12 ottobre 2009

VERDI: BONELLI, NO A SINISTRA, MA COSTITUENTE APERTA A TUTTI

(AGI) - Roma, 12 ott. - Angelo Bonelli e' il nuovo leader dei Verdi. Una svolta congressuale a sorpresa che ha premiato, di misura, la linea dell'excapogruppo alla Camera: ovvero, l'uscita immediata dal progetto di Sinistra e liberta': "Ora - spiega ad Affaritaliani.it - si parte con la Costituente ecologista: post-ideologica e aperta a tutti. Anche a Beppe Grillo. Contattero' Nichi Vendola e Claudio Fava per comunicar loro che iVerdi si ritirano dal progetto di Sl". Bonelli fa un invito all'unita', perche' anche i componenti della mozione uscita sconfitta a Fiuggi, quella guidata da Loredana De Petris diano il loro contributo alla Costituente ecologista: "La mia sara' una presidenza molto inclusiva, partecipata. Ma i dirigenti Verdi che si trovano in organismi dirigenti di altri partiti debbono fare una scelta e chiarire la propria posizione. Mi riferisco a coloro che si trovano in Sl: Michele Ragosta, Paolo Cento e Grazia Francescato".

L'obiettivo, secondo Bonelli, e' quello di "creare una formazione ecologista post-ideologica. La questione della centralita' ambientale, della tuteladella salute, anche la realizzazione di nuovi posti di lavoro, riguarda tutte le famiglie italiane. Vogliamo rompere i confini ideologici e creare unaforza ecologista che sia trasversale e parli a tutti. I Verdi sono una forza centrale nella societa' e nello schieramento politico. Ma non centrista. Radicale si', ma nei contenuti. Uno dei limiti della sinistra che non vuole innovarsi e' non aver capito com'e' cambiata la societa'. Se in Italia i Verdi non hanno raggiunto i livelli degli altri paesi, come la Francia dove hanno raggiunto il 16%, e' perche' qui abbiamo parlato solo con una parte ideologizzata della societa'. Parleremo con la rete dei movimenti a difesa dell'ambiente, ma anche con il popolo dei 'grillini'. Bisogna uscire da questa frammentazione: l'unita' degli ecologisti e' un valore molto importante". 12 ottobre 09

Qualcosa di nuovo e verde

di Luciano Coluccia
La mia prima tessera di partito l’ho presa lo scorso anno. Quella del PD. Mi entusiasmava l’idea di un partito nuovo, profondamente democratico (con tutti gli annessi e connessi che questa parola significa). Pensavo anche di dare una mano.Per la delusione e il tradimento da parte di alcune persone di mia conoscenza; per la sopravvivenza di un certo apparato che pensavo si potesse archiviare; per i soliti noti che dicono le solite cose (il mondo è cambiato almeno tre volte negli ultimi 15 anni). Insomma per aver deluso e bruciato in fretta tutte le aspettative che un partito “nuovo” proponeva ho lasciato perdere e sono rimasto a guardare.Ora, per chi non lo sa, politicamente diedi il mio primo voto a DP e poi ho sempre “bazziccato” gli ambienti del volontariato, del cattolicesimo dissidente e ho sempre navigato nel cosiddetto “arcipelago eco-pacifista”. Insomma un verde da quasi subito. Poi la repentina deriva del partito dei Verdi e l’involuzione di loro leader mi hanno allontanato. A chi mi chiedeva ho sempre detto che ero “un verde in esilio”.Ma sono successe alcune cose negli ultimi mesi (a dimostrazione che nella storia -grande o piccola che sia- le partite non si chiudono quasi mai) positive in qualche modo.

La prima: alle elezioni europee Europe Ecologie prende il 16.28% diretti concorrenti dei socialisti che sono sopra di poco: 16.48% (inciso: Daniel Cohn Bendit rimane la migliore eredità del ‘68 europeo). Europe Ecologie sono una novità politica (qui): “In Francia (è forse l’unica nota positiva di queste elezioni), in risposta alla crisi dei socialisti, ancora più grave dei democratici nostrani, è emerso un nuovo movimento che è riduttivo definire semplicemente verde ed ecologista. Europe Ecologie ha parlato di tutto quello di cui avrebbe dovuto parlare una sinistra alternativa al Pd e non lo ha fatto, con la sola eccezione di alcuni settori di Sinistra e libertà. Lì l’operazione è riuscita, e lo diciamo senza eccessivi entusiasmi, constatando semplicemente quanto è avvenuto: vedere la lista di Dany Cohn-Bendit prendere il 27% in tutta Parigi (appena due punti percentuali in meno del partito di Sarkozy) e diventare il primo partito in molti arrondissements fa un certo effetto. È il segno di una rottura, non solo elettorale”.
In Germania i verdi hanno preso il 10% circa (lasciamo perdere la
Die Linke: residuo di testimonianza che deve a O. Lafontaine il bel risultato 12%) e anche qui la SPD registra una batosta (il 23%). Situazione simile in Gran Bretagna e altri piccoli segnali nel resto d’Europa (qui trovate una utile analisi per quella tornata).


In Italia la cosa curiosa è stata che tra le persone cresce non solo la sensibilità, ma anche le pratiche ecologiste: che sono ben più impegnative delle semplici sottoscrizioni. Questo non corrisponde con i deludenti risultati elettorali fin qui raccolti dai Verdi. Non solo un problema di leader, ma di cultura politica. Che a mio modesto parere non si è mai liberata fino in fondo di una certa eredità “demoproletaria”.
Prima della partenza per il Brasile ho ricevuto la segnalazione e l’invito a sostenere un appello: “
il coraggio di osare” che guarda proprio al modello di Europe Ecologie. Io l’ho sottoscritto perchè appunto si propone di avviare una costituente tra tutti gli ecologisti, verdi compresi. Nelle settimane successive alcuni Verdi (Boato, Bettin, Bonelli) ne hanno fatto una mozione per il congresso dei Verdi che nel frattempo si erano divisi tra chi (Francescato, Paolo Cento) voleva continuare l’esperienza con Sinistra e Libertà (per carità: basta. Nonostante il buon Vendola) e chi voleva costruire un soggetto autonomo e indipendente.
La notizia è che -del tutto inaspettata- ha vinto la mozione per rifondare un nuovo soggetto ecologista: autonomo e indipendente. Gli altri, si capisce ci sono rimasti male. Intanto il nuovo portavoce dei Verdi è Bonelli, persona degna: a Ostia dove ha iniziato a militare nei Verdi si è sbattuto come pochi su tante questioni.
Non rimane che iniziare e vista la mia passione politica e voglia non mi rimane che proseguire con l’invito che sottoscrissi prima del Brasile. Sono per la costituente ecologista. Convinto che esso è differente dall’ambientalismo; che bisogna recuperare lo sguardo in avanti (oltre la destra e la sinistra); che bisogna guardare agli altri; che bisogna operare una “conversione ecologica e sociale” e che per farlo occorre: “superare il vecchio modello di partito per dare più spazio ad una politica di movimento, di partecipazione e di democrazia. Un grande movimento ecologista che sappia parlare a 360°: una federazione di associazioni, movimenti e realtà della società civile, partendo dal contesto territoriale e locale, collegata all’esperienza verde europea“.
Per una volta ha vinto -da qualche parte- il buon senso e già questa è una ottima notizia (visto che a sinistra da tempo questo scarseggia). E lasciamo Sinistra e Libertà al suo destino. Mi dispiace per Fava che è anche lui un’ottima persona, ma ho l’impressione che da quelle parti non si riesca a elaborare il lutto e venire a patti con la fine di una categoria che non regge più. Lo stesso dicasi per le socialdemocrazie che sono decisamente in affanno ma che non lasciano intravvedere grandi intuizioni o novità (una poteva essere il PD con il suo carico di aspettativa, ma basta leggere i post precedenti).Infine chiudo. Contento e risolto: sarò della partita e quindi mi attrezzerò e attrezzerò la mia tribù per non sacrificarla a questo impegno.
Luciano Coluccia ( www.lineadombra@wordpress.com )

Dopo l'elezione di Bonelli a portavoce dei Verdi, l'Italia entra in Europa

Con Bonelli portavoce dei Verdi forse qualcosa cambierà nello stantio panorama politico italiano, che in futuro potrà assomigliare a quello europeo. Rifondazione Comunista sarà rafforzata e forse riuscirà a diventare la"Die Linke" italiana, sul modello tedesco, mentre il nuovo movimento ecologista che nascerà a gennaio 2010 dalle ceneri dei Verdi ha tutte le carte per diventare un progetto politico che somigli all' "EuropeEcologie" di Cohn-Bendit in Francia.
Se Bonelli cambierà radicalmente la forma ed il ceto politico della nuova formazione politica ecologista, credo che vi siano anche lepremesse per una possibile futura convergenza su questo progetto delMovimento a cinque stelle di Beppe Grillo.

Comunque, un grazie va a Bonelli per aver sbloccato la situazione politica italiana ed aver eliminato l'aborto di Sinistra & Libertà, che evidentemente nasceva come un partito di supporto del PD, funzionale solo a togliere voti a chi aveva deciso di fare sul serio la Sinistra, e cioè la nuova Rifondazione Comunista post-Bertinotti. Speriamo che i sostenitori di Sinistra & Libertà al più presto confluiscano nel PD, cosi da lasciare libero in Italia il campo per la formazione ed il rafforzamento di una nuova forza ecologista e di una nuova forza di sinistra di taglio europeo. Ognuna con un proprio ruolo ed un proprio elettorato definiti.
Auguri a tutti noi.
Marco Giustini
Movimento a cinque stelle Roma


11 ottobre 2009

Report ripartira'domenica 11 ottobre alle 21.30 su RAI TRE

''LA VIA DEL MATTONE''
di Bernardo Iovene

Le norme edilizie in Italia sono le piu' restrittive d'Europa, eppure in nessun paese europeo e' possibile costruire abusivamente interi quartieri come da noi. La prima inchiesta di Report, entrera' nei meandri della burocrazia in cui si perde chi vuole costruire o ristrutturare seguendo le regole. In Italia, per una semplice ristrutturazione interna serve quasi 1 anno di tempo per tutti i permessi e circa 5.000 euro tra oneri e bolli, mentre un appartamento in Germania e' condizionato al rilascio di permessi solo per le altezze, il tetto e i muri esterni. Il regolamento edilizio tedesco e' raccolto in 3 paginette, quello italiano in 3 libri. Gli abusi in Germania sono rarissimi.L'inchiesta analizza cosa succede in Italia ad una costruzione abusiva, seguendo tutti i passaggi e i costi che vanno dal sequestro fino alla demolizione e illustrando le situazioni in cui invece si applica il condono. Il nuovo piano casa, che prevedeva una semplificazione delle procedure statali 10 giorni dopo la firma dell'accordo con le regioni, ad oggi ancora non c'e'.L'inchiesta propone un esempio di come sia possibile - nel caso di nuovi insediamenti dentro le citta' - snellire le procedure e assumere le decisioni in tempi brevi, con soddisfazione di tutti i soggetti coinvolti. L'esempio e' quello dei ''Laboratori di Urbanistica Partecipata'' di Bologna, dove a progettare il futuro sono gli stessi abitanti dei quartieri.


Per la rubrica Com'e' andata a finire? : ''L'ORO DI ROMA'' 23 Novembre 2008 Torniamo a Roma a descrivere che fine ha fatto la raccolta differenziata dei rifiuti, la discarica di Malagrotta e il gassificatore che sta entrando a regime. Ad Albano, nel frattempo si sta costruendo il secondo gassificatore di Roma: parlano i cittadini locali a proposito dei loro dubbi e preoccupazioni. A Colleferro raccontiamo l'indagine giudiziaria che nel marzo scorso ha decapitato i vertici dell'impresa che gestisce il termovalorizzatore.

Abbiamo vinto. Svolta nell’Assemblea dei Verdi

Laura Cima sul congresso dei Verdi e sul documento del Gruppo delle cinque terre
Il dibattito è aperto

All'Assemblea di Fiuggi è prevalso l'orgoglio della propria storia e la speranza dei verdi e degli ecologisti di cambiare questo mondo ingiusto e violento a partire anche dall'Italia, dove la dirigenza sconfitta tentava di indurli ad una mutazione genetica con la confluenza in SeL, peraltro in modo del tutto gregario e subordinato.
Ma la cultura che rappresentiamo è irriducibile a questi giochetti e gli applausi hanno segnato per tutto il pomeriggio l'orgoglio verde che riemergeva con sempre maggior convinzione.
Il vero sconfitto dell'assemblea di ieri è Paolo Cento, che dai tempi del suo ingresso nei Verdi attraverso la lista Arcobaleno di Ronchi e Rutelli non ha mai rinunciato a portare avanti la cultura minoritaria in cui si è formato politicamente negli anni ’70, anche se la sua esperienza di primo consigliere comunale verde insieme a Rosa Filippini a Roma avrebbe potuto liberarlo da questo retaggio.

Non voglio rivangare le responsabilità di Alfonso Pecoraro e dei membri dell'Esecutivo che hanno rischiato di condurre i Verdi all'estinzione ma, poichè sembra strano che una femminista storica come me, prima capogruppo donna alla Camera di un Direttivo verde di sole donne e Coordinatrice da sempre delle donne verdi fino a che nei Verdi sono stata, appoggiasse la mozione 2 che ha 5 uomini come primi firmatari e un candidato portavoce come Bonelli e abbia contrastato, come ha potuto dall'esterno, il triumvirato femminile che pareva aver conquistato il potere nei Verdi, ora voglio fare alcune considerazioni su questi aspetti.

La presenza importante di leader femminili nei verdi italiani non ha saputo segnare la differenza come invece è successo in Europa, in Francia, nei Gruenen e negli altri partiti e gruppi verdi europei. Nonostante ciò la ex-capogruppo dei Verdi al Parlamento Europeo Monica Frassoni unica candidata a presidente del partito dei verdi europei, sorprendentemente in Italia, forse perché da troppi anni lontana, anziché dimostrare capacità di guida per un rilancio dei verdi e della loro autonomia li ha guidati dritti verso le secche di SeL e quindi anche a lei addebito pesanti responsabilità.
Ancora una volta Grazia Francescato, nonostante i suoi trascorsi femministi, ha giocato per un anno il ruolo di copertura di un leader maschile come successe nella prima Chianciano per Pecoraro, quando tutti acclamammo pieni di speranza la sua elezione.

I sottoscrittori della mozione Cento-Francescato tirano in ballo il fantasma di Pecoraro, sostenendo erroneamente che il vero vincitore è lui, proprio perché non riescono ad uscire dalla logica minoritaria che finora li ha contraddistinti, una logica di potere prima condiviso e poi conteso tra i due reali leader maschi che sono rimasti fermi formalmente l’uno a una cultura Sole che ride-ulivista che gli ha permesso di fare due volte il ministro e l’altro alla cultura arcobaleno-sinistra minoritaria rivendicativa, che non gli ha mai permesso di vincere realmente.Se ora il primo si affaccia all’Assemblea nessuno fuori da lì tra gli ecologisti in Italia vuole più sentirlo nominare come leader.

La capacità di reale rigenerazione e rifondazione auspicata dal documento del Gruppo delle Cinque Terre, misto tra ecologisti esterni ai Verdi e i Verdi che hanno appena vinto il congresso, passa attraverso una riunificazione che metta in secondo piano i vecchi leader sconfitti dalla storia prima che dalle assemblee.
Il limite del documento delle Cinque Terre come quello della mozione ‘Il coraggio di osare’ è che vi è una totale mancanza del pensiero autonomo e della cultura delle donne che si riflette anche nel linguaggio non così innovativo come la prospettiva politica vorrebbe.
Sono certa che ci sono i presupposti per superare presto questi limite e capire che l’ ”uno” è nemico delle differenze e superato dalle moltitudini che stanno combattendo il pensiero unico del neoliberismo che come tale non può essere riproposto.
Laura Cima

10 ottobre 2009

Angelo Bonelli è il nuovo Presidente dei Verdi italiani


Angelo Bonelli è stato eletto Presidente nazionale dei Verdi con 245 voti
Loredana De Petris ha ricevuto 231 voti
I Verdi si avviano al loro superamento verso la Costituente Ecologista e l'unificazione di tutti gli ecologisti italiani

9 ottobre 2009

TORINO 12° CinemAmbiente (8-13 ottobre)









Info qui programma
info qui catalogo dell'intero festival

9-10-11 ottobre * Congresso dei Verdi a Fiuggi

VERDI: DOMANI APRE CONGRESSO, FRANCESCATO "IO LASCIO" (AGI) - Roma, 8 ott. - Alla vigilia di un congresso difficile, i Verdi perdono una protagonista storica della battaglia
ambientalista: Grazia Francescato. La segretaria uscente ha
annunciato in un'intervista a Left, in edicola domani, che
intende abbandondare l'attivita' politica.
"Sento la necessita' improrogabile di prendermi una pausa",
ha detto, "ho bisogno di piu' 'verde' e meno 'verdi' per un
po'. Lascio dopo 40 anni di militanza e 10 di politica attiva.
Lascio la presidenza e il posto nel coordinamento di Sel. Mi
prendo un periodo di tregua". E non e' un "arrivederci"
indolore: ai compagni che da domani e per tre giorni si
confronteranno nel congresso Francescato ha lanciato un monito.
"Non siamo piu' i custodi della questione ambientale, non
siamo all'altezza della sfida", ha sottolineato, "c'e' gente
che ne sa piu' di noi, ormai. E poi tanti cercano solo il
posticino da assessore o consigliere. Oggi litighi per le
regole, le maggioranze, mica per i grandi temi".
Dunque, "per un po', voglio essere solo responsabile di me
stessa. I meccanismi perversi della politica italiana non mi
interessano piu'", ha chiarito.

ATTIVISMO AMBIENTALE E POLITICO ED EVOLUZIONE FILOGENETICA

di Dario Tamburrano
“In Occidente abbiamo questa presunzione straordinaria, che mentre noi abbiamo lavorato duramente alla creazione di meraviglie e innovazioni tecnologiche, le altre culture del mondo siano rimaste intellettualmente ferme. Niente potrebbe essere più lontano dalla verità. Né tale differenza è dovuta ad alcun tipo di superiorità degli occidentali in materia. Ora sappiamo che dal punto di vista biologicoè vero ciò che noi abbiamo sempre sognato essere verodal punto di vista filosofico, ovvero che siamo tutti fratelli e sorelle. Per definizione, possediamo tutti lo stesso patrimonio genetico. Ciò significa che ogni singola società e cultura umana, per definizione, condividono la stessa acutezza mentale, la stessa capacità intellettuale. E che il genio grezzo venga messo al servizio della stregoneria tecnologicao a districare il complesso intreccio della memoria relativa a un mito,si tratta semplicemente di scelte e orientamenti culturali.” (Wade Davis, The Ethnosphere and the Academy )

ATTIVISMO E PARADOSSI DELL’ERA CONTEMPORANEA

Diritti umani e giustizia sociale, decrescita e sostenibilità ambientale, sarà capitato a tutti noi, almeno una volta, di chiedersi se l’impegno che mettiamo nel diffondere e difendere questi principi possa ottenere risultati tangibili e duraturi. Confrontandosi con i nostri stessi più cari amici e familiari, quanti di loro si mostrano del tutto refrattari ad un qualsiasi cambio di atteggiamento non conforme ai disvalori standardizzati e globalizzati dell’apparire, del consumo e della crescita materiale ad ogni costo? Quante volte, ci siamo sentiti una goccia solitaria ed alla deriva in un mare troppo grande? Quante volte, confusi e disorientati, senza certezze, in questo magma contemporaneo di eventi ed informazioni contrastanti e parcellizzate che quotidianamente irrompono nelle nostre coscienze? La storia della specie ha subito negli ultimi secoli una accelerazione logaritmica. Oggi una sola generazione è stata testimone di un esplosione demografica e produttiva senza precedenti. L’applicazione delle tecnologie ha creato oggetti e servizi che hanno rivoluzionato in brevissimo tempo gli usi ed i costumi dei singoli e delle masse. Abbiamo assistito alla globalizzazione delle idee e delle merci, all’avvento della mobilità individuale su scala planetaria, alla fine della guerra fredda ed al crollo di tutte le ideologie politiche che fino a pochi anni dominavano il mondo. Se tutto ciò ha portato grandi speranze, i neofondamentalismi economici e religiosi, la crisi degli ecosistemi, il progressivo impoverimento delle risorse naturali, l’instabilità climatica, lo sfruttamento neocoloniale di buona parte del pianeta, il genocidio, non solo culturale, delle diversità, ci hanno instillato d’altra parte enormi preoccupazioni ed interrogativi.L’uomo contemporaneo occidentalizzato, che grazie alla disponibilità di grandi mezzi, sarebbe dovuto crescere in senso critico, in tempo libero ed in libertà e diritti, è invece diffusamente anestetizzato, inconsapevole ed impotente. Imbrigliato in questo incredibile paradosso della modernità. All’interno di questo quadro si inserisce a sorpresa l’interpretazione olistica e positiva dello stato attuale dell’umanità che Pawl Hawken ci fornisce nel suo ultimo saggio “Moltitudine Inarrestabile”.

IL PANORAMA GLOBALE DEI MOVIMENTI LOCALI E SOVRANAZIONALI

Hawken esordisce delineando un ampio panorama delle organizzazioni e delle comunità che attualmente operano nel pianeta per la difesa dei diritti umani e civili e per la sostenibilità ambientale. Emerge da questa sorta di censimento che questo numero è impressionante in ogni luogo e senza differenza di razza e cultura. Queste associazioni di individui costituisco nel loro complesso un movimento spontaneo ed auto-organizzato, senza un centro ed un’ideologia portante che sfugge alla categorizzazione classica al punto tale che i media non sono in grado di recepirne la portata ubiquitaria e di coglierne l’aspetto innovativo.

LA FUSIONE DELLE CULTURE INDIGENE CON L’AMBIENTALISMO E LA GIUSTIZA SOCIALE

Secondo Hawken, in questo che egli definisce il “movimento senza nome”, stanno confluendo in un’unica visione sia gli insegnamenti e i valori delle culture indigene di ogni continente, sia le tematiche proprie dei movimenti ambientalisti, per la giustizia sociale ed i diritti umani. Per la prima volta nella storia dell’uomo si assiste ad una moltitudine di individui che a volte inconsapevolmente, pur nella loro diversità, operano nella stessa direzione.

IL SISTEMA IMMUNITARIO DEL PIANETA

Similmente ad un sistema immunitario che è formato da più parti che collaborano tra di loro per reagire agli attacchi infettivi, questo movimento è, per Hawken, paragonabile ad una risposta immune della specie umana nel suo complesso, come reazione di autodifesa alle politiche economiche di sfruttamento dei popoli e di distruzione degli ecosistemi che minano la sopravvivenza dell’umanità stessa.

SALTO QUANTICO FILOGENETICO

Questo movimento dei movimenti può pertanto essere considerato come un nuovo organismo, un salto quantico filogenetico e culturale, in risposta alle nuove pressioni ambientali e storiche, cui la nostra specie è attualmente soggetta. Sappiamo che miliardi di anni fa, da un brodo primordiale di atomi e molecole, sono miracolosamente ed improvvisamente nate le prime cellule capaci di autoreplicarsi, le quali si sono differenziate ed unite collaborativamente prima in organismi pluricellulari e poi in esseri superiori dotati di tessuti ed organi comunicanti per mezzo del sistema nervoso.

INTERNET COME SISTEMA NERVOSO, DATI CULTURALI COME GENI

Ecco che, oggi, ha preso forma un corpo unico formato da una moltitudine di organizzazioni ed individui, che interagiscono tra di loro, grazie all’avvento dei nuovi media sociali figli di internet; l’esistenza di una rete di comunicazione così ramificata e veloce, rappresenta il sistema nervoso di questo organismo simbiontico sovraspecie i cui geni non sono più le molecole di DNA, ma le informazioni multiculturali presenti e latenti che nella rete sono memorizzate, attivate e trasmesse in un’inarrestabile fecondazione incrociata dalle conseguenze inesplorate ed imprevedibili.

DIVERSITA’, SIMBIOSI E RESILIENZA

Questo fenomeno di tipo organico è in grado di mutare e di riorganizzarsi velocemente come un virus, in virtù proprio dell’assenza di un ideologia statica e di un controllo centrale, e fa, della molteplicità di culture e conoscenze integrate, il suo punto di forza, analogamente ad un sistema naturale che aumenta la sua resilienza parallelamente al crescere della sua biodiversità.

IL MOVIMENTO COME NUOVA FORMA DI VITA INTELLIGENTE, INVISIBILE E SOVRA SPECIE

Un movimento, quindi, particolarmente intelligente per la sua adattabilità che ha tutto l’aspetto di una forma di vita nuova e non catalogabile, e quindi invisibile, potenzialmente in grado, pertanto, di affrontare e superare le enormi sfide che ci attendono. E’ un evento di portata epocale nella storia dell’uomo che fornisce un significato assai profondo al nostro impegno individuale e collettivo. Senza saperlo, ne facciamo già parte e ci ha già contagiato vivendo dentro di noi. Chi è in grado di vedere anche in Italia il superamento degli schieramenti ideologici ed immobilizzanti del secolo scorso, sta già costruendo in maniera consapevole, il futuro sostenibile, sociale e politico del nostro paese.
30 giugno 2009

8 ottobre 2009

IL CORAGGIO DI CAMBIARE * (gruppo delle cinque terre)


1 L’Italia vive l’anomalia di un nuovo Medioevo che ne ha fermato l’entrata nel nuovo secolo. Più che in altri paesi è visibile in Italia l’emergenza ecologica, il degrado sociale e la crisi di fondamentali valori etici; permangono aree vaste di ignoranza, incapacità, ingiustizia. Meno facilmente che altri paesi, l’Italia quindi può affrontare la conversione ecologica delle attività economiche, il risanamento ambientale, la partecipazione diretta delle persone alla attività sociale ed una effettiva realizzazione di una sana cultura dei diritti e dei doveri che dovrebbero regolare la vita sociale della collettività.
Stiamo assistendo ad una semplificazione culturale che rende simili ed al contempo pessime le diverse aree politiche, tutte globalmente incapaci di affrontare le crisi del nuovo tempo: le emergenze ambientali nel territorio, la crisi sociale, la crisi di valori nell’individuo. Si tratta quindi di crisi globale del sistema ed esaurimento delle culture che lo hanno ispirato e formato.

2 Si deve costatare nel nostro paese l’inesistenza di una cultura di destra onestamente conservatrice sostituita da correnti estremiste nostalgiche ma soprattutto dalle vocazioni razziste e autoritarie leghiste che si sono alimentate di un malinteso federalismo e delle paure, in parte alimentate ad arte, contro gli immigrati e i diversi.
Anche una forza moderata riformista e riformatrice che dovrebbe “fare le riforme” non si è mai sviluppata ed il PD, che dovrebbe rappresentarla, dalla sua nascita fino all’ attuale dibattito congressuale (3 segretari in poco più di un anno) conferma il fallimento di questa teorica vocazione.
Così restano senza risposte ad esempio:
a) l’allontanamento dei partiti dall’informazione invece della spartizione che continua dietro le quinte
b) una giustizia efficace ed efficiente
c) il nuovo mercato del lavoro basato su una precarietà intollerabile
d) il ridimensionamento della casta e dei suoi costi
Il fallimento della sinistra, ininfluente quando governa, divisa comunque in tanti frammenti invece che unita in un unico partito è tale che anche quella potenziale rappresentanza del 10 % dell’elettorato storicamente acquisita si è dispersa; il nuovo frammento di SeL consolida la divisione, non inverte la tendenza e sembra già un progetto in esaurimento dopo pochi mesi.

La deriva progressiva dei Verdi verso l’estrema sinistra ed il loro annullamento politico, altra anomalia italiana, è sotto gli occhi di tutti. In realtà mai decollati al di sopra del ruolo di nanetti nel centro-sinistra per tutti gli anni ‘90, assenti spesso nelle lotte, privi di creatività e di una sufficiente elaborazione culturale e leadership nazionale, progressivamente assorbiti nelle logiche di casta.
Il vuoto politico viene rivolto provvisoriamente verso l’astenzione dall’impegno politico diretto, il rifugio nell’area del non voto o l’adesione provvisoria a movimenti di protesta e partiti-scatolone che non hanno strategie e riferimenti culturali stabili (esempio: i tanti gruppi di protesta circoscritti, il partito-indefinibile di Di Pietro, il movimento monocratico eco-giustizialista di Grillo privo di una qualche democrazia interna ).

Si sta invece affermando in Europa ed in altre aree significative del pianeta una nuova cultura trasversale e al di sopra di ogni schieramento politico, culturale, religioso tradizionale che rivendica il diritto-dovere ad una relazione armonica tra uomo e natura, tra esseri umani, tra uomo e donna, e all’interno dell’uomo tra vita e coscienza.
Vi è una benedetta irrequietezza che spinge un numero progressivamente crescente di uomini e donne del pianeta ad una condivisione ed alleanza di valori, pratiche e attività per l’affermazione di ciò che si riconosce come valido e irrinunciabile.
Un movimento della vita e dell’evoluzione umana che non riconosce facilmente ideologie e capi, si nutre di ogni cosa ritiene valido e si diffonde dappertutto. Esso è la forza determinante che può portarci alla scoperta del tempo presente e delle sue soluzioni.
I movimenti ambientalisti, i movimenti dei diritti civili, i movimenti di giustizia sociale, i movimenti di autonomia culturale si stanno intrecciando e tendono a diventare UNO superando i continenti, sia pure con forme e tempi differenti. Il termine “ecologisti” è al momento il più idoneo a rappresentare questa varietà di esperienze, che vanno ben al di là del semplice ambientalismo e che hanno però un minimo comune denominatore.
Esso è dietro la vittoria di Obama negli USA, spinge ed alimenta la rivoluzione della Green economy, è alla base della grande e nuova affermazione di formazioni tendenzialmente trasversali come Europe Ecologie in Francia, anima la moltitudine di movimenti culturali sociali e politici attivi su temi specifici e vive nello sforzo quotidiano di ognuno per una vita felice. E’ l’antidoto, unico oggi, all’intossicazione della politica e all’avvelenamento della società e delle coscienze.

3 In Europa e non solo, la crisi economica–finaziaria, quella legata alla crisi dell’auto e dei settori tradizionali, la crisi ambientale, non hanno risposte dai partiti della socialdemocrazia che tendono al progressivo ridimensionamento in tutta Europa e provoca arroccamenti nell’area conservatrice.
Solo un modello sociale e produttivo eco-orientato ed eco-sostenibile, che riconosca anche le aree dove è conveniente la decrescita, un termine “infelice” per esprimere una riflessione valida ma inevitabilmente estremo nella sua contrapposizione alla “crescita” e più correttamente sostituibile con un idea di “sobrietà”. L’idea della sobrietà e della sostenibilità ha potenzialità nuove e favorisce l’espansione di nuove forze verdi ed ecologiste in molte zone dell’Europa e del resto del mondo.
Vi è oggi in Italia forse più che altrove l’urgente necessità di un progetto etico, culturale e politico, radicale, senza estremismi ed integralismi, che sappia affrontare l’emergenza ecologica, il degrado sociale e la corruzione della vita a tutti i livelli.

Movimenti di protesta e partiti-scatoloni non riescono ad esprimere nel tempo strategie e riferimenti culturali stabili e concreti.
L’antropocentrismo sociale e l’egocentrismo di piccoli leader, l’arroccamento di ognuno su linguaggi, convincimenti e preclusioni personali mantengono la frammentazione culturale, sociale e politica e producono la vanificazione di ogni speranza di cambiamento.
Sarebbe disastroso, ed in parte lo è già, se nella situazione attuale i vari movimenti,o più onestamente gruppi autoreferenziali e le diverse associazioni proseguissero ognuno diviso dagli altri e chiuso nella sua realtà. E sarebbe ugualmente disastroso se si continuasse ad affidare le speranze di un cambiamento a vecchie e fallimentari formule politiche.
Anche tutti i vari nuovi movimenti come i Meetup di Grillo, il Movimento per la Decrescita Felice, le liste per il bene Comune, Stop al consumo di territorio, il variegato mondo di centinaia di blog non comunicanti fra loro, oltre alle storiche associazioni ambientaliste, animaliste, di consumatori e le tante associazioni di ambito locale, lo stesso movimento di Di Pietro, rischiano di percorrere questi stessi passi fatali nell’isolamento, nella separazione o nell’integralismo, conseguentemente nella irrilevanza politica e trasformatrice
Per non parlare di coloro che, parcheggiati per le piu’ diverse ragioni (di supposta convenienza, di casualità, di ripiegamento, di onesta mancanza di riferimenti locali ) nel PD, nel gruppo di Di Pietro, nei vari frammenti della sinistra, mettono in secondo piano la loro genuina vocazione ecologista e radicale occupati in uno sterile o limitato impegno burocratico o amministrativo privo di reale valenza riformatrice o trasformatrice nel territorio in cui operano.

4 Una visione rinnovatrice e radicale insieme era presente alla fondazione dei Verdi italiani nel corso degli anni’80, ma poi non è stata attuata, condotta e sviluppata ( lo stesso è successo talvolta per i verdi di altri paesi). Le ragioni della mancata maturazione di un progetto alternativo possono essere sommariamente attribuite alla forte capacità di autodifesa del sistema politico che con la modifica progressiva dei sistemi elettorali negli anni ’90, con la forte difesa dei propri privilegi di casta, con il cedimento ai processi corruttivi ed all’influenza delle mafie, ha impedito cambiamenti e tutele che spesso avevano un impatto sugli ecosistemi e sulla qualità della vita.
Progressivamente gli aspetti rinnovatori si sono diluiti fino a diventare irrilevanti e collocare i Verdi come uno fra i tanti soggetti marginali che operano nella realtà delle istituzioni senza essere in grado di incidervi realmente mentre scomparivano come presenza nel territorio e fra la gente. Abbandono del federalismo, mancanza di leadership e creatività, rinuncia ad opporsi alle logiche di casta hanno chiuso definitivamente quasi 25 anni della loro storia.

La mancata analisi delle ragioni della crisi impedisce ai Verdi nelle loro diverse componenti di assumere da soli il ruolo di protagonisti di un processo di rinascita. Per quanto non tutto sia stato inutile o sia andato perduto e ci siano isole felici, occorre da parte di tutti riconoscere onestamente l’impossibilità diffusa di incidere realmente sui tanti problemi ecologici, sociali ed economici con gli strumenti e le forze organizzate disponibili oggi. Il percorso, le tappe, le strutture per la rigenerazione, rifondazione, riunificazione (le tre erre ) di tutti gli ecologisti ed anche di altri che si collocano con disagio nel campo riformista e in quello della tutela sociale, richiedono la crescita di un secondo fronte ben più rilevante, costituito da persone provenienti da diverse esperienze, allontanatisi dai Verdi da tempo, o nuove e fresche di fronte alla politica, che favoriscano il processo di solve et coagula (Langer) per far decollare un nuovo movimento politico di tutti gli ecologisti che innovi la forma di partito e riproponga una struttura federalista. Una benedetta moltitudine che ha denominatori comuni ma che deve mettere in comune diverse tonalità di linguaggi e di esperienze rendendo anche comune il recupero della memoria di decenni di impegno.
Serve un nuovo movimento politico centrato sulla riscoperta della lotta esemplare, la strutturazione di un discorso politico-culturale; è necessario costituire un”cuore verde “ ed estendere l’impegno all’azione riformista ed all’azione sociale specie sul tema della precarietà dei lavori e sulla precarietà sociale. Se tutti i termini indicati vengono praticati seriamente può essere ottenuto il carattere tendenzialmente maggioritario, moderno , radicale dei nuovi ecologisti.

5 Noi proponiamo la pratica di non essere per nessuno ma di essere con tutti. Sosteniamo la proposta e la necessità di una nuova formula: la federazione delle persone, dei progetti culturali, delle attività produttive ed insieme delle capacità, delle qualità, delle speranze, dei sogni e delle visioni degli uomini e delle donne di buona volontà per costruire una società armonicamente eco-orientata, per invertire la direzione del suo sviluppo .
Come Cittadini del Pianeta abbiamo urgente necessità di affrontare l’emergenza ecologica e climatica, di superare un sistema economico basato sulla crescita infinita, di riformare le organizzazioni e le istituzioni sociali, liberi dai condizionamenti culturali delle ideologie del secolo scorso; di sconfiggere ogni pregiudizio culturale e sociale e di affrancarci da ogni cultura basata sull’egocentrismo.
Siamo consapevoli che la vita è nelle nostre mani e andrà bene se sapremo con coraggio essere noi stessi e se nei nostri comportamenti saremo degni dei nostri sogni.
Intendiamo affermare una ecologia ambientale, una ecologia sociale e politica ed una ecologia etica. Solo attraverso una pratica dell’integrità e della giusta relazione potremo preservare e difendere l’autenticità di ogni cosa ed ogni essere vivente.

Il XX secolo, sanguinoso e rovinoso più di ogni altro, ci ha dato in lascito una tecnologia potentissima ed uno smarrimento generale. Ma anche il senso di inadeguatezza di ogni teoria razionale o metafisica non sostenuta dalle ragioni del cuore e non supportata dalla naturale saggezza della vita e della natura.
Intendiamo quindi l’ecologismo non come una nuova ideologia ma come un insieme di tendenze, pratiche, sentimenti, insegnamenti e visioni che possono sostenere e guidare verso la soluzione dei tanti problemi attuali.
In Italia nello specifico vi è urgenza di una rottura con tutto ciò che è definito Casta , Corruzione , Mafie ed insieme anche una rottura con tutto il vecchio bagaglio culturale delle ideologie novecentesche, prive di innocenza perchè anche corresponsabile della progressiva degenerazione ecologica economica e sociale. Nello stesso tempo bisogna mantenere e difendere i contenuti essenziali ed irrinunciabili della nostra Costituzione.

Occorre riaffermare una lotta esemplare, nonviolenta ma esemplare, contro quanto pregiudica la sopravvivenza del Pianeta e dei suoi abitanti e condurre una contestazione sistematica delle attività economiche dannose, dei comportamenti istituzionali fraudolenti e di tutte le altre forme delinquenziali di illegalità.
Insieme si deve essere capaci di costruire e promuovere una sana cultura della sobrietà e dell’onestà, della salute e della convivenza civile. Il compito non è solo politico o principalmente politico. E’ un compito insieme sociale, culturale ed economico.
Non intendiamo fare un nuovo partito che replichi in modo magari originale i fallimenti di tutti gli altri. Intendiamo favorire qualcosa di più grande, ampio e nuovo, di cui l’attività politica istituzionale deve essere solo una parte.

Noi proponiamo una fase di costituente ecologista che proceda alla federazione di tutti i singoli ed i gruppi interessati, garantendone autonomia e decentramento, intorno a 3 modalità organizzative:

- un rassemblement sul territorio di tutti i singoli e le associazioni operanti su base locale con una sintesi organizzativa regionale: sull’ambiente, sull’impegno sociale e sui diritti civili.

-una federazione trasversale nazionale di tutti i movimenti e le associazioni culturali, sociali e politiche specifiche confederando le realtà regionali. Non è più accettabile la centralizzazione politica a Roma del nuovo movimento anche se, una sua espressione attraverso “due portavoce nazionali “ è ancora necessaria.

-una nuova aggregazione dei lavoratori, delle imprese e delle attività orientate alla conversione ecologica ed all’equità e sostenibilità sociale.


6 Rigenerare, rifondare, riunificare. La sfida è grande. Saremo in grado di divenire incisivi se sapremo collegarci realmente ognuno con gli altri, agendo insieme e riconoscendo reciprocamente la validità delle ragioni dell’altro. Proponiamo una attività collettiva di guarigione da ciò che ci tiene separati e talvolta lontani. L’avvio e la decisione di continuare gli”incontri di Puin” con la nascita del Gruppo delle cinque terre, la sua progressiva espansione insieme alla razionalizzazione nazionale del ruolo di strumenti che operano nel web come i Blog (costituzione del portale degli Ecologisti) sono uno dei modi con cui cerchiamo di dare un contributo a questo processo.
Stimiamo il lavoro svolto e le attività delle diverse associazioni ambientaliste. Ma come ignorare che nonostante 30 anni di lotte ambientali i risultati sono o insufficienti o scarsi o inesistenti? L’Italia è una delle nazioni più inquinate d‘Europa, il territorio è soffocato da inquinamento, abusivismo, traffico e rifiuti, decine di navi con scorie radioattive sono seppellite davanti le nostre coste, aria acqua e terra sempre più inquinate, i tumori si diffondono, abbiamo un “benessere” che grida vendetta. Oltre a piccole conquiste e locali affermazioni, la situazione è talmente grave che occorre uno sforzo eccezionale e congiunto per produrre cambiamenti significativi. Potrebbe presto non avere più alcun senso proporre o produrre nuove leggi e normative ambientali che tanto non vengono realmente applicate.
Nella situazione attuale nessuno sembra in grado di fermare il nucleare che viene riproposto o la truffa velenosa degli inceneritori. E siamo realmente indietro agli altri paesi sia sulle energie rinnovabili sia sulle connessioni in reti digitali.

Iniziative di Lotta esemplare devono essere preparate in questi settori.
E quanto detto potrebbe valere anche per altri ambiti associativi, nel campo dell’intervento sociale e nel settore dei diritti civili.
Fare qualcosa è incidere sulla realtà, risolvere i problemi esistenti, non candidarsi alle elezioni, costituire una piccola corporation e lobby di settore, una piccola burocrazia, un flusso di fondi economici, il tutto giustificato da una serie di iniziative irrilevanti o senza esito.

Cultura società e politica sono indissolubilmente collegate.
Come esempio: negli ultimi decenni si stanno diffondendo pratiche di vita ecologiche come l’alimentazione, l’agricoltura e le medicine naturali, e tuttavia mentre diventano sempre più consistenti come attività economiche, emergono progressivamente truffe sempre più ingenti alle leggi ed alla salute e fiducia dei consumatori.
Occorre operare nei vari settori per rigenerare, rifondare e riunire. Ed è un compito anche culturale e di comunicazione. Noi proponiamo di attuare e realizzare tutti insieme , attraverso uno sforzo straordinario, una serie di eventi e strutture di comunicazione tra cui:

* una Convention generale ecologista (Stati generali ?) con anche forti presenze europee ed internazionali e che possa durare anche 10 giorni, come evento di svolta, di grande richiamo, con forti contenuti culturali e di comunicazione.

* una Ecoexpo collegata a questo evento che la segua a distanza di qualche mese con il coinvolgimento di tutte le realtà economiche, produttive, ecocompatibili ecorientate e socialmente sostenibili già esistenti, al fine di favorire la loro espansione.

* Un network di Media: Web ma anche Tv e carta stampata, che parta dalla unificazione dei vari frammenti comunicativi degli ecologisti oggi già esistenti messi in rete e connettendoli fra loro nel Portale degli ecologisti per moltiplicare la loro potenzialità comunicativa.

Tutto questo non sarà immediato, facile o per subito ma potrebbe essere ciò di cui abbiamo veramente bisogno: il coraggio di tutti di cambiare potrà portare al coraggio di cambiare tutto, veramente.
Come Gruppo delle Cinque Terre non intendiamo essere un nuovo gruppo che si aggiunge ad altri ma intendiamo costruire ponti che uniscano e unifichino i gruppi esistenti per promuovere la casa comune degli Ecologisti.

Gruppo delle Cinque Terre (ottobre 2009)

Questo documento è il risultato provvisorio di vari incontri e riflessioni condotte con persone di provenienze ed esperienze differenti che riconoscono la necessità di procedere ad una aggregazione di tutte le componenti della cultura ecologista.

Il Gruppo delle Cinque Terre si è costituito nell’agosto 2009 ponendosi tre obiettivi:
* la riunificazione dei differenti gruppi e movimenti dell’area ecologista
* contribuire alla realizzazione del nuovo programma ecologista
* promuovere nuovi strumenti di comunicazione del movimento politico degli Ecologisti
Info:
www.eco-ecoblog.blogspot.com * ecoblog@libero.it (Massimo Marino)
www.fiorigialli.it * info@fiorigialli.it (Maurizio Di Gregorio)


VERDI: AL 52% LE MOZIONI CONTRO ESPERIENZA IN SINISTRA E LIBERTA' , NEL NORD SUPERANO 80 %

Roma, 6 ottobre (Adnkronos)
Conclusa la fase dei congressi
provinciali dei Verdi.


La mozione "Il nostro futuro", sottoscritta da
Cento- Francescato che propone il progetto politico di Sinistra e
Liberta' raccoglie il 48 % dei delegati, la mozione "Verso la
costituente ecologista "sottoscritta da Bettin-Boato-Bonelli che
dichiara conclusa l'esperienza di Sinistra e Liberta' raccoglie il
38,% dei delegati, la mozione "I nuovi verdi, per un nuovo
centrosinistra un nuovo ulivo'', che propone l'uscita da Sinistra e
Liberta' sottoscritta da Carrabs e altri raccoglie il 14, %. Le due
mozioni che entrambe propongono la fine dell'esperienza dei Verdi in
Sinistra e Liberta' raggiungono il 52,% de delegati.

''E' un primo importante successo in vista del congresso del
9-10-11 di ottobre che si terra' a Fiuggi -dicono Bonelli, Boato e
Bettin- Nel Nord ( Toscana e Marche compresa ) la mozione verso la
costituente ecologista raggiunge il 68 % e insieme alla terza mozione
arriva a superare l'80 % dei delegati. Dai risultati dei congressi
provinciali emerge un chiaro stop al sostanziale scioglimento dei
Verdi in Sinistra e Liberta' e si afferma l'indicazione di proseguire
nel progetto della costituente ecologista collegato alla dimensione
dei Verdi europei''.

APPELLO ALL' ITALIA e AGLI ECOLOGISTI di Mario Tozzi, Giobbe Covatta, Giuliano Tallone, Marco Roveda

Noi che amiamo profondamente l'Italia e abbiamo a cuore il futuro del nostro pianeta, riteniamo necessario impegnarci per dare una risposta ai gravi problemi ambientali e sociali che investono il nostro paese.Il futuro del nostro pianeta e di chi verrà dopo di noi deve essere al centro dell’azione della politica del nuovo secolo. Guardando all’Italia è necessario dare una risposta al degrado dell’ambiente, del paesaggio e ai gravi problemi sociali che investono il nostro paese.La lotta ai cambiamenti climatici, al degrado degli ecosistemi, e alla povertà, strettamente connesse tra loro, devono essere una priorità nell'azione di ogni governo. Per questo sono necessarie politiche coraggiose, capaci di assicurare un futuro anche alle generazioni che verranno. Le ideologie e i partiti del Novecento sono inadeguati a rispondere alle nuove questioni che si pongono, e che agiscono sulla base di meccanismi finanziari, economici e politici alla scala globale. La questione ambientale non è uno dei temi della politica, ma una chiave di lettura per una nuova visione dell’economia e della società.La nozione fondamentale di interesse generale, di bene comune ha lasciato il posto alla difesa e all’affermazione di mille e mille interessi individuali, famigliari, di clan o di corporazione. La stessa esistenza di una sola Italia è sempre più in pericolo ed essa, ad un secolo e mezzo dal 1861, è spaccata in due, in ogni senso, e minaccia di rompersi in più pezzi. La riforma dello Stato in senso federalista non si accompagna ad una visione chiara dei rapporti tra Stato e Regioni, né del modello di sviluppo della società, di quali debbano essere i servizi minimi da garantire sul piano sociale, ambientale ed economico. Il federalismo odierno si riduce ad una costellazione di mediocri localismi, sempre più piccoli, egoistici e autarchici, senza alcuna pulsione né proiezione verso l’Europa più avanzata.

L’ambiente paga pesantemente questo sfaldamento selvaggio della struttura dello Stato, poiché le scelte territoriali effettuate sempre più in sede locale rispondono più facilmente a logiche di scambio che ad esigenze di garanzia per i cittadini. In campo urbanistico, ambientale e paesaggistico, il disastro si tocca con mano. La logica della “privatizzazione” del pubblico sta sempre più diventando la logica del “padrone a casa mia”, anche quando la “casa” è un bene comune che appartiene all’intera collettività mondiale. Più si avvicinano al livello locale i poteri decisionali, in materia di strumenti urbanistici e territoriali, di tutela dei beni culturali e ambientali, di parchi, di riserve naturali, in una parola di paesaggio inteso in senso lato, e più si è condizionati, nelle decisioni anche tecniche, dagli interessi municipali, di gruppi economici, di privati, più viene indebolita e devitalizzata l’azione degli organismi di tutela (Soprintendenze regionali e territoriali, Autorità di bacino, Arpa, Enti Parco dal livello nazionale a quello regionale, ecc.).
Siamo ormai a 150 milioni di stanze costruite per 60 milioni di abitanti, ma vi sono milioni di stanze vuote o sottoutilizzate e una domanda di alloggi e di affitti economici o sociali drammaticamente insoddisfatta. Con un ambiente sempre più dissestato e inquinato, con un paesaggio sempre più imbruttito da cemento e asfalto. Fenomeni che mettono gravemente in pericolo l’agricoltura di qualità, il turismo, in una parola la salute.
La responsabilità verso il nostro Pianeta e quindi anche verso il nostro Paese, è la base del nostro impegno. Va riformato l’attuale modello di sviluppo economico, responsabile dei cambiamenti climatici e globali in atto, basato sull’uso delle fonti fossili e su un consumo senza limiti delle risorse naturali che ha generato nel pianeta povertà, squilibri e guerre. Va superato il vecchio modo di misurare il Pil con indicatori che valutino lo sviluppo in termini di benessere sociale e ambientale. Dobbiamo puntare alla qualità, consumando meno e meglio e tutelando sempre di più la salute dei cittadini. La decisione dell'attuale governo di riportare l'Italia a costruire centrali nucleari è sbagliata. Il futuro energetico del mondo non può essere l’attuale nucleare con il drammatico problema delle scorie radioattive e della sicurezza . e nemmeno il carbone con il suo forte impatto ambientale e sanitario provocato dalle emissioni di Co2 e delle polveri sottili. Una nuova politica energetica deve basarsi sulle energie rinnovabili, a partire dal sole, sul risparmio e l’efficienza energetica, puntando fortemente sulla ricerca e l’innovazione tecnologica, per costruire la nuova era della green economy.

Dobbiamo affermare una nuova politica per fermare il consumo del territorio, affrontare il problema smog trasformatosi in emergenza sanitaria, investendo prioritariamente sul trasporto pubblico su ferro. rendere più rigorosa la tutela del paesaggio del nostro Paese violentato e offeso dagli abusi ma anche dalle cementificazioni legalizzate. valorizzare la bioedilizia, investire nella prevenzione del dissesto idrogeologico, realizzare sistemi di gestione dei rifiuti imperniati sulla riduzione, il recupero la raccolta differenziata e il riciclaggio. Ci sentiamo profondamente impegnati nella tutela dei diritti degli animali e nel superamento della vivisezione e nel batterci contro i tentativi di liberalizzazione della caccia. L’acqua è un bene comune ed è un elemento strategico nell’ambito di una seria politica ecologica e dei diritti. Va tutelata la biodiversità e tutti gli esseri viventi, e valorizzata l’agricoltura biologica e di qualità libera da Ogm che garantisca le tradizioni tipiche e quelle enogastronomiche. il nostro patrimonio storico-archeologico-artistico-paesaggistico, la nostra cultura e i beni immateriali che potranno essere sempre di più grande opportunità di nuova occupazione. Il diritto all’ambiente e il principio di precauzione devono essere costituzionalmente garantiti, mentre il nostro codice penale deve essere modificato per assicurare alla giustizia eco-mafiosi ed eco-criminali.
Osserviamo con preoccupazione la scomparsa di una autonoma presenza ecologista in Italia, in controtendenza a quanto invece accade in altri paesi d'Europa, e vogliamo pertanto dare il nostro contributo affinché in Italia nasca un forte e credibile movimento ecologista, un non partito, una rete ecologista territoriale e tematica, libera, diversa e aperta che sappia, trasversalmente e senza confini ideologici, parlare a tutti i cittadini italiani.

Guardiamo con attenzione all' appello "Il coraggio di osare" lanciato da molti ambientalisti e riteniamo importante che tutti gli ecologisti trovino una loro unità per trasformare in realtà la speranza di milioni di cittadini che vogliono un'Italia migliore. Lo scenario temporale di questo progetto politico deve essere ampio, bisogna lavorare per il domani, dando il meglio di noi in questa grande sfida.
Mario Tozzi, ricercatore
Giobbe Covatta, attore e cooperante

Giuliano Tallone, ambientalista
Marco Roveda, ambientalist Roma 7 ottobre 2009

Edvige Ricci ed altri.. (Pescara) - A tutti quelli che, come noi, cominciano a soffrire di asfissia politica …

Ci pare sia avvenuta, in politica, una mutazione genetica.
Non vogliamo tanto discutere, in questo momento, del come e del perché.La registriamo e basta. In particolare, constatiamo che i partiti, aldilà della condivisione dei diversi progetti, paiono ave rsmarrito il senso che gli era stato riconosciuto dalla collettività e dalla Costituzione. Registriamo quindi uno scollamento enorme, un distacco quasi fisico tra il luogo da noi abitato -società ricchissima di competenze, sfaccettature, problemi, desideri, progettualità, speranze e delusioni - e quello della rappresentanza, sia istituzionale che politica. Il ruolo dei partiti – intesi come aggregazione politico culturale di mediazione e scambio fra rappresentati e rappresentanti e come luogo di formazione di classi mediamente dirigenti – è svuotato.
Il ruolo delle istituzioni, spesso, fuorviato e autoreferenziale. Sia all’interno dei partiti che a livello istituzionale la politica ha intrapreso con decisione un processo antidemocratico di centralizzazione drastica dei poteri e di isolamento dalle istanze popolari e di base, di chiusura verso i cittadini, verso le nuove idee e verso le positive esperienze nel sociale:
la composizione del Parlamento è oramai decisa da poche persone ai vertici, che“designano” i deputati; così come giunte e dirigenti amministrativi locali (gli assessori negli Enti Locali sono scelti o fra i cosiddetti dirigenti di partito o tra i più fedeli esecutori delle volontà diquesti); fondamentali istanze sociali ed ambientali sono oramai state collocate completamente al di fuori delle agende politiche e dei programmi.

Disorienta, pertanto, l’occupazione anche delle cariche negli Enti scientifici, ospedali, aziende dei trasporti, ove dovrebbe vigere il criterio esclusivo delle capacità e delle professionalità. E poiché la cooptazione ha invaso anche il mondo più umile del lavoro, risorse intellettuali di intere generazioni di giovani sono così escluse – se non inserite nella logica dei gruppi di potere – dalla gestione della cosa pubblica, il cui scadimento ed inefficienza crescono in maniera preoccupante. A ragionare sulla “polverizzazione” di questa rappresentanza, ci pare che essa sia anche causa/effetto della frammentazione del “luogo-partito”. Sia nella miriade di quelli piccolissimi e autoreferenziali, sia in quelli amplissimi e “maggioritari”, la situazione è simile: non più luogo collettivo di rielaborazione e assunzione di responsabilità comuni e in qualche modo identitarie,ma “sigla” che raccoglie un insieme variegato di “gruppi” personalistici e/o lobbystici, organizzati su modello piramidale-feudale, dal signore ai vassalli e così a scendere…
Modello che –moltiplicato a dismisura – porta all’effetto devastante dello scadimento generale, oltre la mediocrità, dell’attuale ceto dirigente. Difficilmente infatti il “signore” che occupa il vertice della piramide, “sceglie” per la sua squadra persone competenti e capaci, che potrebbero insidiargli la posizione raggiunta.
Ed è evidente che, all’interno di questo regime centralistico siano in evoluzione ulteriori e
straordinari eccessi di inter-centralismo, come dimostrano anche le vicende del terremoto
dell’Aquila, ove non solo i cittadini non riescono a contare nelle scelte piccole o grandi che li riguardano, ma è tenuta in posizione di assoluta irrilevanza anche il complesso delle Istituzioni locali: Comuni, Provincia, Comunità Montane, Enti Parco.

Il pericolo ulteriore è che la velocizzazione delle decisioni, prese in luoghi non democratici, non solo costituisca ulteriore difficoltà per le risposte corali, organizzate e territoriali e, quindi, per la concreta operatività dei processi di rappresentanza democratica, ma venga utilizzata efficacemente per la “giustificazione” e l’“accettazione popolare” del modello autoritario e autoreferenziale…
Continuiamo a registrare pertanto il nostro disorientamento. Al quale abbiamo deciso di tentare una risposta.

Quale? Intanto, formulando un’ipotesi sulla quale ragionare: quella di un cambiamento di fase storica. Stiamo forse per valicare un crinale? Stiamo forse passando dalla fase della rappresentanza democratica, come quella disegnata dopo la seconda guerra mondiale, dopo i totalitarismi e i genocidi, ad una nuova, necessaria fase di conquista di democrazia , non più solo rappresentata, ma partecipata? E che quindi il gioco a cui assistiamo non è solo quello, in perdita e pericoloso, didiminuzione della democrazia reale, potendo invece divenire, se riusciamo a inserirvi un’evoluzione positiva, quello di una nuova forma di partecipazione nella democrazia?


Lo diciamo non solo perché molto dibattito in giro pone domande a proposito, ma perché a noi pare proprio di registrare, per intanto, l’assoluta impossibilità di veder “rappresentate” tante delle realtà che materialmente e culturalmente viviamo: dalle istanze laiche (ma non certo antireligiose) calpestate, a quelle ecologiste profonde e competenti, alle tantissime realtà economiche e aggreganti legate alla conversione sostenibile della società e basate su fondamenti ideali ed eticidi enorme spessore. Pensiamo alle cooperative di consumo, di produzione, al mercato eco-equosostenibile; all’agricoltura e alle sue trasformazioni biologiche e legate al territorio, alle centinaia di iniziative sull’abitare ecologico, alla nascita di numerosi comitati di cittadini e di gruppi di base per la difesa del territorio etc. etc. Pensiamo alle tante lotte qua e là in Italia, che aggregano sempre più cittadine e cittadini, e – in contraltare – partiti e istituzioni che vanno ad abitare luoghi sempre più “lontani e staccati”, forse proprio per non entrare in contatto con esse e dover ad esse rispondere, facendole “partecipare” alle soluzioni. Tutte realtà vive e vegete che assumono come orizzonte quello di un pianeta che duri e che tutti possano vivere.
E’ proprio questo movimento di allontanamento che ci sconcerta e ci spinge ad agire qualche diversa possibilità. Poniamo quindi, sulla base dell’ipotesi formulata e in risposta al desiderio dirompente di “nuova”politica, la richiesta di riavviare un ragionamento sulle modalità di aggregazione ed azione politica ripartendo dal sociale.

Non è – come speriamo sia chiaro – la proposta di un altro ed ennesimo partito, fra i tanti
esistenti. Quello che immaginiamo è un nuovo luogo dove inventarsi un modello di ascolto e interscambio fra le istanze sociali e la rappresentanza in politica. Ipotizzando la democrazia partecipativa, non potrà quel luogo che essere, appunto, metodologicamente basato sulla partecipazione. Quello a cui pensiamo è, dunque, un luogo che ci permetta…
… di dare voce ad una visione del mondo diversa da quella dominante e segnata, a nostro avviso,da un elevato grado di violenza nelle relazioni sociali, economiche, ambientali e interpersonali e che produce negazione di diritti, processi di degrado sociali ed ambientali, marginalizzazione di una parte consistente di cittadine e cittadini;
… di proporre percorsi che concorrano a dare forma ad una società più conviviale, capace di offrire ascolto ed accoglienza ai bisogni di più deboli, orientata non solo alla crescita dei beni materiali ma anche a quella di beni immateriali e relazionali;
… di prenderci cura dei diritti degli altri viventi, degli equilibri naturali, della natura, delle culture,di riconoscere nel concreto l’esistenza di limiti dello sviluppo, di perseguire l’equità sociale e laconvivenza pacifica interetnica ed interculturale;
…. di realizzare un libero scambio di idee in sede di analisi e di elaborazione di proposte grazie allequali partecipare attivamente al governo della cosa pubblica, a cominciare dal nostro territorio;
… di fare cultura, con l’obiettivo di esplicitare e promuovere i valori e le idee in cui ci riconosciamo;
… di cercare la massima coerenza possibile tra i fini che vogliamo conseguire, i mezzi utilizzati peravvicinarli e i comportamenti individuali nei contesti sociali ed istituzionali;
Se sei interessata/o a questo percorso contattaci.
Edvige Ricci
Francesco Paci
Giovanni Damiani
Manuela De Marzo
Paolo Chiavaroli Pescara, 17 settembre 2009



Roma 2009, undici nuovi sequestri - Indagato Malagò per abusi edilizi

da La Stampa 8 ottobre 2009 Nuoto-piscine dei Mondiali
Si allarga l'inchiesta su presunti abusi edilizi compiuti in 15 circoli sportivi privati per la realizzazione di impianti destinati ai Mondiali di nuoto 2009 che si sono svolti lo scorso luglio nella Capitale. Questa mattina gli ufficiali giudiziari per conto della Procura hanno effettuato un nuovo maxi sequestro in undici circoli sportivi della Capitale per strutture realizzate senza i necessari permessi. Si allunga anche la lista delle persone indagate, una trentina, tra cui il commissario straordinario Roma 2009 Claudio Rinaldi, cui si aggiunge anche Giovanni Malagò, ex presidente del Comitato organizzatore dei Mondiali di nuoto "Roma 2009". In undici tra i più noti circoli sportivi romani sono state poste sotto sequestro piscine, foresterie, parcheggi, spogliatoi, palestre e altre strutture edificate in violazione delle norme paesaggistiche, urbanistiche e in genere ritenute abusive. Il gip nelle ordinanze di sequestro ipotizza, a vario titolo, la violazione delle norme urbanistiche, paesaggistiche, per le opere realizzate senza l'intesa con il Comune di Roma che non ha riscosso oneri concessori per circa cinque miliardi di euro. Giovanni Malagò è indagato in qualità di presidente del Circolo Canottieri Aniene amministrativamente responsabile del circolo "Acqua Aniene", uno degli impianti sottoposti a sequestro totale oggi dal gip Donatella Pavone, su richiesta del pm della procura di Roma, Sergio Colaiocco. Il circolo Acqua Aniene si trova in via della Moschea, nella zona Parioli a Roma, ad almeno un chilometro di distanza dall'Aniene che sorge su una ansa del Tevere.
Secondo la procura le opere realizzate abusivamente, strutture terminate e già funzionanti, sono state costruite su un'area di proprietà comunale: area concessa per l'edificazione di un nuovo edificio, realizzazione di una piscina esterna e sistemazione di un parcheggio realizzato con uno sbancamento.


Strutture abusive, ancora in fase di edificazione, sono state sottoposte a sequestro nei circoli: "Roma 70", "Polisportiva Parioli Tiro a Volo", "Roma team sport", "Polisportiva Città futura". Sigilli alle strutture già ultimate nei circoli: "Acqua Aniene", "Cristo Re", "Axa Immobil sport", "Real sport village", "Associazione Agepi", "Villa Flaminia", "Sport 2000". Il gip aveva già disposto nei mesi scorsi il sequestro di strutture (dal 15 settembre scorso diventato definitivo dopo l'uso concesso per i mondiali di nuoto) in altri quattro circoli di Roma: "Salaria Sport Village", "Tevere Remo", "Gav New city", "Flaminio sporting club". La procura sta indagando, oltre sulle presunte violazioni edilizie contestate oggi, anche su presunti abusi commessi all'epoca della gestione dall'ex Commissario di "Roma 2009", Angelo Balducci, attualmente presidente del Consiglio superiore del lavori pubblici per quanto riguarda la vicenda del "Salaria Sport Village" di Settebagni in cui sono state realizzate, e sequestrate, opere di ampliamento per 160 mila metri cubi con piscine e foresterie. Il circolo privato, fondato dal figlio di Balducci, Filippo, fu realizzato anche dall'acquisizione di terreni agricoli in zona ritenuta dalla procura "a rischio esondazione del Tevere". Filippo Balducci ha successivamente ceduto le quote a due fiduciarie socie del circolo: Claudio Rinaldi, nominato Commissario per i mondiali di nuoto dopo Balducci, firmò le autorizzazioni alla realizzazione delle opere del Salaria Sport Village nel quadro dell'organizzazione dei mondiali di nuoto.

( di Rita Celi e Corrado Zunino)

3 ottobre 2009

ECOlettera 36






eco (http://www.eco-ecoblog.blogspot.com/) a cura di Massimo Marino

i post della settimana: La sociasldemocrazia scende ,i Verdi salgono * Cohn Bendit: La vostra democrazia è quella di Putin e Chavez * Congresso Verdi: presentate tre mozioni * Brasile, Marina Silva con i Verdi * L’anima del biologico, ovvero il Bio oltre il mercato (Maurizio Di Gregorio *Verdi:questa volta parliamo di soldi *

i post in lavorazione: Il coraggio di cambiare..tutti *Il mercurio delle nuove lampadine * L’informazione ci informa? *

alcuni dei post già usciti : Emergency,15 anni di pace * Europe Ecologie:il programma in italiano su Fiorigialli * Saba: ritorno all’Africa * Lo sconfinato pisello di Beppe Grillo * Italia: la sinistra ammazzaverdi

680 adesioni già raccolte su eco blog/FBK per l’appello nazionale da firmare:
“IL CORAGGIO DI OSARE: APPELLO AGLI ECOLOGISTI”
elenco aggiornato delle adesioni su
http://www.verdideltrentino.org/

MARCHE domenica 4 ottobre ore 16-20 incontro regionale a CIVITANOVA MARCHE dei firmatari dell’ Appello agli ecologisti "Il coraggio di osare "
CASA DEGLI ULIVI Contrada Migliarino 25 (Latitudine 43° 19.467' Longitudine 13° 41.820')
con la partecipazione di:
MARCO BOATO ex senatore Verdi, portavoce Verdi del Trentino

CATERINA DI BITONTO del Coordinamento nazionale Federazione dei Verdi
MASSIMO MARINO Gruppo delle Cinque Terre * blog ECO*ECO-ANIMALI
Sono invitati ad intervenire tutti i firmatari marchigiani dell’appello e tutti gli interessati al progetto che propone la rifondazione dell’Ecologismo in Italia attraverso la formazione della Costituente ecologista
(coordina l'incontro Sandra Ruggeri info:388 9222187
sandra.ruggeri@alice.it )

eco-animali ( www.eco-animali.blogspot.com )
alcuni post della settimana: Lettera aperta ai registi italiani (Baaria) * No all’industria delle pelliccie * Fauna alpina in Piemonte:lettera di ProNatura *Sperimentazione animale:nuovi traguardi * * E’ nata l’alleanza per salvare gli anfibi * Le scimmie di Vodafone * LAV in Piemonte contro gli abbattimenti di caprioli *

alcuni post già usciti: Cacciatori nei terreni:Ricorso a Strasburgo * Chi ha paura del lupo ? (da Il girasole) * 350 nuove specie di animali * Anche i randagi avranno il loro ospedale * Knut, vizi di gioventù (video) *

ECOdue romanzo 68 VOLTE TI AMO (
www.ECOdue.blogspot.com )
da giovedì 8 ottobre la 10a puntata: Ottobre: Messico in fiamme / Una casa tutta mia / Il bilancio sbagliato


TORINO 12° CinemAmbiente (8-13 ottobre) serata inaugurale a
Torino Esposizioni Giovedì 8 Ottobre ore 21 Ingresso libero ad esaurimento posti. Info qui programma, info qui catalogo dell'intero festival.

Cittadini del pianeta: un nuovo progetto ecologista
a cura del Gruppo delle cinque terre (Puin 22-23 agosto 2009) sul blog e su FBK


(Massimo Marino) Altre news, musica, interventi, gruppi su Facebook 36

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2 ottobre 2009

Laura Cima (da un intervento inviato a TERRA....)
.........Auguro alla Francescato e a Cento di avere successo nel nuovo partito che hanno scelto, ma mi dispiace molto che una portavoce che avevo tanto appoggiato dieci anni fa perché rilanciasse i Verdi si assuma la responsabilità di affossarli definitivamente oggi.Inondazioni, tsunami,nubifragi, terremoti e frane pongono anche in Italia l’urgenza di politiche per contenere i cambiamenti climatici. Gli effetti della crisi sull’occupazione richiedono provvedimenti urgenti per invertire la rotta del neo liberismo con molta più decisione. La querelle fomentata da una sinistra senza altri argomenti politici su minorenni ed escot a Palazzo Grazioli pone un problema di moralità e serietà che mette in discussione l’uso del potere da parte di maschi che non cedono nessuno spazio politico a donne anche se stanno a sinistra, come è successo a Taranto.Quindi c'è l’urgenza di ecologia politica ed ecologia della mente per liberarsi da tutta questa spazzatura..

Lo spazio che venisse lasciato libero dai verdi verrà riempito da altri che, come Cohn Bendit guardano avanti e sanno aggregare sotto la bandiera ecologista tutto quello che si muove per superare il neoliberismo in Europa. Mi fa specie che la sua precedente copresidente italiana, Monica Frassoni, aiutata anche lei perché entrasse la volta scorsa nel PE con i Verdi Italiani, si muova nel modo opposto a Cohn Bendit , dopo aver già pagato sulla sua pelle la non rielezione per la scelta sbagliata di SeL. Molte donne verdi storiche: Guerra, Zanella, Montanari, Morelli, Mayer, Diolaiti non condividono la mozione Francescato. Da prima capogruppo donna in un direttivo di sole donne ai tempi del “matriarcato verde”, così definito da Ronchi che l’affossò e divenne ministro, già allora portando con la maggioranza arcobaleno di Rutelli i Verdi verso l’insignificanza politica, io non ho dubbi .

Dopo i tre anni di sospensione che mi sono imposta per non partecipare al suicidio dei Verdi, ho una gran voglia di ricominciare con tutte quelle e quelli che credono ancora al primato dell’ecologia sull’economia e sulla politica degradata a cui siamo costretti ad assistere. Verrò al congresso e mi auguro di veder prevalere il buon senso politico e la passione che ci ha accompagnato e accompagnate per tanti anni.

saluti verdi Laura Cima
benedetta moltitudine...


Domenica 4 ottobre ore 16-20 incontro regionale a CIVITANOVA MARCHE dei firmatari dell’ Appello agli ecologisti "Il coraggio di osare "

(Bettin, Boato, Bonelli…)


CASA DEGLI ULIVI Contrada Migliarino 25
TOM TOM Latitudine 43° 19.467' Longitudine 13° 41.820'

con la partecipazione di:
MARCO BOATO ex senatore Verdi, portavoce Verdi del Trentino

MASSIMO MARINO del Gruppo delle Cinque Terre- blog ECO*ECO-ANIMALI

CATERINA DI BITONTO del Coordinamento nazionale Federazione dei Verdi


Sono invitati ad intervenire tutti i firmatari marchigiani dell’appello e tutti gli interessati al progetto che propone la rifondazione dell’Ecologismo in Italia attraverso la formazione della Costituente ecologista in ogni regione nei prossimi mesi.


(coordina l'incontro Sandra Ruggeri info:388 9222187 sandra.ruggeri@alice.it )

La socialdemocrazia scende e i Verdi salgono in Europa

di Laura Cima

Dopo le elezioni in Germania dove l’SPD ha preso una batosta storica, politici e commentatori si affannano ad analizzare come mai, a differenza che negli Stati Uniti e nel mondo, in Europa la crisi finanziaria ed economica favorisca le destre che stanno conquistando o conquisteranno i governi in quasi tutti i paesi. Dopo Francia, Italia e Germania infatti, anche in Inghilterra e Spagna è ormai probabile la sconfitta di Brown e Zapatero. Dopo aver tenuto con grande difficoltà e senza maggioranza certa in Portogallo ed essersi affermata in Islanda (rosso-verdi) e Norvegia, pare che solo in Grecia la sinistra riuscirà a vincere.Non conosco bene le sinistre di questi ultimi paesi, ma credo che per la loro storia e la loro collocazione geopolitica si tratti di partiti molto diversi dalle socialdemocrazie europee che hanno governato dopo l’unificazione monetaria dell’Europa, quando 11 governi sui 15 erano socialisti. I vecchi partiti socialdemocratici, con tutti i loro vizi di litigiosità e clientele, con l’incapacità che hanno avuto di prevedere e fronteggiare la crisi, con il loro continuo scivolamento verso contenuti neoliberali, con la loro mancanza di immaginare prospettive future più giuste e meno violente, credo che non abbiano più futuro. La loro crisi è irreversibile. Credo anche che la caduta del muro di Berlino e del socialismo reale si faccia sentire nei voti adesso, quando ormai vanno a votare nuove generazioni che non hanno conosciuto quella fase e per i quali il socialismo come il comunismo appartengono a due secoli lontani, a un paradigma che non esiste più da tempo.

La crisi finanziaria avrebbe dovuto aprire anche la crisi del neoliberismo, di un capitalismo avido ed egoista, e delle forze politiche che lo sorreggono anche a costo di indebitare talmente lo stato da rischiare la bancarotta. Un liberismo economico e politico capace solo di pretendere profitti per reggere la competitività delle economie emergenti e di invadere con una politica onnivora la società. Ma la regolazione pubblica del mercato e dell’economia iniziata da Obama ora rischia di arenarsi appena la crisi rallenta e la sua riforma sanitaria sta portando la destra a toni terribili, di minaccia alla sua stessa vita. Intanto banche e assicurazioni tentano di riassestare il loro potere negli stessi termini che hanno creato la crisi, approfittando della mancanza di regole che G8 e G20 non colmano.

Quali forze politiche sono oggi in grado di contrastare in Europa il blocco neoliberista? Di costruire prospettive di vita, di lavoro, di pari opportunità a tutti, nativi e migranti, giovani, donne e espulsi dal mercato del lavoro?Gli ottimi risultati degli ecologisti nelle ultime elezioni europee e in Germania fanno pensare che questa sia la forza emergente, quella in cui le nuove generazioni credono, quella che sa dare risposte credibili e innovative ai grandi problemi del pianeta e della società umana, compresi quelli quotidiani.L’affermazione delle sinistre estreme mi pare che raccolga invece più nostalgici e meno innovatori, e soprattutto si tratta in genere di un insieme eterogeneo sempre a rischio di fratture.

E’ paradossare che in questo quadro i Verdi italiani abbiano scelto di sparire dal Parlamento italiano con una alleanza arcobaleno e da quello europeo con Sinistra e libertà.Ed è ancora più paradossale che l’attuale dirigenza dopo le due batoste sia già entrata, prima del congresso, nell’organismo direttivo di SeL.Spero che la nuova ondata di orgoglio ecologista rappresentata dalla seconda mozione al congresso, quella Boato, e da un movimento che si sta aggregando nel paese trovi la forza di affermarsi in tempo per le prossime elezioni regionali.

Laura Cima
Capogruppo Verdi alla Camera nella loro prima legislatura (1987-1992)