche di medio livello economico in crisi ed all’area degli artigiani e della piccola impresa ( punti da 6 a 12 )

3) I temi principali della protesta anticasta, che in parte sceglie l'astensionismo, riferiti alla degenerazione dei partiti,  al finanziamento pubblico, ma anche ai tentativi che tendono a smantellare i capisaldi costituzionali, e per finire all’occupazione dei partiti nell’informazione, sia nella carta stampata che nella TV ( punti da 13 a 21 )

4) I temi più scottanti e delicati riguardanti la corruzione  ed il conflitto di interesse, lievitati nella fase storica dell'antiberlusconismo ( punti da 22 a 24 )

5) I temi prevalenti riguardanti il ruolo extranazionale della finanza, delle banche, del debito  nel pregiudicare la sovranità e la possibilità di scelta e di autonomia politica ed economica del paese, cari ad alcuni movimenti e aree intellettuali particolarmente attive ( punti dal 25 al 28).

Punti stringati e discutibili, che sono di certo solo una base di partenza  e insufficienti, ma è inevitabile confrontarli con il chiacchiericcio in libertà che per un mese ci ha assillati nel cosiddetto confronto dei cinque super eroi delle primarie.

Per il momento si tratta del punto di vista dell’unica forza politica che probabilmente si candida all’opposizione del prossimo governo montista ( al di là che Monti vi partecipi come Presidente della Repubblica, come Presidente del Consiglio o come superMinistro degli Esteri).

Se altre forze, che al momento non si vedono,  si candidano davvero a proporre un vero cambiamento sarebbe bene e necessario per tutti essere ugualmente  o di più chiari.

Area 1
1 Not in my name si faranno Grandi Opere inutili indebitando i cittadini
2 Not in my name continuerà la cementificazione dell'Italia
3  Not in my name si costruirà un solo inceneritore
4 Not in my name i rifugiati politici saranno più trattati come bestie
5  Not in my name l'Italia parteciperà alle guerre altrui come in Afghanistan o in Libia

Area 2
6 Not in my name verrà smantellato lo Stato Sociale
7 Not in my name qualcuno potrà essere lasciato indietro
8 Not in my name ci saranno ancora le pensioni d'oro
9 Not in my name la prima casa potrà essere ipotecata per tasse non pagate o soggetta 
   all'IMU
10 Not in my name esisterà ancora Equitalia
11 Not in my name la grande distribuzione ucciderà il commercio locale
12 Not in my name saranno distrutte le piccole e medie imprese

Area 3
13 Not in my name ci saranno i finanziamenti pubblici ai partiti
14 Not in my name i concessionari di Stato continueranno a lucrare su beni pubblici
15 Not in my name gli alti funzionari pubblici percepiranno stipendi da nababbi
16 Not in my name i partiti che hanno distrutto l'Italia si ricicleranno come salvatori della 
      Patria
17 Not in my name chi ha fatto della politica un mestiere rimarrà al suo posto dopo aver 
     rovinato  l'economia italiana    
18 Not in my name sarà più eletto alla presidenza del Consiglio chi non ha avuto una 
     legittimità  popolare
19 Not in my name la legge elettorale potrà essere cambiata dai partiti che ne sono i   
     beneficiari, ma solo attraverso un referendum
20 Not in my name i giornali che hanno fatto della menzogna un'arte riceveranno un solo 
     euro di  finanziamento pubblico
21 Not in my name la RAI sarà più gestita dai partiti

Area 4
22 Not in my name sarà ancora permesso il falso in bilancio
23 Not in my name l'Italia non avrà una legge anticorruzione
24 Not in my name l'Italia non avrà una legge contro i conflitto di interessi

Area 5
25 Not in my name sarà ceduta la più piccola goccia di sovranità nazionale
26 Not in my name la finanza sostituirà la politica
27 Not in my name rimarremo nell'euro senza una consultazione popolare
28 Not in my name l'Italia sarà spolpata per comprare il nostro debito pubblico dalle banche francesi 

    e tedesche

1 commento:

  1. Anonimo08:33

    not in my name nessuno rimanga senza lavoro o impiego che sia, che ne garantisca la sopravvivenza del suo nucleo famigliare

    not in my name che un'operaio usurato non vada in pensione dopo un tetto massimo di 30 anni di lavoro,in condizioni estreme.

    RispondiElimina