30 novembre 2011

elezioni comunali del 2012


Nella primavera del 2012 sono le previste elezioni comunali in centinaia di comuni piccoli e medi fra i quali 21 capoluoghi di Provincia



regione Comune sindaco uscente attuale
Piemonte Alessandria Piercarlo Fabbio Centrodestra

Asti Giorgio Galvagno Centrodestra

Cuneo Alberto Valmaggia Centrosinistra
Lombardia Como Stefano Bruni Centrodestra

Monza Marco Mariani Centrodestra
Veneto Belluno Antonio Prade Centrodestra

Verona Flavio Tosi Centrodestra
Friuli Gorizia Ettore Romoli Centrodestra
Liguria Genova Marta Vincenzi Centrosinistra

La Spezia Massimo Federici Centrosinistra
Emilia Romagna Parma Pietro Vignali Centrodestra

Piacenza Roberto Reggi Centrosinistra

Lucca Mauro Favilla Centrodestra

Pistoia Renzo Berti Centrosinistra
Lazio Frosinone Michele Marini Centrosinistra

Rieti Giuseppe Emili Centrodestra
Abruzzo L’Aquila Massimo Cialente Centrosinistra
Molise Isernia Gabriele Melogli Centrodestra
Puglia Lecce Paolo Perrone Centrodestra
Sardegna Oristano Angela Nonnis Centrodestra

29 novembre 2011

Concita De Gregorio: Pisa, 26 novembre 2011


Intervento di Concita De Gregorio *, giornalista ex direttore dell’Unità dall' agosto 2008 al luglio 2011, rientrata a La Repubblica, su alcuni episodi di retroscena della politica Italiana recente:


3:40 "Il PD non voleva vincere le regionali del Lazio" e le motivazioni che Concita De Gregorio ha ricevuto da un dirigente
8:10 "La manifestazione del Popolo Viola non ci interessa perché non l'abbiamo organizzata noi" 10:00 "Quelli che mandano le email non vanno a votare" la risposta di alcuni politici del centrosinistra
10:45 Le manifestazioni degli studenti

11:30 "I referendum si perdono di sicuro" secondo alcuni esponenti della sinistra
12:15 La manifestazione delle donne

* al TILT CAMP di Pisa durante l'incontro pubblico al Polo Carmingani "L'alternativa maggiorenne - 18 anni dopo B"
da http://www.radioeco.it/tilt-2011-i-podcast-di-radioeco/

26 novembre 2011

REPORT:domenica 27 novembre ore 21.30 RAI

"L'ONDA LUNGA" di Sabrina Giannini - Il telefono cellulare è rischioso per la salute?

28 anni dopo l'invenzione di Martin Cooper il telefonino ha raggiunto cinque miliardi di persone. A questa impressionante penetrazione nel sistema dei consumi, è corrisposto un adeguato interessamento delle autorità sanitarie e dei governi per indagare gli eventuali effetti dannosi sulla salute?
Per la prima volta, quest'anno, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato le microonde emesse dal cellulare come "possibili cancerogene".
Dietro questa classificazione ci sono stati colpi di scena e conflitti di interesse dei ricercatori coinvolti. L'inchiesta di Sabrina Giannini svela i retroscena della scienza finanziata, prevalentemente, dalle industrie del settore.

"SPAZZATOUR 2" di Emilio Canalini - La scorsa settimana, nell'inchiesta dal titolo Spazzatour abbiamo visto come gran parte dei rifiuti speciali, invece di essere smaltita correttamente nei nostri impianti, cosa per cui viene pagato un apposito contributo che ricade su tutti i cittadini, prende altre strade. In Cina la plastica viene mischiata con altra contaminata da sostanze tossiche e lavorata nelle aziende clandestine che la trasformano in materia prima che viene poi utilizzata per fare i giocattoli che importiamo nel nostro Pese. E pensare che per la tracciabilità dei nostri rifiuti abbiamo speso centinaia di migliaia di euro in sistemi satellitari gestiti da società appartenenti a Finmeccanica. Come funzionano ce lo racconta l'inchiesta di Emilio Casalini.

C'E' CHI DICE NO: "IL PARADISO DEL BIT" di Giuliano Marrucai - In Islanda, all'interno di una ex base Nato dove conservavano armi, stanno costruendo un enorme datacenter per conservare le informazioni diffuse sul web e per metterle al riparo dalle censure di altri stati. E' solo il primo di una lunga serie. Un'iniziativa che nasce sull'onda della rivoluzione pacifica avvenuta in Islanda. Colpiti dalla crisi i cittadini islandesi si sono ribellati al fatto di doversi accollare i debiti delle banche, hanno chiesto e ottenuto le dimissioni del governo ma soprattutto per prevenire altre crisi provocate dalla malapolitica e delle lobby finanziarie, hanno giudicato fondamentale la trasparenza degli atti amministrativi, il ruolo dell'informazione diffusa sul web e del giornalismo d'inchiesta al punto da inserirlo nella propria costituzione come valore assoluto da tutelare.

22 novembre 2011

Elezioni: la Spagna fà una giravolta e si ritrova per terra

di Massimo Marino *

E’ desolante leggere i pochi commenti sui risultati delle elezioni politiche spagnole seguite al tracollo del governo socialista di Zapatero, con il tonfo del suo partito, il PSOE , il non-trionfo dei conservatori del PP e lo spappolamento in mille direzioni degli elettori in un paese da mesi al centro dei commentatori per la pesante crisi sociale e per l’azione dei giovani indignados che hanno tenuto le tende per settimane nelle principali piazze del paese.

I socialisti di Rubacalba hanno perso quasi un terzo dei voti del 2008 (4,5 milioni di voti) riducendosi a poco meno di 7 milioni (il punto più basso di sempre) ma i conservatori del PP di Mariano Raioy, che con il 44,6% (+3%) hanno ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi, ne hanno guadagnati meno di 500 mila ( 32 seggi in più alla Camera).

Che i socialisti fossero fuori gioco era scontato, dal momento in cui è stato evidente che non avevano nulla da proporre ai milioni di disoccupati, giovani ma anche classe media crollata nella miseria, se non disoccupazione e sacrifici in nome della crescita e delle banche. Se il voto ha definitivamente chiuso, anche in Spagna, la lunga storia del bipartitismo imposto e inefficiente (portando a ben 13 partiti in Parlamento) ha anche indicato che in mancanza di un progetto alternativo, di largo respiro, capace di aggregare forze e culture e far balenare un progetto di svolta nel modello economico, sociale, culturale si può anche cadere ancora più in basso. I conservatori di Raioy non hanno niente di meglio da proporre, se non il sostegno “ spirituale” dei cattolici ultramoderati dell’Opus Dei e sarà arduo durare 4 anni in un paese dove la rivolta sociale sarà probabilmente da oggi più accesa.

L’ Estrema sinistra rosso-verde di IU ( Ischierda Unida ) e gli autonomisti baschi di AMAIUR (per la prima volta in parlamento dopo la resa dell’ ETA) ) raccolgono parte del dissenso, come anche l’UPyD di Rosa Diez ( recente scissione moderatamente a sinistra del PSOE ) che con 1,5 milioni di voti ottiene 5 seggi anche se per un soffio non è al momento in grado di costituire un proprio gruppo. In totale si hanno alla camera eletti di 13 liste (11 nel 2008) ma un numero molto minore di gruppi autonomi per i quali di fatto bisogna superare ben più del 5%.

Il vero flop è quello di EQUO, il nuovo movimento sostenuto dai Verdi europei, avviato dal leader di Greenpeace Juan Lopez de Uralde, che si ferma sotto l’ 1% ( 216.000 voti) in quasi tutto il paese; più o meno quanto prendeva il vecchio partitino verde di ECOLO’, dove correva da solo, fino alle recenti amministrative di maggio. La caricatura di Europe-Ecologie fallisce ma non solo perché è appena nato. Al contrario dell’esperienza francese non aggrega nulla di quanto ribolle nel paese e non dappertutto si trova una leaderchip composita alla Bendit-Joly-Bovè-Belier-Yannot che pure qualche serio guaio con parte dei vecchi verdi-rossi comincia ad averla in Francia.

Equo non seduce per nulla gli Indignados ( più interessati al movimento italiano anticasta di Grillo), che hanno in prevalenza propagandato un ingenuo astensionismo che ha portato a meno di un milione di astensioni in più, ( il 3% in più sul 2008 ) ma in realtà anche parecchi voti a IU arrivata al 6,9% (da 2 a 11 seggi). Equo neppure seduce quindi le componenti verdi-rosse che sono rimaste nel vecchio schema della estrema-sinistra di IU ( che vuole “un sistema socialista fondato sui principi di giustizia, uguaglianza, solidarietà e rispetto della natura” ), neppure gli animalisti del PACMA (100.000 voti concentrati nella Catalogna dove non si fanno più le corride), neanche i 25.000 “Pirati” del software libero, né i 27.000 voti del PUM+J sostenitori della comunicazione SMS e di una “società più giusta”.

Un nuovo ecologismo sembra cosa ben diversa e ben più complessa di un restyling dei vecchi partitini verdi o dell’associazionismo ambientalista anche se rappresentato dalla nobile immagine di Greenpeace. Si è rilevata scarsa l’influenza del partito verde europeo che segna in questo episodio una pesante inefficienza e sconfitta e ripropone il drammatico problema dell’irrilevanza, con l’eccezione francese, del possibile ( e auspicabile ) terzo polo ecologista europeo, in tutta l’area mediterranea (Italia, Spagna , Portogallo, ex Iugoslavia, Grecia). In conseguenza, mancato l’obiettivo della grande aggregazione di un nuovo ecologismo, tutti a casa, non un solo eletto nei due rami del parlamento. Tutto in realtà risultava già evidente da maggio, nei risultati delle elezioni amministrative proprio mentre esplodeva la protesta in piazza, che avevano già prefigurato esattamente i risultati odierni.

Le Elezioni politiche in Spagna, anticipate di alcuni mesi, si svolgono ogni 4 anni con l’elezione del Parlamento( Cortes Generales ), che, con la nuova costituzione del 1978, consiste di due camere, il Congresso dei Deputati (Congreso de los Diputados) e il Senato (Senado).

Il Congresso ha 350 membri, eletti nei 53 collegi delle provincie con un sistema solo parzialmente proporzionale su liste bloccate che premia le province più piccole; di fatto alza il quorum ben al di sopra del 3% e favorisce i due partiti maggiori.

Per il Senato, che elegge 259 seggi totali, il sistema, più complesso e per niente proporzionale, si basa su liste bloccate in gran parte con eletti su base provinciale, con 4 seggi per ognuna di cui 3 al partito vincente nel collegio ed 1 al secondo, ( più o meno dove vogliono arrivare i nostri Bersani e Berlusconi). Una parte dei seggi (51) rappresenta le 17 Comunità autonome (Autonomias), i Governi regionali che hanno notevoli poteri e forte autonomia legislativa in particolare in Catalogna e Paesi Baschi. Le Autonomias sono costituite da 3-4 provincie (che hanno scarso peso) tranne alcune grandi realtà dove i due livelli istituzionali coincidono. Il PP governerà in 11 ed è determinante in altre 2 delle 17 Autonomias, il PSOE tiene solo a Barcellona e Siviglia, mentre con un grande risultato gli autonomisti di Esquerra e la sinistra basca di AMIUR si prendono Catalogna e Paesi Baschi.

Fra i pochissimi commentatori italiani del voto spagnolo, a parte qualche articoletto sul “trionfo dei Popolari”, si segnala il lungo articolo (allegato) di Concita De Gregorio, ex direttore epurato o epuratosi, per ragioni mai rese pubbliche, dalla direzione dell’Unità e comunque riapprodata alla prima linea di Repubblica. Se non altro c’è lo sforzo di indicare un po’ di numeri, mentre il ragionamento e le conclusioni, tutte rivolte in realtà alla situazione italiana e con una lettura decisamente di parte, sono come minimo discutibili. Secondo la signora De Gregorio, che riconosce di passaggio l’incapacità dei socialisti di dare risposte alla società spagnola, il vero problema sono alcuni milioni di voti “sfuggiti “ ai socialisti e “rifugiatisi ” nell’astensionismo, nell’ estrema, negli indignati astensionisti che fanno il gioco della destra e nei soliti ecologisti, pirati, animalisti etc. Non una parola sulla possibilità di proporre una direzione ed una conversione dell’economia e della società alternative al solito teorema della crescita, della finanza, fuori dal solito dualismo conservatori e socialdemocratici. Non una parola.

Il ragionamento, che ci sembra di avere già sentito, va a parare, prendendola alla larga, sul sistema elettorale, su quelli che si sono stufati del bipolarismo. E il ragionamento dove dovrebbe iniziare praticamente si ferma. In realtà (a parte l’Opus Dei e la quasi ovvia costatazione che nella crisi si spappola la società ) è proprio il bipolarismo imposto ed il bipartitismo che non reggono e diverso sarebbe stato comunque il risultato in presenza di un normale sistema proporzionale alla tedesca, quello che il PD osteggia in tutti i modi in Italia, che almeno permette la rappresentanza anche di quelli che la crisi non la descrivono, non la scrivono, ma la vivono davvero.

Il PP alla camera con il 44,5 % dei voti (10,8 su 23,9 milioni di voti espressi e 34 milioni di elettori ) ottiene 186 seggi ( più del 53% del totale) , il PSOE con il 28,7 % ottiene 110 seggi ( il 31,4% del totale di 208) . Al Senato, grazie al maggioritario bislacco nei collegi provinciali, più o meno con gli stessi voti il PP prende addirittura il 65% dei seggi. Qualcosa di simile a quanto si vuole riproporre in Italia con il neomattarellum-porcellum.

A tutte le latitudini dell’Europa i sistemi maggioritari sono una brutta bestia; si sa, se lo si comprende, dove portano, ma non si sa mai fino alla fine chi ci guadagna e chi ci perde le penne.

* Gruppo delle Cinque Terre

Concita De gregorio - La repubblica 22 novembre 2011

http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=1783GU


21 novembre 2011

Corrado Passera il tuttofare..

Corrado Passera è un banchiere e manager italiano, laureato alla Bocconi. Poco dopo la fine degli studi inizia il suo percorso professionale. Negli anni ’80 intraprende una collaborazione con il gruppo di Carlo De Benedetti che lo vede inizialmente impegnato in CIR, la holding del Gruppo, dove ricopre la carica di Direttore Generale fino al 1990. Nel 1991 diventa direttore generale di Arnoldo Mondadori Editore e, a seguire, del Gruppo Editoriale L'Espresso. All’epoca è anche co-amministratore delegato del Gruppo Olivetti (da settembre 1992 a luglio 1996), periodo durante il quale l’azienda ristruttura drasticamente il settore informatico e si espande nel settore telecomunicazioni con la creazione di Omnitel e Infostrada. Nel 1996 viene nominato amministratore delegato e direttore generale del Banco Ambrosiano Veneto, alla cui guida fra l'altro porta a termine l’unione con Cariplo, uno dei più importanti istituti bancari italiani. Nel 1998 il Governo lo nomina amministratore delegato di Poste Italiane che prevede fra il 1998-2002 il taglio di oltre 20.000 posti di lavoro. Nel 2002 Passera lascia l’incarico alle Poste e viene chiamato a ricoprire la carica di amministratore delegato di Banca Intesa, nata nel 1998 dall'integrazione di Cariplo e Banco Ambrosiano Veneto.

Nel 2006 Corrado Passera è tra gli artefici del processo che porterà all'integrazione tra Banca Intesa e Sanpaolo IMI dando vita a Intesa Sanpaolo con una abbondante taglio del personale, alcune migliaia di persone, tuttora in corso, come è in corso la valutazione nel top manager della quantificazione del loro premio di produzione discendente dal taglio dei costi del personale, mentre gli accordi sindacali di prepensionamento verrebbero stravolti dalle modifiche pensionistiche in atto. La nuova banca diventa numero uno in Italia per numero di sportelli e ha una forte presenza internazionale focalizzata nell'Europa centro-orientale e nel bacino del Mediterraneo. Nel 2008 è anche advisor dell'operazione di salvataggio Alitalia, anche qui con un consistente taglio di posti di lavoro, che dovrebbe rafforzare il monopolio nel trasporto aereo su molte tratte nazionali. Nello stesso anno fà parte della cordata di imprenditori soci di Cai, presieduta da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, che si uniscono per l'acquisto dell'Alitalia.

Nel nuovo governo è insieme Ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti. L'accorpamento dei due importanti ministeri ha portato alcuni osservatori a definirlo "superministro”. È anche membro del Consiglio di Amministrazione dell'Università Bocconi, della Fondazione Teatro alla Scala, Consigliere e membro del Comitato Esecutivo dell'ABI - Associazione Bancaria Italiana, dell'International Executive Board for Europe, Middle East and Africa alla Wharton School, del Consiglio Generale della Fondazione Cini di Venezia, dell'International Business Council del World Economic Forum di Ginevra. E’ stato nominato Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana e Cavaliere del lavoro.

Il neo ministro dello Sviluppo, dichiarava in un'intervista a Panorama: “i termovalorizzatori vanno fatti. Basta con il falso ecologismo, smettiamola con i pregiudizi ideologici, con il luddismo antitecnologico, con la paura per tutto ciò che sa di scientifico. Ogni provincia dovrebbe avere impianti di smaltimento suoi propri. In Lombardia ce ne sono 15 e quello di Brescia è da tanti anni un modello internazionale. È una vergogna intollerabile che la Campania non ne abbia ancora di funzionanti e che l’emergenza sia istituzionalizzata da 14 anni!”. E sul Tav, sempre Passera aveva a dire: “Ma è possibile impiegare decenni per fare un’autostrada o per completare la TAV ?… ”

(mm )

19 novembre 2011

REPORT, domenica 20 novembre ore 21.30 su RAI 3

"LA CLASSE DIRIGENTE" di Paolo Mondani In Italia la corruzione è un vento che soffia giorno e notte, scrive il professor Michele Ainis. Nella puntata di Report in onda il 20 novembre si affronterà il caso Penati e il caso Milanese, non solo entrando nel merito di due indagini giudiziarie, ma cercando di capire l'humus nel quale nascono i fatti su cui si indaga.

Dalla nascita del sistema Sesto alla Serravalle. Poi l'ascesa di Milanese da ufficiale della Guardia di Finanza a braccio destro di Tremonti, fino ad avere un ruolo nella nomina di dirigenti pubblici. Le due storie trovano un punto di incontro: quando si transita per Finmeccanica.
Per quale ragione la corruzione è ancora così diffusa? Perché dopo Tangentopoli coloro che erano gli attori principali della politica italiana sono stati sostituiti con le seconde file dei vecchi potenti? Ogni qualvolta torna a soffiare il vento del cambiamento alla fine vincono sempre gattopardi e camaleonti. Intervista esclusiva ad imputati chiave e al Presidente di Finmeccanica Guarguaglini.

"SPAZZATOUR" di Emilio Canalini Per smaltire e riciclare i materiali plastici i produttori pagano un contributo all'origine, che ricade di fatto su tutti i cittadini. Ma i rifiuti prima di essere lavorati spariscono dal nostro Paese, prendono altre vie - soprattutto quelle della Cina - e ritornano sotto forma di giocattoli e altro che compriamo a basso prezzo. A volte però vengono sequestrati perché sono contaminati da sostanze tossiche, cosa accade? Ce lo racconta l'inchiesta di Emilio Casalini.

“ C'E' CHI DICE NO: SERGIO LIVIGNI" di Giuliano Marrucai Il San Giovanni Bosco di Torino è un ospedale di frontiera. Eppure è qui che il professor Sergio Livigni ha dato vita ad uno dei reparti di terapia intensiva più efficienti della penisola. Dopo dieci anni di lavoro il reparto ha cominciato a funzionare con più armonia, e così ha deciso contro il parere di gran parte dei suoi collaboratori, di aprire le porte del reparto più blindato che c'è. E così oggi in questa terapia intensiva i familiari hanno libero accesso 24 ore su 24. Una rivoluzione, che alla fine s'è rivelata di gran beneficio non solo per i familiari, ma anche per i pazienti e addirittura per gli operatori, che nei parenti hanno trovato un nuovo alleato invece che un ostacolo al regolare svolgimento delle loro mansioni.

Il video e la trascrizione integrale del testo della nuova inchiesta sarà on line sul sito www.report.rai.it al termine della messa in onda.

18 novembre 2011

Torino: via libera alla mozione sulla Holding FCT, maggioranza compatta

Forum italiano dei movimenti per l’acqua

Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino

PD IDV e SEL al Comune di Torino votano a favore della vendita del 40% di AMIAT, TRM e GTT

Il Comune di Torino conclude le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia con una delibera storica, che avvia lo smantellamento dei Beni Comuni cittadini, costruiti in un secolo di conquiste civili e sociali.

Con il Referendum abbiamo salvato dalla privatizzazione solo l’acqua, il resto (trasporti, igiene urbana e inceneritore) viene consegnato alla concorrenza e al mercato per unanime consenso soprattutto tra PD - IDV e SEL. Sono i partiti che avevano raccolto con noi le firme per il Referendum e con noi si erano impegnati per la vittoria dei due Sì. Con la decisione odierna PD IDV e SEL a Torino rinnegano valori e prospettive di cambiamento e si adeguano all’ideologia liberista dominante.

Non ci lasceremo incantare da Mozioni di accompagnamento alla delibera grondanti belle intenzioni per mascherare la dura realtà: la vendita dei nostri Beni Comuni. Il Comitato Acqua Pubblica di Torino riceve da questa triste vicenda ulteriore sprone all’impegno – a fianco degli altri movimenti per i Beni Comuni – per la trasformazione di SMAT SpA in Ente di diritto pubblico per sottrarla alle logiche del mercato.

La Manifestazione nazionale del 26 novembre prossimo a Roma ribadirà questo obiettivo e lancerà la campagna di Obbedienza Civile per l’applicazione dell’esito del secondo quesito referendario e la restituzione ai cittadini della quota di tariffa finora pagata dagli utenti per garantire il profitto al gestore del Servizio Idrico Integrato.

Lunedì 21 novembre dalle ore 15

PRESIDIO davanti al Municipio per la difesa dei BENI COMUNI

www.acquapubblicatorino.org - tel. 388 8597492 begin_of_the_skype_highlighting 388 8597492 end_of_the_skype_highlighting 18 Novembre 2011

17 novembre 2011

Guatemala: Cosa ritorna con Pérez Molina

di Carlos Figueroa Ibarra *


Fra lo sgomento della comunità internazionale, soprattutto quella che è più a conoscenza della storia contemporanea del Guatemala, la maggioranza degli elettori guatemaltechi ha scelto come Presidente, per il periodo 2012-2016, il generale Otto Pérez Molina.

La vittoria dell’ex-militare significherà il ritorno al governo del vertice imprenditoriale cosiddetto “tradizionale”. In altre parole, la borghesia erede dell’oligarchia guatemalteca più reazionaria che recupera di nuovo un’ingerenza diretta nel governo dello Stato. Ciò non significa che con i governi di Alfonso Portillo (2000-2004) e Álvaro Colom (2008-2012) sia rimasta fuori dal potere dello Stato; ora, però, ritorna al governo la parte più consistente della classe dirigente nel contesto di una vasta gamma di alleanze politiche e sociali. Almeno tre “destre” saranno presenti nel governo di Pérez Molina. La prima sarà la destra neoliberale, dato che oggi il neoliberalismo è l’ideologia organica dei settori dominanti del paese. Sarà accompagnata dallo scontento della destra anticomunista in quanto l’anticomunismo continua ad essere un’eredità delle destre guatemalteche. Infine, in questo concerto è entrato a far parte il settore dello stesso Pérez Molina, la destra controinsurrezionale, evidente soprattutto nel gruppo di ex-militari coinvolti in crimini contro l’umanità.

E negli intrecci di questo groviglio, sarà presente uno dei grandi poteri occulti del paese: “El Sindicato”. Questa organizzazione clandestina, che comprende militari genocidi e crimine organizzato, si ritiene abbia avuto origine nella promozione 1973 della Escuela Politécnica, di cui fece parte lo stesso Pérez Molina. “El Sindicato” è rivale di “La Cofradía”, un gruppo simile presente nel governo Portillo e fautore della vittoria di Colom alle elezioni del 2007. È utile ricordare il mondo sotterraneo della politica guatemalteca, perché nel dimenticarlo si potrebbero imputare tali affermazioni a un’immaginazione paranoica. Molti mi chiedono se esistono davvero tali poteri occulti, domanda che dimostra il successo del loro modo d’agire.

Con Pérez Molina torna al governo una visione autoritaria e repressiva della gestione dello Stato che ha una lunga tradizione in Guatemala. Il mito dell’uomo forte con il pugno di ferro (o mano dura) che mette fine al caos sociale e impone l’ordine ha avvantaggiato Pérez Molina, come, al suo momento, avvantaggiò Efraín Ríos Montt. È il fantasma del dittatore Jorge Ubico (1931-1944), che ritorna attraverso l’immaginario della destra più retrograda del Guatemala. Senza ombra di dubbio, la decomposizione e il degrado sociale, la dilagante violenza criminale della delinquenza di strada e comune, oltre alla criminalità organizzata, hanno creato le condizioni per un massiccio voto a favore di Pérez Molina nell’area metropolitana del paese (oltre il 71%). Sono stati i centri urbani e le loro periferie a dare la vittoria a Pérez Molina, mentre l’interno del paese, soprattutto i dipartimenti più impoveriti e con la maggioranza di popolazione indigena votarono per Manuel Baldizón, che ottenne lì il 52% dei voti. Pérez Molina e i suoi sostenitori seppero capitalizzare il desiderio repressivo delle classi medie e popolari urbane ideologizzate dai grandi mass-media, dalle Università private neoliberali e dalle mega-chiese protestanti. In questo ventaglio di alleanze, il nucleo duro della destra ha le sue radici in particolare nelle classi medie urbane animate da un pensiero reazionario sostenuto sul dogma neoliberale che è divenuto una specie di senso comune. Il resto lo fece l’inefficacia governativa nel diminuire il tasso di violenza criminale nel paese. Oggi i centri metropolitani di Guatemala e El Salvador e la Costa Atlantica dell’Honduras fanno parte della regione più violenta del mondo per numero di omicidi ogni 100.000 abitanti. Tutto ciò favorisce una delle basi del successo di Pérez Molina: la richiesta di misure ferree contro la criminalità.

La vittoria elettorale di Pérez Molina non significa naturalmente il ritorno dei militari al potere. La dittatura militare terrorista non ha le condizioni esterne e interne che le diedero origine nel 1963; però, significherà il ritorno di una mentalità controinsurrezionale alleata dell’oscurantismo reazionario della classe dirigente guatemalteca. Significher) il ritorno della volontà di impunità che incoraggia tutti i genocidi del paese che hanno oggi come bersaglio immediato il Pubblico Ministero Claudia Paz y Paz che si è guadagnata l’odio per il procedimento giudiziario contro alti comandi del terrore di Stato di un periodo, i generali Humberto Mejia Victores e Héctor Mario Lopez Fuentes, così come altri imputati di livello minore. La richiesta presentata da Ricardo Méndez Ruiz Valdés, giuridicamente inconsistente, ha come bersaglio il Pubblico Ministero e non i suoi presunti sequestratori nel 1982. Per rendersene conto basta guardare la lista demenziale dei 26 accusati.

Il lato più oscuro dell’immaginario autoritario è ritornato con Pérez Molina. Il tempo ci dirà quanto durerà prima di sgonfiarsi.

La Comisión Pastoral Paz y Ecología – COPAE – della diocesi di San Marcos, con cui la Fondazione Guido Piccini ha lavorato contro lo sfruttamento minerario della zona, ci ha inviato queste riflessioni sulle elezioni di novembre. Riteniamo indispensabile portarle a conoscenza di un’opinione pubblica giustamente preoccupata della crisi economica globale, sempre più vasta e profonda, affinché si comprenda come, ancora oggi, per risolvere i problemi dell’ingiustizia si ricorra spesso alle vecchie logiche delle dittature militari. E ciò calpestando anni di sofferenza e di lotta per la libertà e la democrazia.

  • Fondazione Guido Piccini

( FONDAZIONE GUIDO PICCINI PER I DIRITTI DELL’UOMO ONLUS Via Terzago 11 – 25080 Calvagese (BS) – Italia )

13 novembre 2011

Dalla terra dei Vichinghi:La musica nuova dei Sigur Ros e una nuova Islanda

di Massimo Marino *

La minuscola Islanda, isola-stato di 300.000 abitanti fra la Groenlandia e la Gran Bretagna, cosparsa di ghiacciai e vulcani attivi, terra di vichinghi mille anni fa, è stata negli ultimi 10 anni uno dei più ricchi laboratori di band musicali quasi sconosciute in Italia. A parte Bjork ( All is full of love), abbastanza nota anche da noi, sono emersi i Mum (Green grass of tunnel, Marmalade fires), Emiliana Torrini (tutti conoscono la sua Gollum’s song tema del Signore degli Anelli-Le due torri, ma è meno noto che la canta una italo-islandese), le Amiina (un quartetto di giovanissime musiciste che usano il computer e decine di strumenti inventati per la loro musica sperimentale minimalista).

Ma il vero fenomeno musicale, ormai uno dei più significativi degli ultimi 10 anni è quello dei Sigur Ros. Classificati come una band del filone Post-Rock, i Sigur Ros sono un fenomeno artistico non solo musicale nuovo e originale, in cui la musica ( piena di atmosfere rarefatte che si associano bene agli scenari naturali dell’isola ) sommata alle immagini ed alla storia che viene mostrata nei video costruisce splendidi ritratti musicali che non hanno quasi bisogno di parole. Il paesaggio dell’isola con le sue aurore boreali, i ghiacciai, i fiumi di montagna, i vulcani e l’oceano Atlantico, resta al centro della scena e trova anche una originale forma di propria espressione sonora nella musica che privilegia strumenti singolari: la chitarra suonata con la bacchetta di un violino, uno xilofono costruito con pietre laviche raccolte sull’isola, e la stessa voce di Jonsi, il chitarrista che canta anche con un proprio linguaggio musicale di suoni “naturali”inventati (hopelanic) quasi fosse uno strumento in più.

Per i Sigur Ros, che si rifiutano di cantare in inglese per quanto ormai famosi negli USA in Giappone ed ormai in gran parte del mondo, l’ambiente naturale della loro isola, per il quale sembrano nutrire grande attenzione, resta sempre al centro.Tornati dai loro grandi successi in giro per il mondo la band ha organizzato nel 2007, nelle principali località dell’isola una serie di concerti, vere e proprie feste popolari, quasi sempre all’aperto, in riva al mare, sulle pendici dei vulcani o ai bordi dei ghiacciai, in trattorie, fabbriche dismesse, fattorie agricole abbandonate. Eventi che hanno visto una straordinaria partecipazione degli isolani (bambini, adulti, anziani in massa) anche in condizioni climatiche impervie. Da questa esperienza è nato Heima, un film di circa un ora (da seguire nella versione con i sottotitoli in italiano) , che alterna pezzi dei concerti ad interviste e soprattutto a squarci dell’incredibile paesaggio islandese; film che ha ricevuto il premio come migliore lungometraggio musicale al mondo degli ultimi anni.

Nel film sono raccolti fra gli altri i tre gioielli dei Sigur Ross: Glosoli, Hoppipolla, Svef-g-englar. Il video originale del primo mostra un gruppo di bambini che attraversa le terre vulcaniche dell’isola guidato da un tamburino alla ricerca dell’ isola della felicità che raggiungono librandosi nell’aria. Nel secondo due bande di anziani vestiti da pirati giocano, si scontrano, suonano i campanelli delle case e scappano, fanno dispetti a ragazzi giovani e distratti, nel mentre si addentrano in un cimitero; nel terzo ragazzi e fanciulle affetti dalla sindrome di down danzano e si baciano affettuosamente vestiti con angeliche tuniche bianche. Il senso della musica, dei suoni e delle immagini crea grande commozione ed emana rispetto verso l’ambiente, l’adolescenza, la vecchiaia, la malattia.
Nei loro tour musicali la band non solo ha aggregato il singolare quartetto delle Amiina, ma anche Stendor Andersen barbuto e gigantesco poeta islandese che canta, nella vecchia lingua dell’isola, riti e storie runiche tratte dall’epopea vichinga, accompagnate dal delicato sottofondo musicale dei Sigur Ross (Odin’s Raven Magic).

L’ultima compilation del 2008, Með Suð Í Eyrum Við Spilum Endalaust, e soprattutto la presenza di loro brani in numerosi film, (Planet Earth, Vanilla Sky, 127 ore, Penelope ed in We bought a zoo di Cameron Crowe in uscita in dicembre), rendono ormai i Sigur Ros uno dei più significativi gruppi musicali dell’ultimo secolo. Un secondo film-documentario su di loro, Inni, girato durante il concerto della band all’Alexandra Palace di Londra dal regista Vincent Morisset, è stato presentato alla mostra di Venezia e poi in anteprima al pubblico a Torino il 9 novembre scorso, in preparazione del loro nuovo doppio CD.

I musicisti islandesi uniti insieme hanno avuto un ruolo anche nell’evoluzione del paese che nell’aprile 2009 dopo 40 anni ha visto un netto cambiamento politico con l’avvento di socialisti ed ecologisti al governo mentre il paese era sull’orlo della bancarotta ed il governo conservatore voleva rilanciare l’economia con l’aumento dell’industria inquinante dell’alluminio con esiti nefasti per l’ambiente naturale dell’isola. Su iniziativa delle cantante Bjork e con l’adesione di vari altri musicisti e artisti nel 2009 si è costituita la associazione Nattura per la tutela dell’ambiente.

Oggi gli islandesi, in una situazione economica molto difficile, dopo aver rifiutato con un referendum di pagare il debito a GB e altri paesi di una banca locale fallita, stanno riscrivendo la propria Costituzione in modo del tutto innovativo attraverso una consultazione via Internet di tutta la popolazione del paese.

* revisione ed aggiornamento del post dell’ 8 novembre 2008

05 novembre 2011

SANTHIA’ (VC): “ A che serve il TAV in Val di Susa e in Piemonte ? “

una serata di informazione e dibattito su un’ opera che paghiamo anche noi per i prossimi 30 anni ... promosso da:

Movimento Valledora - Gruppo delle Cinque Terre - Gruppo Ambiente Santhià

Venerdì - 11 novembre 2011- dalle ore 20,45

SANTHIA’ , via Dante Alighieri, 4 - Biblioteca civica

presso la biblioteca comunale si terrà un dibattito aperto al pubblico sul progetto della nuova linea ferroviaria Torino - Lione

interventi e relazioni:

Massimo Marino: ecologista, del Gruppo delle Cinque Terre

Valentina Cancelli: assessore comunale Villar Focchiardo

Luca Giunti: naturista, componente Tavolo tecnico della Comunità Montana

Aderiscono alla serata: Alternativa Piemonte, Movimento 5Stelle Vercelli-Valsesia, Ecologisti e civici-Vercelli, Movimento 5Stelle Biellese, MAC-Movimento Ambiente Chivasso

Il TAV fa male: all’ambiente - alla salute - alle nostre tasche

è prevista la proiezione di slide e video
info: www.movimentovalledora.org - info@movimentovalledora.org 327 76 42 595 begin_of_the_skype_highlighting 327 76 42 595 end_of_the_skype_highlighting

REPORT domenica 6 novembre ore 21.30 su RAI 3


"LA GRANDE EVASIONE" di Giovanna Boursier - E' stata appena varata una manovra da 60mld ma per arrivare a questa cifra, nelle intenzioni del governo, sarà centrale il contrasto e la lotta all'evasione. E' previsto per esempio anche il recupero dei 4 miliardi mai versati previsti nel condono del 2002. Ci sarebbe poi l'intenzione di recuperare denari dalla lotta al lavoro nero e alla sotto fatturazione: un giro d'affari di circa 260 miliardi l'anno che coinvolge un po' tutti, dal piccolo commerciante, che se può evita di fare tutti gli scontrini, alla grande impresa che evade mettendo in campo i metodi più sofisticati. Alla fine l'evasione stimata è di circa 120 miliardi l'anno. Oltre all'evasione però c'è un modo più sottile e ambiguo di non pagare le tasse: l'elusione. Non violi la legge ma l'aggiri con l'ausilio di finanziarie estere e sfrutti le detrazioni fiscali. Tra il 2005 e il 2009 l'han fatta quasi tutte le banche, da Unicredit a Intesa, da Credem a Popolare di Milano, a Carige e Monte dei Paschi. Adesso il fisco contesta loro miliardi. Quasi tutte han deciso di transare con l'Agenzia delle Entrate che ha riscosso, per ora, più di 500 milioni. La Procura di Milano intanto ha appena sequestrato 245 milioni a Unicredit, e sottoposto a indagini anche l'ex amministratore delegato Alessandro Profumo. Giovanna Boursier ricostruisce alcuni meccanismi della grande evasione, per raccontare soprattutto in che modo e con quali risultati lo Stato riesce a contrastarla. L'Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza ogni anno accertano miliardi di euro evasi, ma poi quanto recuperano effettivamente? E quando nasce un contenzioso, se ne occupano le Commissioni Tributarie. Ma con quali risultati?

"LA SVENDITA PUBBLICA" di Claudia Di Pasquale - Tornano di moda le dismissioni degli immobili pubblici. Come è andata finora e quali sono stati gli effetti collaterali per lo stato e i cittadini.

“ C'E' CHI DICE NO: RAPHAEL ROSSI di Giuliano Marrucai - Raphael Rossi da Torino a Napoli a capo dell'Asia la più disorganizzata azienda pubblica di rifiuti italiana. Come se la caverà?

Il video e la trascrizione integrale del testo della nuova inchiesta sarà on line sul sito www.report.rai.it al termine della messa in onda.

02 novembre 2011

Abbassa la tua radio ..per favor…


Ci sono delle serate che cominciano male e finiscono peggio.

Inizia Chiamparino, ( siamo a ieri, martedì), il sindaco (ex ) più amato d’Italia (fino a ieri) che interviene al rottamatoio di Renzi ( che i soliti centro-sinistri dei media mettono adesso in pole position fra i nuovi sindaci). Il primo, forse amato perché ha messo Torino in vetta come città più inquinata e più indebitata d’Italia. Il secondo, Renzi lo accoglie con entusiasmo e intanto spiega alla Leopolda (siamo su Radio Radicale ) che poi dirà la sua sulle centinaia (saranno black-bloc?) che fuori dalla sala manifestano contro le privatizzazioni del neo-rottamatore a Firenze. Chiamparino resta in tema e domanda sarcasticamente agli uditori in sala se preferiscono tenere il 60% delle aziende pubbliche in mano pubblica o se non è meglio s-venderle ai privati e con i soldi ricavati aprire qualche asilo-nido in più… (applausi in sala ma molto, molto contenuti…)

Vabbè ..cambio canale. Qui c’è Di Pietro e si parla di grandi opere. Di Pietro E’ sempre in TV, sembra perché nei media centro-sinistra-embedded è quello che fà audiens per via della grammatica e perché (dicono le malelingue) sembra quello più adatto a tenere insieme qualche elettore rimasto al centro-sinistra preso dalla tentazione di andarsene con Grillo alla prossima puntata. Di Pietro con grande energia sostiene l’inutilità del Ponte di Messina che ci costa anche dei soldi ed è inutile. E’ stato utile invece nell’unica occasione in cui Di Pietro sarebbe stato diversamente utile quando, ministro per le infrastrutture del governo Prodi, si oppose a chiudere la società del Ponte come chiedevano quegli sciagurati degli ecologisti che dicono sempre no a tutto..

Stasera non ci azzecco e mentre provo a seguire in TV un giallo per capire chi è l’assassino approfitto della abbondante pubblicità per sconfinare su Ballarò, il talk show dove si trasmettono ogni martedì i fantasondaggi elettorali di Piepoli ( mai uno azzeccato al voto, quello vero..); qui ogni martedì i soliti (perché sempre i soliti?) del centro-destra -sinistra devono faticare per trovare qualcosa su cui far finta di litigare per i ballariani ed è così difficile che la gara è ad interrompersi, tanto non c’è nulla da dire e Floris, al solito, toglie l’audio ai microfoni e spiega il suo punto di vista.. l’unico che si riesce a sentire.. Qui c’è finalmente una vera novità: una signora bionda, in quota PDL, con una sicurezza da ammirare, spiega il suo punto di vista. Il tema è sempre il Ponte di Messina e la signora, che sembra sia, da qualche mese, il ministro per le politiche comunitarie del governo italiano ( ho controllato, se non stravedo si chiama Annamaria Bernini Bonicelli e incredibilmente è un avvocato ) deve spiegare a che serve il ponte. La signora si ricorda del corridoio 5 ( quello inventato qualche anno fà per giustificare la TAV in Val di Susa come indispensabile per trasportare merci e passeggeri da Lisbona a Kiev). Il corridoio 5 come argomento è stato abbandonato, non ci credeva nessuno, ma la signora forse non ne è al corrente.

Così, con una grinta ammirevole, spiega ai ballariani sbigottiti che il Ponte sullo Stretto si farà, da novembre, perchè è assolutamente indispensabile per garantire la richiesta di trasporto di passeggeri e merci nel corridoio europeo Berlino-Palermo … lo giuro, ha detto proprio così…

Nel frattempo mi sono perso chi era l’assassino e non lo saprò mai…

(ecoboy)