6 novembre 2009

I figli degli uomini

di Maurizio Di Gregorio (www.fiorigialli.it 2007)
La colonnina del termometro segna sopra i 20 gradi a Gennaio 2007. Ad un autunno già caldo e senza piogge sta seguendo un inverno praticamente inesistente, nei campi il grano cresce e sulle piante anche i germogli, si parla di una primavera anzitempo.Ora una spruzzata di inverno ma sembra già passato. Chi si ricorda di qualcosa di simile? Primavera Silenziosa è un bellissimo libro di Rachel Carson che lo scrisse nel 1962 e che fu tra i testi da cui prese avvio il movimento ambientalista. Il messaggio del libro era: se continuiamo ad avvelenare la Terra, verrà un giorno in cui non ci saranno più uccelli ad annunciare la primavera.

Immagine estiva italiana 2006: su una spiaggia una coppia di mezza età passeggia con un bimbo di circa 5 anni. I suoi genitori hanno una espressione affaticata e i capelli imbiancati che fanno da contrasto all’energia incontenibile del bambino. Non si vedono altre famiglie, in alto sul cielo volano dei gabbiani. La spiaggia è più che tranquilla, quasi silenziosa: per chi ricorda lo sciamare dei ragazzini al mare, questa è una novità, una spiaggia italiana a luglio senza o quasi bambini. Una volta sarebbe stato impensabile. A parte questa impressione può colpire l’affaticamento dei genitori: se sono così stanchi con un figlio di cinque anni, come faranno a reggere per altri 10-15 anni? E anche se fossero stati in grado di reggere bene agli impegni dati da un figlio che cresce cosa ne guadagnano loro e il figlio stesso quando lui si troverà ventenne con genitori di settanta anni? Un ragazzo che se avesse conosciuto i nonni, li avrebbe facilmente persi entro i dieci anni? Ora certamente in queste cose non vi sono regole assolute ma in generale quale può essere l’età migliore per crescere dei figli? Se i figli nascono tra il terzo e il quarto settennio della vita dei loro genitori (21-28 anni) crescono con genitori giovani che al massimo avranno 48 anni quando essi saranno ventenni e se il medesimo ritmo è stato mantenuto dalla generazione precedenti essi crescerebbero a contatto con nonni ancora giovani dai 48 ai 68 anni.Questo arco di tempo di 20 anni permette una lunga coesistenza tra 3 generazioni: genitori, figli, nipoti. La crescita dei nipoti avviene nella prima fase della vita adulta dei loro genitori e nella fase centrale della vita adulta dei loro nonni. Da questo punto di vista la famiglia è veramente la più basilare comunità umana: prima ancora di essere allargata, arricchita e complicata da un profluvio di parenti, essa è una microcomunità completa in cui sono presenti tutte le età della vita: giovinezza, età adulta, vecchiaia.

Tutto questo era così normale e scontato sino a pochi anni fa e ora sta diventando eccezionale. Una coppia occidentale – se regge – forse non fa figli e se li fa -1-2 al massimo-sempre più spesso li fa tardi, quasi per un dovere di completamento esistenziale che però si affianca ad un dubbio godimento esistenziale. La diminuzione della natalità in occidente, ci racconta qualcosa di più di quel che appare e solo a prima vista sembra un semplice rallentamento della “pressione demografica”. Sembra essere un presagio di altre primavere ancora più silenziose. L’uomo attuale si sta adattando a vivere senza genitori e figli. Nonostante la vita media si allunghi, mai i rapporti tra generazioni sono stati più deboli.

C’è un film che parla di questo: I figli degli uomini di A. Cuaron, un film straordinario e apocalittico tratto dal un romanzo del ‘92 di una scrittice inglese di gialli P.D. James. Questo film racconta una storia ambientata nell’Inghilterra del 2027: una Inghilterra multietnica che è stata invasa da milioni di profughi spostatisi in seguito al cambiamento climatico e di un pianeta dove da 18 anni nessuna donna è rimasta più incinta. Il mondo intero piange dai terminali la notizia dell’assassinio del più giovane del pianeta, un diciassettenne. Un film bello e inquietante. Lirico e spettacolare – a tratti come un fumetto- e farcito di simboli, per ognuno dei quali varrebbe forse un film intero. La trama del film si dipana con l’arrivo di una ragazza di colore che – miracolo – è rimasta incinta e cresce nel suo grembo una nuova creatura. Non racconto tutta la storia e invito a vederlo. I figli degli uomini sembra parlare di un futuro apocalittico mentre in realtà ci parla del fallimento dell’oggi e racconta come e perché un certo tipo di umanità è avviata verso l’estinzione. Potrebbe sembrare un’opera di pura fantasia al servizio della spettacolarità ma se lo colleghiamo allo studio di Peter Nagy sembra addirittura profetico. Peter Nagy, ricercatore di Atlanta ha condotto una lunga ricerca su campioni di giovani donne che avevano difficoltà a rimanere incinte e ha trovato una precisa correlazione statistica secondo la quale le figli nate da madri oltre i 31 anni rischiano la sterilità o comunque hanno seri problemi di fertilità. Questo dato è in linea con i dati dei centri per la fertilità di mezzo mondo. L’età ideale per diventare madri sembra essere intorno sino ai 25 anni, dai 35-40 anni, invece, anche se con la fecondazione assistita, vi è la probabilità che le loro figlie avranno a loro volta seri problemi di sterilità. La causa sembra essere la fragilità della membrana esterna dell’ovocita nelle donne sopra i 30 anni, non se ne sa molto altro.Se la tesi di Nagy è corretta, quanto manca, al ritmo attuale per giungere ad una generazione di adulti completamente sterili, Trenta anni o venti? Allora il film di Cuaron sembra avere una visione profetica. La cultura occidentale sembra celebrare la centralità dell’individuo, ma dietro il mito, non ne sta pianificando il declino e la scomparsa?L’individuo di cui parla sempre la nostra cultura dominante sembra spesso una persona senza genitori e senza figli. Non scorre forse, dentro molti di noi, un film non più innocente di famiglie disgraziate e di giovani soffocati e imprigionati da famiglie autoritarie o asfittiche? La riduzione attuale della natalità è un ripiego momentaneo del genere umano o ha qualcosa a che vedere con Primavera Silenziosa di Rachel Carson? Così come la cultura moderna si permette di avvelenare aria, acqua e suolo in una dimensione di irresponsabilità e inerzia che è totalmente priva di riverenza e sacralità per la vita, così gli esseri umani, gradualmente, senza sentirsi dei mostri, abbandonano i mondi dei genitori e quelli dei figli per inseguire vite “indipendenti” e complesse, contrassegnate da problematici piani di realizzazione individuale.

L’ego tronfio e trionfante dell’uomo moderno richiede il sacrificio delle relazioni umane - sempre più difficile se non impossibile mantenere nel tempo relazioni soddisfacenti con familiari, ma anche vicini, colleghi, amici e partner. Come si fosse smarrita una precisa benedizione del Cielo, l’amore terreno che lega gli esseri e le loro situazioni sembra attenuarsi e svanire in un orizzonte di precarietà e indifferenza. Ad esso si sostituisce talvolta un vago amore impersonale, di apparenza spirituale che serve però a giustificare quell’altro vivo e palpitante che si stenta a vivere in un trascorrere futile di giorni, notti, incontri sterili e connessioni virtuali. Non sono solo i figli che si fanno più tardi o mai. Amicizie, amori, matrimoni, lavori e accordi di ogni tipo sono pervasi da una crescente precarietà. Ci si mette talvolta insieme pensando già a quando finirà, anche le aziende nascono immaginandosi un breve ciclo vitale. Il terreno sociale dell’umanità moderna non sembra essere più adatto né a una crescita né a una fioritura. In questa cornice, l’egosistema, inquinante moderno, si sostituisce lentamente anche all’ecosistema umano. Il trionfo dell’individuo astratto, fuori dalla natura e da una socialità “naturale”, sembra compiere prima l’assassinio del mondo naturale, poi la disgregazione della socialità e forse già si rivela come progetto pianificato di eliminazione dell’autentico essere individuale. Sembra così da molte cose insieme di cui siamo spettatori vicini e lontani e anche attori, talvolta protagonisti. Oltre il velo delle illusioni quotidiane, potremmo e dovremmo riconoscere la degenerazione in atto -che subiamo e compiamo noi stessi - e comprendere che il suo rimedio non è in una particolare ideologia o sistema di credenza ma in una cultura che ami la vita, coltivi la speranza, riconosca l'umanità e sviluppi la capacità di donarsi.

4 novembre 2009

NO TAV fiaccolata di 10.000 da Condove a Sant’Antonino

Ancora in strada i No TAV. Nessuno avrebbe immaginato una manifestazione così grande. In 10mila sabato sera in Val di Susa, fiaccolata da Condove a Sant’Antonino, hanno sfilato per tre ore per dire no ai sondaggi sul terreno che dovrebbero iniziare in novembre secondo il Ministro Matteoli con il consenso di Chiamparino, Saitta, Bresso. Dovrebbero essere utili a disegnare il tracciato della Torino-Lione.
E sabato 7 novembre 670 sindaci della Val di Susa e Sangone sono chiamati alle urne per eleggere la nuova Comunità montana; da una parte quelli del centro-destra, in gran parte favorevoli, propongono qualche incentivo di detassazione in valle, dall’altra quelli No Tav alleati con la componente locale del PD che in blocco ha assunto posizione opposta a quella ufficiale del partito in Regione, Provincia,Comune di Torino.
In Valle di Susa, ieri come oggi, nessun sondaggio, nessun tav, dicono i manifestanti ,che preparano presidi permanenti. Mentre risultano sempre più aleatori, secondo i NO TAV, i dati di traffico potenziali, che giustificherebbero in qualche modo l’opera. In realtà il PD nazionale e regionale sembra essersi infilato in un vicolo cieco, il sostegno alla TAV, dal quale non sa più come uscire.

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LA COSTITUENTE CHE VORREI

di Giuliano Tallone (Presidente Lipu)

L'Assemblea dei Verdi ha sostenuto l’idea di una Costituente ecologista, proposta con la mozione che fa riferimento ad Angelo Bonelli. Ma perché questa prospettiva dovrebbe essere oggi percorribile, quando nel corso della storia dell’ecologismo politico nel nostro Paese essa è stata una chimera da più parti auspicata ma mai realizzata? Alcune condizioni attuali e prospettive future potrebbero concorrere positivamente in questa direzione. La prima è che esiste una pressione storica che richiede una forte iniziativa di risposta alle grandi questioni globali del nostro tempo, in gran parte di genere ambientale, o a esse connesse. La seconda è che la visione ecologista è l’unico approccio realmente innovativo e in grado di fornire un modello di società e di valori potenzialmente alternativo alle ideologie del mercato o dell’economia di Stato, nate due secoli fa in condizioni storiche completamente differenti, che stanno dimostrando con chiarezza tutti i limiti La terza è la tendenza in Europa a una forte affermazione di movimenti e partiti con carattere ambientalista.
Infine è evidente la mancanza nel panorama politico italiano di una forza consistente e credibile che faccia riferimento a una proposta di questo genere.

Nel progetto del presidente Obama si riconosce la grande potenzialità della green economy nel costituire non solo una risposta alle questioni ecologiche, ma soprattutto un nuovo mercato da esplorare. ……..
Un’altra delle ragioni che più fortemente richiedono di lavorare sulla costruzione di un soggetto politico centralmente ecologista è che la sola green economy non è certo sufficiente a dare una risposta efficace ai problemi del nostro tempo. Un approccio riformista, che cerchi di inserire alcuni correttivi in direzione dell’utilizzo sostenibile delle risorse all’interno di una visione liberista e di mercato, è certamente auspicabile ma non sufficiente. Un approccio più radicale che cerchi di costruire una diversa proposta di società globale incentrata su di un umanesimo moderno e aperto, sui diritti degli individui ovunque si trovino, sull’eguaglianza tra le persone, sull’essere e non sull’avere, su un insieme di valori che propongano un nuovo progetto per la nostra e le altre specie che sia in grado di invertire drasticamente le tendenze attuali è assolutamente necessario per dare una risposta efficace che guardi alle cause ultime della situazione attuale - e delle preoccupanti prospettive del prossimo futuro…..

L’idea della “decrescita felice” va in questa direzione ma probabilmente è necessario lavorare ancora per essere in grado di effettuare una proposta auspicabile da molte persone e non solo da minoranze consapevoli. Il recente successo in Europa di movimenti politici che si rifanno a un approccio di questo genere sono sicuramente incoraggianti e spingono a una iniziativa forte anche in Italia. Soprattutto l’esempio francese, pur coscienti del fatto che ogni Paese è diverso dall’altro, può suggerire una strada da seguire. Un nuovo movimento deve innanzitutto affidarsi, in una situazione come quella attuale di grande delusione e frustrazione dell’elettorato di sinistra e laico che poco si riconosce nella proposta dei partiti esistenti, a un drastico rinnovamento della classe dirigente, che sia in grado di porsi come credibile e autorevole nei confronti degli elettori. In Francia questo passaggio è stato garantito e rappresentato con la leadership di Cohn Bendit, Bové e Joly, che segnalano l’apertura del movimento di Europe écologie a partire dalla società ala quale le esperienze verdi avevano guardato solo marginalmente.

Un progetto come quello qui delineato si pone necessariamente come autonomo dai paradigmi novecenteschi di “destra” e “sinistra”, ed è invece indirizzato a proporre categorie di riferimento nuove. Peraltro, già anche nel dibattito politico attuale, le certezze vacillano ed è sempre più difficile capire dove si pongono i confini tra le forze politiche. Non dimentichiamo, inoltre, che in Italia esiste una fascia crescente di astensionismo che evidentemente non riesce a essere motivato dai partiti esistenti. Fenomeni come quelli del successo elettorale dell’Italia dei valori o dei gruppi che fanno riferimento a Beppe Grillo potenzialmente potrebbero trovare una risposta e un attrattore con lo sviluppo di una Costituente ecologista che fosse aperta, partecipata, condivisa e realmente nuova.
Anche l’ambientalismo associativo potrebbe trovare forme di partecipazione in un progetto di questo genere, sia pure in una totale autonomia e indipendenza. Immagino, ad esempio, un ruolo delle associazioni - non solo quelle ambientaliste - come “garanti” di un percorso di costruzione di una Costituente immaginata come una rete e non come un partito, che privilegi i contenuti e i progetti ai meccanismi interni e di potere. Andrà posta grande attenzione a non ripetere gli errori che in un passato sono stati commessi nella gestione dei Verdi e nella loro partecipazione all’esperienza di governo. Non è forse il caso di evocare l’ecologismo della politica, ma come minimo va preteso che nelle scelte concrete si privilegino le qualità alle appartenenze, le capacità alle cordate. La nuova Costituente ecologista o sarà un progetto alto, visionario, ambizioso e capace di concretezza, pragmatismo e coerenza, o non sarà.

ecolettera 39 del 29 ottobre 2009


eco

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post in lavorazione: * Gruppo delle Cinque Terre: “ Un'altra Italia è possibile “ * Partiti:un passo indietro dall’informazione * Il mercurio delle nuove lampadine * Germania dopo il voto

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3 novembre 2009

Una nuova casa comune per gli ecologisti italiani

da “Libre associazione di idee” ( www.libreidee.org)
Una federazione di persone, per rifondare l’ambientalismo italiano. E senza candidarsi alle elezioni. E’ la proposta lanciata dal Gruppo delle Cinque Terre, attraverso un documento collettivo redatto da Massimo Marino e Maurizio Di Gregorio. Parola d’ordine: unire le forze, per alimentare la politica dall’esterno, con un’iniezione di cultura ecologista. Un modo per tentare di salvare l’agonizzante situazione italiana, quella cioè di un paese intossicato dai veleni, piegato dalla crisi, e a cui i partiti non riescono a dare speranza.
«L’Italia vive l’anomalia di un nuovo Medioevo che ne ha fermato l’entrata nel nuovo secolo», premettono i fautori del documento. Più che in altri paesi, sono visibili in Italia l’emergenza ecologica, il degrado sociale e la crisi dei valori; permangono vaste aree di ignoranza, incapacità, ingiustizia. «Meno facilmente che altri paesi, quindi, l’Italia può affrontare la conversione ecologica delle attività economiche».L’attuale semplificazione culturale, accusano i promotori del documento, appiattisce destra e sinistra, entrambe «globalmente incapaci di affrontare le crisi del nuovo tempo», un deficit che deriva dalla bancarotta ideologica del ‘900. «L’inesistenza di una cultura di destra onestamente conservatrice e l’inconsistenza di una cultura di sinistra autenticamente riformatrice flagellano il nostro presente».Ben diversa la situazione nel resto d’Europa, dove cresce «una nuova cultura trasversale, al di sopra di ogni schieramento». Una «benedetta irrequietezza», verso valori urgenti e irrinunciabili: ambiente, giustizia, futuro. E’ un movimento evolutivo, «che non riconosce facilmente ideologie e capi, si nutre di ogni cosa ritenga valido e si diffonde dappertutto». Ambiente, diritti civili, giustizia sociale, autonomia culturale: tutti movimenti che «si stanno intrecciando» e tendono a diventare uno solo, forte e internazionale.

Il termine “ecologisti” è ancora il più idoneo a rappresentare questa varietà di esperienze, che vanno oltre il semplice ambientalismo e rivelano un comune denominatore: quello che spiega la vittoria di Obama negli Usa, che alimenta la rivoluzione della “green economy” e che è alla base della grande affermazione di formazioni trasversali come “Europe Ecologie” in Francia. E’ una moltitudine di movimenti (culturali, sociali e politici) che vive nello sforzo quotidiano per una vita felice: «E’ l’unico l’antidoto, oggi, all’intossicazione della politica e all’avvelenamento della società e delle coscienze».In Europa e non solo, secondo il Gruppo delle Cinque Terre, la crisi non trova risposte dalla socialdemocrazia, ma solo da un modello sociale e produttivo eco-orientato ed eco-sostenibile, che riconosca anche le aree dove è conveniente la decrescita, «un termine “infelice” per esprimere una riflessione valida ed una pratica felice», forse sostituibile con la parola “sobrietà”: «L’idea della sobrietà e della sostenibilità ha potenzialità nuove e favorisce l’espansione di nuove forze verdi ed ecologiste in molte zone dell’Europa e del resto del mondo».Il guaio dell’Italia? Manca «un progetto etico, culturale e politico», radicale ma «senza estremismi», che sappia affrontare l’emergenza ecologica, il degrado sociale e la corruzione della vita a tutti i livelli. «Movimenti di protesta e partiti-scatoloni non riescono ad esprimere strategie e riferimenti culturali stabili». Le colpe? Piccoli leader afflitti da egocentrismo. Restano arroccati, ognuno, «su linguaggi, convincimenti e preclusioni personali». Risultato: una frammentazione culturale, sociale e politica, che vanifica ogni speranza di cambiamento.

Nell’analisi del Gruppo delle Cinque Terre non si salvano neppure le formazioni più recenti: Meetup di Grillo, Movimento per la Decrescita Felice, liste “per il Bene Comune” e “Stop al consumo di territorio”. Blog non comunicanti fra loro, associazioni storiche (ambientaliste, animaliste, di consumatori), realtà locali e la stessa Idv di Di Pietro. Stessi errori fatali: «Isolamento, separazione, integralismo». Risultato: «Irrilevanza politica e sociale».Se i Verdi, che alla fine degli anni ’80 crearono un’inedita piattaforma, al tempo stesso rinnovatrice e radicale, poi corrottasi nella pratica del potere, oggi «serve un nuovo movimento politico centrato sulla riscoperta della lotta esemplare», strutturato sul piano culturale. Il Gruppo delle Cinque Terre chiede di costituire un «cuore verde», capace di estendere l’azione riformista anche al tema, sociale, della precarietà del lavoro.Obiettivi: affrontare l’emergenza ecologica e climatica, superare un sistema economico basato sulla crescita infinita, liberare le istituzioni dai condizionamenti culturali delle ideologie del secolo scorso. «La vita è nelle nostre mani e andrà bene se saremo degni dei nostri sogni». Che si chiamano ecologia ambientale, sociale, politica ed etica. No alla casta, alle mafie, ai cascami del ‘900 che hanno provocato l’attuale degenerazione. «Occorre riaffermare una lotta nonviolenta, ma esemplare: una contestazione sistematica delle attività economiche dannose, dei comportamenti fraudolenti e di tutte le forme di illegalità».
Un nuovo partito? No, grazie. «Non intendiamo fare un nuovo partito che replichi in modo magari originale i fallimenti di tutti gli altri». Si punta a «qualcosa di più grande, ampio e nuovo», di cui la politica sia solo una parte. Il gruppo punta ad una nuova la formula: «Una federazione di persone, progetti, attività produttive». Da attuare innanzitutto con una “costituente ecologista” di movimenti, associazioni, territori, imprese eco-sostenibili e lavoratori.«L’Italia – ribadiscono Marino, Di Gregorio e gli altri firmatari – è una delle nazioni più inquinate d‘Europa. A parte piccole conquiste e locali affermazioni, la situazione è talmente grave che occorre uno sforzo eccezionale e congiunto. Nella situazione attuale nessuno sembra in grado di fermare il nucleare, che viene riproposto, o la truffa velenosa degli inceneritori. E siamo realmente indietro, rispetto agli altri paesi, sia sulle energie rinnovabili, sia sulle connessioni in reti digitali. Iniziative di lotta esemplare devono essere preparate».Fare qualcosa, dunque, per incidere sui problemi reali. Evitando di candidarsi alle elezioni o di costituire «una piccola corporation e lobby di settore», per iniziative «irrilevanti o senza esito». Il gruppo propone quindi una convention generale ecologista. Gli “stati generali” dell’ambientalismo italiano, con anche un’expò collegata per promuovere la green economy e un media-network che raccolga in un’unica piattaforma i mille canali dell’informazione eco-sensibile.
«Il coraggio di tutti di cambiare potrà portare al coraggio di cambiare tutto, veramente», assicura il gruppo, che si candida così a «costruire ponti che uniscano e unifichino i gruppi esistenti per promuovere la casa comune degli ecologisti»

Massimo Marino, ecoblog@libero.it; MaurizioDiGregorio,info@fiorigialli.it). 23-10-20099

2 novembre 2009

Perle nell'immondizia

Segnalazione settimanale su cose da vedere in TV, DVD, CINEMA

Lunedi’ 2/11
Ore 23,15 Rete 4 film Black Hawk Down di Ridley Scott 2002
Mercoledì 4 /11
13,55 Rai 4 film Il patto dei lupi di Cristophe Gaus 2001
Giovedì 5/11
21,10 Rai 3 film Con Air di Simon West 1997
Domenica 8/11
2,10 Rai 1 film Il matrimonio di Tuya di Wang Quanan 2006


Novità al cinema
Viola di mare
L'amore e la passione tra due donne in una Sicilia spigolosa. Angela e Sara si amano e per far vincere il loro amore resistono a riti vecchi come le rocce che calpestano.. di Donatella Maiorca
La battaglia dei tre regni
basato sul romanzo di Luo Guanzhong scritto nel XIV secolo che racconta la storica battaglia di Red Cliff, durante l'era dei Tre Regni nell'Antica Cina…di John Woo
Lebanon
"Uomini contro" e dentro un carro armato nella Prima Guerra del Libano….di Samuel Maoz
District 9
Vent'anni fa l'arrivo e poi l'integrazione più difficile che l'umanità abbia mai conosciuto. Ora gli immigrati speciali vanno spostati ma loro vogliono tornare da dove sono venuti….di Neill Blomkamp

Katyn
Il film ripercorre la strage di 22 mila soldati polacchi messa in atto dalla polizia segreta di Stalin il 5 marzo 1940 nella foresta di Katyn, situata nei pressi della città di Smolensk, in Russia…..di Andrzej Wajda

Il giardino di limoni
Il conflitto tra Israele e Palestina visto con gli occhi di una donna coraggiosa che non rinuncia alla sua terraUna donna è disposta a sacrificare la vita per il giardino di limoni che per anni ha coltivato assieme al padre…..di Eran Riklis

* FUORI ORARIO films su Rai 3 al ven-sab-dom notte dalle 1,20 circa (registrabili con V-Cast )

31 ottobre 2009

Torino: Zanolini lascia i moderati e fonda “Torino Ecologia”

Il consigliere Carlo Zanolini ha scritto oggi al presidente del Consiglio comunale, al sindaco ed al capogruppo dei Moderati annunciando la sua uscita da questi ultimi e la costituzione di un nuovo Gruppo consiliare.La nuova formazione rappresentata da Zanolini in Sala Rossa ha assunto la denominazione di “Torino Ecologia – verso la Costituente Ecologista”.
C.R. - Ufficio stampa del Consiglio comunale Torino, 30 Ottobre 2009

"Il coraggio di osare ", adesioni e commenti

Sul notiziario di FIORIGIALLI ( www.fiorigialli.it) alcune adesioni e commenti al documento “Il coraggio di cambiare” del Gruppo delle Cinque Terre e nel dossier “Se son rose fioriranno” interventi sulla Costituente ecologista di Marco Boato, Gianfranco Bettin, Gianni Sartorio, Luciano Coluccia, Fiorello Cortiana, Marco Giustini.

http://www.fiorigialli.it/dossier/rivista.php?id=7&articolo=1468

http://www.fiorigialli.it/dossier/rivista.php?id=7&articolo=1470

Grillo:Comunicato politico numero ventisette

Lo psiconano ha la varicella e il Pdmenoelle ha Bersani, detto Bersanetor, l'uomo del CIP6 che toglie all'ambiente per dare ai petrolieri. Si troveranno bene insieme nel viaggio che li attende. Alla fine del quale i cittadini li manderanno entrambi a fanculo. La politica li fa e D'Alema li accoppia. Il MoVimento a Cinque Stelle (stampate e distribuite il Programma) avrà, entro novembre, uno Statuto e lancerà una campagna di iscrizioni on line. Tra qualche giorno invece si presenteranno sul blog, uno dopo l'altro, i candidati per le Regionali in Emilia Romagna, Piemonte e Campania. Nelle altre regioni io darò comunque il mio supporto alle liste regionali a Cinque Stelle che vorranno presentarsi.Ognuno conta uno. Nel MoVimento potrà entrare chiunque, alla sola condizione di non essere iscritto a un partito. I candidati alle comunali, regionali e politiche invece non dovranno aver riportato sentenze di condanna in sede penale. Il MoVimento non è ancora nato, ma molti mi tirano per la giacca per apparentamenti, fusioni, liste unite con un simbolo comune. La mia risposta a tutti, senza distinzione, è sempre la stessa: "No, e comunque non ora". Il MoVimento deve misurarsi con sé stesso, poi, forse, si potrà parlare di cartelli, di alleanze. Il MoVimento ha eletto circa 40 consiglieri comunali che stanno facendo cose importanti e due parlamentari europei indipendenti nell'Italia dei Valori. Sonia Alfano e Luigi De Magistris. Ora ci sono le Regionali e al prossimo turno le Politiche. O dimostreremo di esistere o spariremo. Non siamo qui per riformare la politica, ma per cambiarla dalle fondamenta, per restituirla ai cittadini. E neppure siamo qui per dialogare con delle salme, dei mafiosi, dei piduisti, degli strateghi dell'inciucio.

Questi personaggi rappresentano solo sé stessi. Con un'informazione "normale" non esisterebbero o sarebbero in carcere. Il cittadino deve farsi Stato perché non c'è più lo Stato, si è trasformato in AntiStato. Le concessioni governative dalle autostrade, alle frequenze televisive, dall'acqua, all'energia hanno creato intorno alla politica una cintura di sicurezza di boiardi. Si proteggono con l'elargizione dei nostri soldi. L'editoria è dell'AntiStato: tutta. Tutta quella che prende contributi pubblici, i 170 milioni di euro stanziati dal governo Berlusconi. Il loro nemico di carta, ma solo sotto le coperte. Il MoVimento sosterrà tutte le liste civiche che si presenteranno alle amministrative 2009, le regole sono le stesse del 2008. Siamo un MoVimento lento, ma che non si può fermare. Impossibile fermare il futuro. Oggi il noto corruttore Berlusconi è stato condannato indirettamente in appello nel processo Mills. Il PDmenoelle farà di tutto per salvarlo, senza uno non c'è neppure l'altro, Intanto i primi topi lasciano la nave, Rutellone ha dato il via.

30 ottobre 2009

NO TAV manifestazioni

Condove (TO) sabato 31 ottobre ore 20,30-22 Manifestazione - fiaccolata NO TAV

Rivoli (TO) giovedì 5 novembre ore 21 assemblea pubblica Biblioteca Parco Salvemini C.so Susa
TAV Torino-Lione , arrivano le trivelle, dai tracciati ai sondaggi, 60 carotaggi da Chiomonte a Settimo tra ottobre e dicembre 2009 … passando per Tetti Neirotti e la Collina Morenica
promosso da Lista Civica “Rivoli a Cinque Stelle”

Rivalta (TO) sabato 7 novembre Corteo NO TAV alle ore 14.15Ne a Rivalta ne altrove ! sabato 7 novembre dalle 14.15 alle 17.15 * partenza dal Parco del Castello - Rivalta di Torino

29 ottobre 2009

Bonelli:una legge contro il consumo di territorio

Angelo Bonelli:
"L'Italia ha bisogno con urgenza di una legge che ponga fine al consumo del territorio soffocato dal cemento dei vari piani regolatori che sia giunte di centrosnistra che di centrodestra hanno approvato in tante città italiane".

Pronto-fresco anche a Merano?

Grüne Meran • Verdi Merano • Vërc Maran
Mozione di Cristina Herz approvata
Cristina Herz del gruppo verde in consiglio comunale a Merano ha presentato una mozione per la distribuzione di generi alimentari che altrimenti andrebbero distrutti. Dopo qualche resistenza e una trattativa tra capigruppo e la stessa consigliera Herz, la mozione è stata approvata all’unanimità. Nella formulazione votata nella seduta del 21 ottobre 2009 l’impegno per la Giunta di Merano a realizzare l’iniziativa è molto vago. Dipenderà dalla volontà politica del sindaco e della Giunta se essa verrà realizzata.
Vediamo in che cosa consiste l’iniziativa:
„Frisch & gut – pronto fresco“ è il nome dell’iniziativa che a Bolzano, come in molte altre città italiane, si occupa di raccogliere le eccedenze di generi alimentari freschi dai supermercati e dai negozi di alimentari. Si tratta soprattutto di latti- cini, frutta e verdura, carne e pane che vengono ritirati, perché in procinto di scadere o perché in confezione danneggiata, e distribuiti ad enti ed associazioni caritative che operano sul territorio cittadino. L’obiettivo è quello di evitare lo spreco di generi alimentari, che altrimenti finirebbero in discarica o nell’inceneritore, e di mettere invece queste risorse gratuitamente a disposizione delle persone bisognose. Soltanto a Bolzano dal 2006 fino a oggi questa iniziativa ha distribuito a quasi 2.200 persone indigenti poco meno di 300.000 kg di generi alimentari per un valore di oltre un milione di euro. A Bolzano il progetto è gestito dall’associazione Banco Alimentare del Trentino Alto Adige Onlus in collaborazione con l’Ufficio pianificazione sociale e l’Ufficio attività economiche.
L’iniziativa „frisch & gut – pronto fresco“ presenta numerosi vantaggi in quanto:
● rappresenta un esempio positivo di azione ecosociale sostenibile e orientata al risparmio, particolarmente significativo in tempi di crisi economica;
● raccoglie prodotti di ottima qualità, idonei a soddisfare il fabbisogno nutrizionale delle persone indigenti;
● consente agli enti assistenziali beneficiari di risparmiare sull’acquisto di alimentari e di impiegare quindi per altre esigenze le risorse resesi così disponibili;
● riduce la produzione di rifiuti e quindi anche l’inquinamento ambientale;
● infine anche le aziende e le catene della grande distribuzione che partecipano all’iniziativa „frisch & gut – pronto fresco“ ne traggono vantaggio non soltanto in termini di immagine – e quindi di pubblicità -, ma anche perché risparmiano sui costi e sulle tasse per lo smaltimento dei rifiuti.

28 ottobre 2009

Non bastano le cartoline: dove è finita l'"emergenza" campana?

Il CO.RE.ri (Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania) si è fatto promotore della seconda visita dei giornalisti dell'associazione "Stampa estera" in Campania, invitati venerdì 23 ottobre ad un nuovo "spazzatour" tra le provincie di Napoli e Caserta, per documentare il perdurare dello sversamento dei rifiuti tossici provenienti dal Nord, e la gestione scellerata della cosiddetta "emergenza" dei rifiuti urbani.

Rispetto alla cosiddetta "emergenza rifiuti" il Il CO.RE.ri, il Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania attivo ormai da due anni e comprendente più di cinquanta associazioni da tutte le provincie della regione, denuncia che nonostante le dichiarazioni ufficiali ne abbiano più volte affermato la fine e abbiano dipinto la cartolina di una gestione esemplare dei rifiuti urbani, in Campania la realtà sia ben diversa: il territorio e la popolazione continuano ogni giorno a subire il traffico illegale di rifiuti tossici provenienti dal Nord, e la gestione criminale dei rifiuti urbani ormai depositati senza alcuna cautela in pregiate aree agricole, con gravissime conseguenze sulla salute umana, sulla salubrità dell'ambiente e sull'economia agricola.

I processi in corso a Napoli, sebbene privi dell'attenzione della stampa nazionale, stanno confermando le denuncie che i comitati portano avanti da anni: i poteri forti - la Fibe-Impregilo e le banche - hanno strumentalizzato il bisogno fisiologico della gestione dei rifiuti urbani al fine di ottenere enormi profitti, impedendo la raccolta differenziata per accumulare tutti i rifiuti e trasformarli in ecoballe da bruciare in enormi inceneritori in modo da poter usufruire dei contributi pubblici per l'incenerimento (Cip6) sull'intero quantitativo dei rifiuti prodotti, contrariamente a quanto previsto dall'ordinanza dell'allora Ministro dell'Interno on. Giorgio Napolitano del 31 marzo 1998. Infatti, come ha spiegato l'ing. Paolo Rabitti (consulente della Procura di Napoli) sia nel libro "Ecoballe" che durante le sedute del processo "FIBE - IMPREGILO" (processo di enorme portata storica condotto coraggiosamente dai Pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo) l'ordinanza 2774/98 prevedeva che, per non scoraggiare la raccolta differenziata, il contributo Cip6 per l'incenerimento riguardasse solo la metà dei rifiuti prodotti, ma l'influenza dei poteri forti ha fatto estendere il contributo Cip6 all'intero quantitativo dei rifiuti scoraggiando la raccolta differenziata.

Inoltre la raccolta differenziata è stata scoraggiata una seconda volta, perché cedendo alle richieste delle banche, è stato imposto ai Comuni di dover pagare la quantità di rifiuto che non veniva dato a Fibe-Impregilo per essere trasformato in ecoballe, rendendo così la raccolta differenziata un costo doppio e insostenibile per i Comuni.


La raccolta differenziata ai minimi nazionali, le discariche, come quella di Ferrandelle o di Sant'Arcangelo Trimonte, sempre più grandi e inquinate, la salute dei cittadini - anche in zone prevalentemente agricole - che subisce un crescendo di malattie e tumori, e il rischio che gli uccelli che affollano le discariche diventino i vettori di gravi malattie infettive: queste le conseguenze della truffa Impregilo, documentata nel libro "Ecoballe" di Paolo Rabitti, nel processo FIBE-IMPREGILO, in quello "Rompiballe" entrambi in corso a Napoli, e in alcuni articoli apparsi sulla stampa (cfr. "Radiografia di una truffa", di Roberto Fuccillo, Repubblica 1 aprile 2009; "Napoli, processo alle ecoballe e al disastro dei rifiuti campani", di Eduardo Di Blasi, L'Unità 23 aprile 2009; "Napoli, così la gara europea produsse l'enorme costo delle ecoballe", di Eduardo Di Blasi, L'Unità 30 aprile 2009).


Inoltre, denuncia il Co.Re.ri, anche se il termovalorizzatore di Acerra - impianto giudicato obsoleto già dalla VIA del 1999 - sfora continuamente i limiti di emissione di gas nocivi, tuttavia continuano a restare in vigore i piani di gestione dei rifiuti che prevedono soltanto la costruzione di decine di inceneritori tutti di enormi dimensioni, a volte mascherati anche come "impianti a biomasse". Una intollerabile speculazione finanziaria ha compromesso l'economia agricola campana - famosa in tutto il mondo, ed unica per la qualità della sua terra - e ha aggravato la crisi sanitaria già in atto nella regione a causa di quarant'anni di sversamento di rifiuti tossici che, come ha confermato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sul quotidiano "la Repubblica" il 5 giugno 2008 - provengono dalle aziende del Nord che si servono con la camorra per sversare nella Campania e nel Mezzogiorno i rifiuti tossici.……..


Il CO.RE.ri denuncia che i poteri forti del nord Italia hanno tradito la loro missione industriale che consisteva nel produrre beni e servizi d'interesse generale, e accecati dal profitto hanno stretto un patto d'acciaio con mafia, camorra e ‘ndrangheta, per lo smaltimento illegale nelle regioni meridionali dei rifiuti tossici prodotti dalle loro industrie, nonché provenienti dalle maggiori industrie dei paesi occidentali, e imponendo la creazione di leggi criminogene come quella del Cip6 che hanno scatenato l'avidità dei gestori di rifiuti ed impedito la raccolta differenziata facendo costruire ad Acerra uno degli inceneritori più grandi d'Europa. Per queste ragioni venerdì 23 ottobre 2009 il Il CO.RE.ri ha guidato una delegazione della stampa estera in giro per la Campania, per far documentare le terribili condizioni in cui tutt'ora si trova la regione, ed ha concluso il giro con una conferenza stampa in cui ha distribuito ai giornalisti ampia documentazione.

Il CO.RE.ri, solidale con le altre regioni oppresse dal traffico di rifiuti tossici e da subdoli poteri finanziari che impediscono la raccolta differenziata, invita tutti i giornalisti ad occuparsi del processo "Rompiballe" e della vera e continua emergenza rifiuti: il traffico di rifiuti tossici provenienti dal Nord e l'impedimento della raccolta differenziata che scatena l'emergenza rifiuti urbani ed è la causa della creazione di enormi discariche come quelle di Ferrandelle e Maruzzella, oggi descritte da un articolo di Eduardo Di Blasi apparso su L'Unità.


Il CO.RE.ri chiama fortemente la stampa ad intervenire nel processo di svelamento delle verità, per scuotere l'opinione pubblica nazionale ed europea da un torpore che impedisce di riconoscere la portata storica dei processi che si stanno celebrando contro i responsabili di un disastro di proporzioni inaudite, un disastro che ha bruciato, oltre a milioni e milioni di fondi pubblici, il futuro stesso della regione e del Mezzogiorno e che ha scolpito nel bronzo della storia l'infamia dei poteri forti del Nord Italia che hanno, dopo un lungo sfruttamento di tutte le risorse destinate al Mezzogiorno, colonizzando il territorio della Magna Grecia con spietata violenza e asservendo a questo fine anche i poteri dello Stato.


CO.RE.ri - Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania Info 329 294 2818 - 334 622 4313 http://www.rifiuticampania.org/ contatti@rifiuticampania.org& nbsp

lettera ad Angelo Bonelli

Caro Angelo,
per conoscenza: cara Sandra, caro Marco,

Un po’ più tranquilli rispetto al nostro ultimo incontro a Torino, inviamo qualche osservazione sul progetto della Costituente ecologista proposta da quei Verdi che hanno avuto successo al Congresso. Costituente condivisa da noi e dagli altri amici del piccolo Gruppo delle Cinque Terre, nato per favorire l’unione e costruire ponti fra i tanti gruppi e persone che fanno parte di questa variegata area, contribuire al suo programma futuro ed alle nuove possibili forme di comunicazione.

L’aggregazione di questo grande e frammentato arcipelago è la premessa indispensabile per assumere un ruolo di protagonisti nel far uscire la società italiana da questo suo singolare “medioevo”. Cosa che i Verdi dopo un tentativo dei primi anni non sono mai riusciti a fare negli ultimi 15 anni.
Assumere un carattere di novità, di modernità e insieme di radicalità è il requisito indispensabile perché richiesta di novità, modernità, radicalità emergono da larghissime aree della società insieme ad una più o meno profonda richiesta di tutela ecologicamente orientata e di maggiore dignità personale e giustizia sociale. Un piccolo partitino verde, acquattato in qualche nicchia del centro-sinistra ulivista , che amministra un piccolo patrimonio di eletti, di soldi, di attività più o meno vagamente proiettate, insieme a qualche NO, verso il futuro, nanetto all’ombra del PD o confuso con la sinistra estrema non è più possibile.

Perché la nicchia non c’è più, il centro sinistra non c’è più, la sinistra estrema è un insieme di frammenti in via di estinzione, e una parte degli eletti, cresciuti in quell’ambito angusto immaginano una improbabile sopravvivenza scendendo e salendo sui più diversi tram che passano al momento. Inoltre cittadini ed elettori hanno ampiamente e ripetutamente respinto con disinteresse quella ipotesi.

La strada per emergere da questa palude è oggi più chiara dopo i miracolosi esiti del vostro congresso: assumere un atteggiamento di totale auotonomia da tutti, riscoprire la vocazione ad accompagnare la conquista delle istituzioni con la lotta e l’azione esemplare; denunciare il fallimentare posizionamento del PD che da due anni, mese per mese, come un tragico telo di Penelope, disfa inesorabilmente quanto di buono si è conquistato facendo emergere una larga fascia di amministratori incapaci, irresponsabili o corrotti, tessendo senza interruzioni accordi con quelli che dovrebbero essere i suoi antagonisti a discapito dei propri alleati e delle stesse migliaia di propri aderenti che nelle ultime settimane si sono spesi in un impegno, che rischia di rivelarsi inutile, di rinnovamento interno, archiviando qualsiasi vera vocazione riformatrice, facendosi scavalcare perfino nella critica alla precarietà del lavoro dallo stesso centro-destra, impedendo qualsiasi azione di ridimensionamento o riforma delle condizioni della casta dei partiti, dei vertici delle amministrazioni pubbliche, del mondo dell’informazione e dello spettacolo. C’è bisogno di radicalità (non di estremismo), di trasversalità (non di alleanze pelose dietro le quinte) di assunzione di una serie di NO insiema e ad una serie di SI sulle scelte ecologiche ed economiche che prefigurino un società alternativa a quella sviluppatasi nel dopoguerra dopo la cancellazione culturale dei movimenti del ’68.

Nei 15 punti del dispositivo finale della mozione ci sono miracolosamente punti che, se attuati pienamente, sono idonei ad avviare un percorso nuovo. Altri possono essere aggiunti anche in funzione di una diversa selezione dei protagonisti del progetto della costituente.

Noi pensiamo che alcune cose andrebbero fatte o ribadite fin da subito ad esempio:

1) I Verdi potrebbero dichiarare da subito che un terzo del finanziamento pubblico (rimborsi ed altro) dall’inizio del 2010 andranno restituiti a movimenti presenti nella società civile (ad esempio Emergency, Greenpeace, Amnesty) .

2) Che nel 2010 con tutti quelli che la condividono verrà promossa una azione concreta per richiedere almeno il dimezzamento del finanziamento ( rimborsi ) ai partiti e che più in generale si promuoverà una azione (alla fine mancata con il governo Prodi) per ridurre i costi delle alte dirigenze dello stato e a favore dei diritti alla dignitosa sopravvivenza delle fasce precarie del mondo del lavoro.

3) Che si promuovano azioni per la riduzione e la equiparazione degli stipendi di Parlamentari italiani ed europei e dei consiglieri regionali ad un reale reddito netto di 6-7000 euro al mese.

4) Che si introduca unilateralmente il limite di due mandati consecutivi per le cariche indicate.

5) che le candidature e le cariche istituzionali siano precluse a chi ha subito condanne per reati significativi e le ultime siano incompatibili con quelle di partito.
6) che si ritorni a sistemi elettorali orientati alla proporzionalità del rapporto fra numero di voti e di eletti , con un moderato sbarramento antiframmentazione e l’eliminazione dei premi di maggioranza, inconciliabili con un sistema dove gli elettori hanno rifiutato bipolarismo e bipartitismo.

Queste problematiche sono certamente fra quelle più sentite nella società civile.

Sul modo di sviluppare e di gestire le città e il territorio andrebbero ribaditi senza esitazioni due punti di carattere generale:

7) che alla luce delle tecnologie e delle esperienze possibili oggi l’incenerimento ( termosvalorizzazione) dei rifiuti, in particolare urbani, è un sistema energeticamente sbagliato, economicamente costoso, ambientalmente pericoloso.

8) che il consumo del territorio attraverso una espansione edilizia sovrabbondante e ingiustificata, spesso illegale, non può più essere usato come illusorio sistema di rilancio economico e di rendita perche è ormai ecologicamente insostenibile.

9) che la mobilità nelle città deve superare definitivamente il sistema auto, proiettarsi verso il trasporto pubblico gratuito e quello privato articolato su piccoli mezzi non inquinanti, con assoluta priorità ed urgenza per investimenti nei sistemi metropolitani sotterranei nelle città grandi e medie.
Per quanto riguarda la costruzione di un nuovo movimento politico degli ecologisti:

10) va rapidamente aperto il Tavolo con tutti i soggetti oggettivamente coinvolgibili che sono molti, variegati ma dovrebbero essere indicati uno per uno pubblicamente a partire da:

a) I movimenti delle liste civiche di Grillo e Grillo stesso

b) I gruppi diffusi sul territorio che fanno riferimento all’area di Per il Bene Comune, della Decrescita ed i loro principali esponenti

c) Il movimento nazionale organizzato che si batte per dire Stop al consumo di territorio e i suoi principali esponenti

d) Tutti coloro che hanno una prevalente connotazione ecologista all’interno del PD e degli Ecodem o di altri partiti ( quelli moderati , IdV, SeL, sinistra comunista, socialista e radicale)

e ) Tutti coloro che sostengono o partecipano a comitati, organismi, associazioni ambientaliste, animaliste, ecologiste, pacifiste-nonviolente e i loro principali esponenti.

11) Per quanto riguarda scadenze ed alleanze elettorali si deve ricercare accordi e convergenze prioritarie prima di tutto con le forze più radicali e politicamente non ostili e non inconciliabili con i nuovi Ecologisti comprendenti Partito Radicale, Italia dei Valori, Sinistra e Libertà .

12) La nascita subito del Portale degli Ecologisti e lo sviluppo di forme innovative di adesione, comunicazione, aggregazione, può essere lo strumento, come avvenuto in buona parte anche per Europe Ecologie in Francia, che attraverso rapidi step progressivi può accellerare l’aggregazione degli Ecologisti. Con un diverso grado di adesione e di diritti associativi che non esclude, al primo livello di simpatia, anche aderenti ad altri partiti.

Il Gruppo delle Cinque Terre ha sviluppato numerosi contributi nel corso dei suoi incontri di Puin di Agosto e Ottobre e nei documenti “Cittadini del Pianeta” , “Il coraggio di cambiare” e nell’imminente “Un Italia diversa è possibile” insieme a contributi dati all’ ”Appello agli ecologisti” ed alla raccolta delle adesioni, tutti ampiamente diffusi attraverso i blog che hanno fatto riferimento progressivamente al GCT.

Naturalmente il gruppo è in qualunque momento disponibile al più largo confronto con i verdi e i loro gruppi dirigenti, confronto che procederà comunque con tutti ed in tutte le direzioni possibili per unificare gli Ecologisti, far nascere il Portale e promuovere la Costituente di tutti gli Ecologisti.

Buon lavoro Massimo Marino
Maurizio Di Gregorio

Appello dagli "Ecologisti per il Piemonte"

Il gruppo "Ecologisti per il Piemonte" ha sospeso le proprie autonome iniziative annunciando l'intenzione di aderire alla futura Costituente degli ecologisti.

Il movimento politico “Gli ECOLOGISTI per il PIEMONTE “

* Visto il congresso nazionale della federazione dei VERDI e soprattutto visto le determinazioni finali dello stesso con l’elezione del nuovo Presidente nazionale Bonelli e con la scelta di uscire dal processo costitutivo di Sinistra e Libertà;

* considerato di condividere totalmente la mozione che ha vinto il congresso annuncia fin d’ora l’adesione alla COSTITUENTE ECOLOGISTA proposta dai Verdi attraverso un contributo individuale dei nostri iscritti ognuno sul proprio territorio di competenza

* ribadisce la convinzione che vada costruita una rete sul territorio piemontese che sappia aggregare comitati , associazioni e singoli che oggi fuori dal sistema della politica partitocratica pongono al primo posto le questioni ambientali

* in ultimo invita la COSTITUENTE ECOLOGISTA a mettere al primo posto l’ecologia della politica e non come obbiettivo politico ma soprattutto come pratica politica , non dimenticando mai che la politica deve essere uno strumento per rendere migliore la vita dei cittadini e non solo quella dei politici.Una politica verde nuova , vera , libera da condizionamenti religiosi , razziali e/o di genere che fa della laicità e dell’adesione individuale un elemento pregiudiziale per qualsiasi percorso politico.
Di Mauro Carmelo - Di Mauro Mauro - Vergnano Ada - Pasetti Antonio - Raimondi Luisa - Giarrusso Fernando - Brizzi Mariarosa - Conrero Fausto - Cremi lai Paolo - Perelli Valeria - Giarrusso Anna Patrizia - Gisella Fossat - Pino Bari - Infantino Pino - Massa Luigi - Bergoglio Dario - Tella Mario - Chiabrera Roberto - Iandolino Carlo - Radonich Antonio - Soldo Antonio - Bernardo Ruggieri

22 ottobre 2009

Fabbrica Bona... E il pericolo amianto..?

dai Verdi di Carignano e Carmagnola (TO)

Nella primavera di quest’anno, durante alcune belle giornate di sole che hanno invogliato molti carignanesi ad assistere allo spettacolo, è stata abbattuta la fabbrica Bona di via Salotto. L’area interessata è accanto alla Scuola media (all’interno della quale vi sono alcune sezioni della scuola materna) e ad un giardino pubblico….Sicuramente lo “spettacolo” dell’abbattimento di una struttura industriale, in cui molti concittadini hanno lavorato, ha incuriosito un po’ tutti. .. molti nonni con i nipotini erano presenti, per vedere ruspe, camion, macchinari all’opera per triturare i detriti, forse solo un po’ infastiditi dalle nuvole di polvere che naturalmente si sollevavano.

Tralasciando per il momento la questione della scelta urbanistica.. ci preme porre una questione ancora più importante all’attenzione dei cittadini e delle Autorità competenti: la Ditta proprietaria dell’immobile, o per essa l’azienda che ha curato i lavori di abbattimento, hanno accertato la presenza di strutture in amianto nell’area interessata alla demolizione? Le palazzine, le tettoie, gli impianti abbattuti avevano certamente coperture ed altre parti costituite da materiali contenenti amianto, utilizzati normalmente e comunemente in edilizia all’epoca della costruzione della fabbrica Bona. L’amianto è uno degli inquinanti più pericolosi e micidiali per la salute dell’uomo, causa conclamata di patologie respiratorie mortali, che hanno mietuto migliaia di vittime anche in Piemonte colpite da asbestosi
Le norme di prevenzione dei rischi da amianto sono tra le più severe, e richiedono attenzioni, competenze e procedure severissime….Lo smantellamento di strutture che presentano amianto sono delicatissime, devono essere effettuate da tecnici e ditte specializzate, e soprattutto necessitano di autorizzazioni e procedure burocratiche da parte delle Aziende Sanitarie che hanno l’obbligo di vigilare sulla salute pubblica.
I Sindaci .. hanno naturalmente il dovere di preoccuparsi che sul proprio territorio non vi siano situazioni che, relativamente all’amianto, mettano a rischio la salute dei propri cittadini.
Ecco allora le nostre domande: le autorità competenti (il Comune di Carignano, l’Azienda Sanitaria ASL TO5 e gli altri eventuali Enti tenuti per legge a tutelare la salute pubblica) hanno accertato che all’interno della fabbrica Bona abbattuta ci fosse la presenza di manufatti di amianto o contenenti amianto? Se , come crediamo, tale presenza è stata reale, hanno provveduto a verificare che la ditta proprietaria dell’impianto e quella che lo ha abbattuto abbiano effettuato la demolizione nel totale rispetto delle rigidissime (e costose) norme di sicurezza previste in questi casi?
E tutti i detriti che ancora giacciono accumulati all’interno dell’area, triturati sul posto durante l’abbattimento, sono stati messi in sicurezza a norma di legge, per impedire che le pericolosissime fibre di amianto possano disperdersi nell’ambiente circostante ed essere respirate? Ci auguriamo che tutte le autorità competenti siano in grado di dare risposte puntuali e rapide a questi nostri quesiti.

16 ottobre 2009

Due idee sui Verdi

di Gianni Sartorio
Qualche parola da parte di un osservatore esterno al dibattito .
Più da elettore (o non elettore) che da ex cofondatore e militante, in tempi lontani, di una forza politica.Che comunque conserva un ricordo delle motivazioni che portarono a questa scelta.
Allora, come ora, di fronte a un quadro politico deludente,cresce la tensione a costruire qualcosa di nuovo, a partire da pulsioni basilari quali la salvaguardia dell’ambiente e della pace, e la ricerca di responsabilità e moralità. E’ possibile ora, se queste sono le motivazioni, ricorrere a uno strumento già usato e in gran parte abusato?
Se sì- e ne dubito- con alcune pregiudiziali forti, in totale controtendenza con quanto visto e sentito, appunto da semplice osservatore, attraverso i media e saltuari pettegolezzi .
Con una presenza recentissima nelle cronache, che permane poco edificante, tra resoconti di risse verbali, e non solo, e la solita conflittualità esasperata alla ricerca del potere che rimane il retaggio basilare di una ventina d’anni di presenza verde in Italia.
Con le evidenti ricadute negative in materia di consenso.
A richiesta posso formulare alcune valutazioni sicuramente modeste quantitativamente e qualitativamente. Ma tant’è.
IL METODO
Una partita da giocarsi su questi temi richiede prima di tutto un contesto di totale diversità rispetto a quanto esiste “sul mercato”.
Tornando ad alcune pregiudiziale dei primordi.
Chi si impegna in una battaglia politica verde lo può e deve fare solo a partire da un impegno totalmente atipico.
Di cittadino “prestato” alla politica per rispondere a uno stato di emergenza, a un pianeta che implode, ricevendo ogni giorno insulti irrimediabili nei tempi dell’esistere e dell’agire umano.
L’immagine che diffonde dev’essere di totale diversità.
Lo so che un nuovo Alex Langer non è reperibile, ma proviamo a riprodurre almeno a dimensione ridotta quella tipologia di militante.
Immaginiamoci, allora, un candidato verde che accetti il meccanismo della rotazione degli eletti . Che spenda cinque anni della sua vita in ’istituzione, disposto a passare solo venti mesi sui banchi del Consiglio e i restanti dietro le quinte, all’interno del gruppo consigliare.
Che sia disponibile a non accumulare cariche elettive e di partito.
O addirittura che accetti la prassi della non ricandidabilità dopo uno o due mandati.
Che rifiuti come principio la presenza nei consigli di amministrazione delle municipalizzate o delle banche e che la accetti, quasi obtorto collo, solo ove sia inevitabile una presenza verde.
Che riduca al minimo il ricorso al finanziamento pubblico.
Che nei confronti delle altre forze politiche sviluppi un atteggiamento veramente non violento.
Che ad esse, pur se determinato a difendere con il massimo rigore le proprie scelte, riservi una pregiudiziale di onestà intellettuale, e che ricerchi sempre, anche nelle opzioni che ritiene più lontane, elementi positivi prima di accantonarle o di combatterle.
Che sia disposto, insomma, a mettere in discussione ogni suo assioma, anche il più radicato e cercare di comprendere le ragioni dell’altro.
Che rifiuti ogni inserimento in schieramenti precostituiti –la sinistra soprattutto- e cerchi i propri obiettivi attraverso alleanze con ogni soggetto le cui caratteristiche politiche e morali lo permettano (le alleanze variegate che in questi giorni coinvolgono i Gruenen tedeschi nei vari laenders vanno in questa direzione) per portare a casa risultati.
Che abbia l’umiltà e la perseveranza di ritornare sul territorio, nei quartieri, ad aprire sezioni o almeno punti d’ascolto.
Ad aderire alle pieghe del sociale, come si diceva una volta.
A farsi vedere in mezzo alla gente frustrata da mille piccole o grandi inadempienze del sistema, dalla panchina rotta al bullismo all’inefficienza dei trasporti, raccogliendone proteste e proposte e riportandole nei Consigli.
E una forza politica che riveda la scelta del partito come forma di aggregazione, e scelga metodologie più “leggere”, a geometria variabile, che tentino la difficile mediazione fra l’esistente sul territorio in campo ecologista, da affiancare, sentire, valorizzare, ma non necessariamente includere e i quadri dell’organizzazione, dotati comunque di ampi poteri discrezionali in accordo con il principio di sussidiarietà.
Queste indicazioni, ma riflettendoci con calma se ne potrebbero immaginare altre, avrebbero due ricadute positive.
La prima d’immagine, perché chi vota non fatica a percepire segnali di forte diversità.
La seconda di connotazione strutturale. Una forza politica con queste basi e questa tensione morale a mio parere non è probabilmente semplice da gestire, ma è aperta e creativa e, se rodata, infine funziona meglio.
IL MERITO
Tra i vari temi…
1)La salvaguardia del territorio
La politica verde si è dotata, negli ultimi lustri, di convinzioni infrangibili e indiscutibili, spesso difficili da separare da quelle della sinistra estrema post o ancora comunista.
Soprattutto sul versante dell’opporsi al cambiamento, purchessia.
E non parlo, ovviamente, del nucleare, ma di una miriadi di divieti alla costruzione di alcunché.
Dal ponte al grattacielo al sotto o al sovrappasso, dal parcheggio all’autostrada alla base militare, al grattacielo agli OGM o alla alta velocità o all’albergo perché vi ha brevemente soggiornato un qualche personaggio politico e perché no, alle olimpiadi o allo stadio, o a qualsiasi cosa si muova all’orizzonte.
Intendiamoci, su alcuni di questi temi sono giuste le perplessità, ma accreditarsi come il partito del no porta a una sostanziale svalutazione di ogni giusta battaglia per la conservazione dell’esistente.
2)La politica sull’immigrazione.
Chi lavora con Caritas o con altre organizzazioni meritevoli per l’impegno alla difesa dei migranti, non può che esprimere la più sincera ammirazione per il loro attivismo a favore dei più deboli fra i deboli.
E può comprendere un atteggiamento di completa tutela e di contrasto ad ogni ostacolo all’ingresso degli stranieri in Italia, peggio se presuppone misure di coercizione.
Chi si vuole accreditare come forza di governo deve cercare però una via di inevitabile mediazione, tenendo inoltre in giusta considerazione gli impegni internazionali e comunitari del Paese.
Ma, insieme, tanto per riequilibrare “a sinistra”, è tenuto a salvaguardare quei 4.000.000 (quattro milioni) di stranieri che vivono e in larga misura lavorano in Italia. Che mandano con profitto i figli a scuola.
Che pagano 6.000.000.000 ( sei miliardi ) di tasse all’anno e altrettanti denari spediscono in patria come rimesse.
Che in buona parte sono l’Italia di domani.
Che rappresentanza vogliamo dare a questa gente?
No taxation without represantation.
Possibile che fra i 200.000 (duecentomila) italiani di origine straniera con diritto di voto e di eleggibilità non sia reperibile una pattuglia di amministratori?
Possibile che vi sia una sola deputata di origine straniera (del PDL) ?
E un solo sindaco di colore (della Lega)?
Candidare stranieri ormai italiani e cittadini a tutto tondo non è un atto di generosità solidale .
E’ un’ azione di pura intelligenza.
L’inizio di un coinvolgimento, di un’accettazione, di un rispetto che tra l’altro può ostacolare la crescita di movimenti jihadisti.
Se non erro il segretario dei gruenen tedeschi ha origini turche…
3)La politica estera: Assiomi:
-gli Americani sono cattivi perché sono loro che fomentano tutte le guerre imperialiste.
-gli Israeliani, se possibile, sono peggio, poiché opprimono i poveri Palestinesi ai quali hanno perfidamente sottratto le terre.
-chiunque, anche con metodi poco onorevoli, come bombe nei mercati e assassinii di massa si opponga a queste forze del male è comunque meritevole di una acritica tutela :” se gli Americani stessero a casa loro tutto ciò non accadrebbe”
- repressione di ogni dissidenza, violenze e discriminazioni contro le donne e gli omosessuali, pene di morte e torture che se solo immaginate nei Paesi del Male meriterebbero marce e digiuni, vengono, se non ignorate, almeno ricordate con distrazione se somministrate negli Stati antioccidentali.
- Ogni impegno militare all’estero è immorale. Peggio ogni intervento bellico. Se a Sebrenica un 10.000 (diecimila) musulmani vengono giustiziati colpo alla nuca, se fioriscono a duecento chilometri dalla nostra costa i campi di concentramento di funesta memoria.
- Se un governo di centro sinistra – di centrosinistra- decide di intervenire a fianco della NATO per mettere a tacere un satrapo assassino:apriti cielo.
- Che se la cavino con le loro forze.
- Noi antimilitaristi siamo contrari senza se e senza ma all’uso delle armi….
4) Il servizio pubblico in Italia
(orari degli uffici, postali, per esempio, orari e pulizia dei treni, organizzazione degli aeroporti e loro raggiungibilità, accessi al Servizio Sanitario e distribuzione delle strutture sul territorio ecc..) è commisurato a misura di prestatore d’opera e non di fruitore.
Una malintesa idea di sinistra ha lasciato la politica del cambiamento ai governi di centrodestra, quasi sempre inefficienti quanto la concorrenza, se no, come Brunetta, “nemici del popolo”.
Le vittime delle inefficienza sono sempre i poveri.
Gli altri se la cavano.
5) La politica italiana
Berlusconi è sicuramente un personaggio lontano anni luce da noi e dalle nostre esperienze.
Raccoglie, ancora, per abilità politica e per sostanziale assenza di alternative, il consenso della maggioranza degli italiani.
Vuoi batterlo, buttarlo fuori –o magari dentro-, metterlo in minoranza?
O semplicemente cambiare il Paese.
Non puoi, per mesi e mesi, limitare la tua opposizione alle accuse di essere un puttaniere.
E’ un puttaniere.
E allora?
Raccogli invece proposte alternative, articolate, di governo.
Sotto tortura non riuscirei a mettere insieme, dieci, che dico, cinque punti di programma alternativi elaborati dall’opposizione.
In compenso sono a disposizione articolate relazioni sui conflitti e le rivalità fra i vari leaders del PD.
E mentre un anno fa nel centrosinistra si rissava anche per i posti da sottosegretario nel governo ombra presto defunto.

E i Verdi? La pensano davvero così?
Come minimo proporrei su questi temi momenti di riflessione collettivi aperti.
Se si parla di Israele ottimo l’inevitabile militante dell’OLP, ma perché non un esperto di sionismo che racconti come dopo Hertzl e fino al 1946 gli ebrei hanno comprato e non rubato quelle terre?
E uno storico che ricordi pacatamente che sono stati gli USA a sorreggere le democrazie contro gli Imperi Centrali durante la 1°guerra mondiale e a liberarci dalla peggiore tirannia della Storia durante il secondo conflitto e , con la loro presenza in Europa ad evitarci di cadere in bocca a Stalin e a garantirci più di sessanta anni di pace e democrazia.
E così via sull’immigrazione e le grandi e piccole opere.
Sul nucleare e sulla TAV, sugli stranieri e su Berlusca.
Internet e i blogs e i social networks permettono fortunatamente ogni declinazione della comunicazione. Che se ne approfitti.
Aprendo,in un’ottica veramente laica, l’accesso al dibattito anche a chi non la pensa proprio come voi. Sentite un qualche migliaio di persone, dopo aver messo loro a disposizione equilibrati elementi di dibattito.
Poi ne riparlate….
(Torino 15 ottobre )

15 ottobre 2009

da Econews (Federazione dei Verdi ) del 15 ottobre

17 OTTOBRE: VERDI IN PIAZZA CONTRO OGNI FORMA DI RAZZISMO
La Federazione dei Verdi ha aderito ed il 17 ottobre sarà in piazza per la Manifestazione Nazionale Antirazzista. I Verdi saranno in piazza contro ogni forma di razzismo e per denunciare il pesante clima di intolleranza che si sta diffondendo nel paese. Il governo Berlusconi con i suoi provvedimenti ha creato un pericoloso clima di intolleranza nei confronti degli immigrati. Con la politica dei rimpatri in Libia rischia di portarci fuori dall’Europa e dagli standard occidentali nel rispetto dei diritti umani, come hanno messo in evidenza le organizzazioni internazionali.Per questa ragione serve una forte mobilitazione civile contro ogni forma di razzismo per in modo che l’Italia torni ad essere terra della tolleranza e dell’accoglienza.Lo rende noto un comunicato dell’Ufficio stampa della Federazione dei Verdi.

VERDI, BONELLI: ORA NUOVO ULIVO, GUARDANDO A GRILLO
Roma, 15 ott - "Se col centrodestra è improponibile immaginare qualcosa, col Pd è decisivo chiarirsi. Non esiste più l'idea dell'autosufficienza. E' l'ora di un nuovo Ulivo". Lo afferma il neo leader dei Verdi Angelo Bonelli in una intervista a Repubblica, nella quale chiede di lavorare per creare "un luogo in cui esiste una forza che raccolga tra gli altri gli ambientalisti del Pd, se decideranno di uscire da quel partito, insieme ai tanti (intellettuali, associazioni) che hanno bisogno di un nuovo riferimento. Sarà una forza essenziale la Costituente ecologista". Bonelli precisa che "per parte nostra punteremo a interloquire col mondo tumultuoso, disorientato ma vivo dei grillini. Far capire che l'ecologia è il fondale dove rispecchia la nostra anima" perché "dobbiamo ritornare a occupare una posizione centrale nel dibattito, non mischiarci tra le mille banderuole. Dovremo emulare gli ambientalisti francesi. Il risultato straordinario della loro ripresa elettorale è segno che le nostre battaglie sono dentro la società". Bonelli afferma che l'uscita del Parlamento ha giovato alla sua formazione: "Il Potere desertifica l'anima, a volte disumanizza. Abbiamo capito la lezione. Cambiamo passo e postura e anche modo di agire in politica. Quando serve coraggiosi, e sempre liberi come delfini in mare aperto".


VERDI: ESECUTIVO, RITIRO RAPPRESENTANTI IN COORDINAMENTI SL
ELETTI RICOSTITUISCANO GRUPPI SOLE CHE RIDE LADDOVE SCIOLTI PER GRUPPI SINISTRA
Su proposta del Presidente Angelo Bonelli l’Esecutivo nazionale dei Verdi, in applicazione delle decisioni della XXX Assemblea nazionale di Fiuggi, ha deciso nella riunione svoltasi ieri, il ritiro immediato dei rappresentanti Verdi dal coordinamento nazionale di Sinistra e Libertà.Pertanto tutte le federazioni regionali, provinciali e le associazioni locali provvedono immediatamente a ritirare, a tutti i livelli, i rappresentanti dei Verdi da eventuali organismi di Sinistra e Libertà, laddove istituiti, trattandosi di un soggetto politico elettoralmente concorrente.Si invitano gli eletti sotto il simbolo dei Verdi a ricostituire i gruppi consiliari originari del Sole che ride, laddove siano stati sciolti per costituire gruppi della Sinistra.In esecuzione delle decisioni dell’Assemblea nazionale dei verdi la Federazione nazionale e le federazioni regionali promuoveranno per le prossime elezioni regionali e amministrative liste Verdi, ecologiste e civiche e, in eventuali alleanze dovrà essere garantita, con pari evidenza, lapresenza del simbolo Verde.Lo rende noto un comunicato dell’Ufficio stampa nazionale della Federazione dei Verdi.


VERDI: NOMINATO UFFICIO PRESIDENZA IN PRIMA RIUNIONE ESECUTIVO
L’Esecutivo dei Verdi nella sua prima riunione, svoltasi questa sera, ha nominato su proposta del presidente Angelo Bonelli l’Ufficio di Presidenza composto da Marco Boato, Gianfranco Bettin, Paola Balducci, Pinuccia Montanari, Daniela Guerra, Paolo Canducci, Giorgio Mariggiò,Francesco Alemanni, Pasquale Puorro, Susanna Scotti (che assume la funzione di responsabile dei rapporti con il tesoriere), Carmelo Sardegna, NataleRipamonti. Coordinatrice dell’Ufficio di presidenza sarà Sandra Giorgetti.L’Esecutivo nazionale, inoltre, sempre su proposta del presidente ha assegnato l’incarico di riorganizzazione dei Giovani Verdi ad Anna Buccio eLorenzo Lombardi.


Il presidente Bonelli ha infine deciso di ridurre il proprio onorario, da 3000 a 2000 euro.

GRUPPO DELLE CINQUE TERRE * secondo incontro di Puin * 23-24-25 ottobre

modulo 1
ven 23 ore 18,30-23,30 (con pausa cena) doc 1: rivisitazione dei 35 punti del programma “cittadini del pianeta” e identificazione di persone e tempi per l’espansione di ogni punto (ipotesi di farlo diventare un piccolo libro stampato entro fine anno ).
modulo 2
sabato ore 9,30- 12,30 contenuti ed uso del doc 2 ( “Il coraggio di cambiare”) Come costruire i ponti ed unificare i gruppi nella pratica (azioni regione per regione/ un appello / un seminario di idee “ verso la costituente ..”.
Stati generali degli ecologisti ( e Convenzione internazionale ?): qualche idea sui contenuti di fondo.
modulo 3
sabato ore 14,30-18,30 illustrazione del progetto “Portale nazionale degli ecologisti” e 21 portali regionali; ipotesi di fattibilità,impegno, costi.. (confidiamo nella presenza di alcuni ..geni dell’informatica oltre che della politica..). Comunicazione sui blog ECO regionali che stanno nascendo.
modulo 3 bis
ore 21,30 – 23 contenuti di base per un documento sull’informazione (“partiti: un passo indietro dall’informazione”). Questo modulo serale è riservato a quelli più resistenti e che soffrono di insonnia..
modulo 4
domenica ore 9,30- 12,30 la lobby del Gruppo delle cinque terre fa proposte per la rigenerazione degli ecologisti su tre punti:
1) come attuare il federalismo negli ecologisti (21 partiti/movimenti regionali) e ridimensionare un centro romano per i prossimi 10 anni.
2) come liberarsi dei soldi, del finanziamento pubblico, vivere felici e diventare il secondo partito italiano.
3) come superare il problema delle tessere come forma di aquisizione di potere invece che di meriti; nuove forme di adesione alla politica (persone, soggetti collettivi, soggetti produttivi eco-orientati)
modulo 5
domenica ore 14,30 -17,30 prime idee per identificare soggetti, temi, percorsi per organizzare l’ECOEXPO (incontro di tutte le attività produttive eco-orientate ed idee per favorirne l’espansione ed il loro legame con il movimento degli ecologisti ).
Rivisitazione del modulo 1 considerando i probabili avvicendamenti nei tre giorni

Nota: gli inviti personali al secondo incontro di Puin saranno, per ragioni di spazio, limitati e si richiede conferma (notti di presenza e orario approssimativo di arrivo ) entro domenica 18 a ecoblog@libero.it o tel 011 8224332 340 2404493 o FBK (Massimo ). Le conferme non definitive devono comunque essere risolte entro mercoledì 21 ottobre. I costi comunque saranno minimi e per i pasti ci si basa principalmente su alimenti portati dai partecipanti; oltre ai tre appartamenti nostri è comunque a disposizione anche la vicina Trattoria del villaggio con possibilità di pernottamento (spese condivise fra tutti).

Chi volesse comunque partecipare ci comunichi nel più breve tempo possibile la richiesta di partecipazione per contattare altri Agriturismo e B&B presenti in zona. Tutti i posti utilizzati sono comunque vicinissimi.
Puin è una frazione del comune di Pignone (a 15 minuti da Levanto e Monterosso) Seguiranno istruzioni varie per i partecipanti. Entri il 21 ottobre verranno inviate traccie scritte per favorire la discussione dei temi.

Il Gruppo delle Cinque Terre si è costituito nell’agosto 2009 ponendosi tre obiettivi:

* favorire l’unione dei differenti gruppi, movimenti e persone dell’area ecologista

* contribuire alla realizzazione del nuovo programma ecologista

* promuovere nuovi strumenti di comunicazione degli Ecologisti

Info:
www.fiorigialli.it * info@fiorigialli.it (Maurizio Di Gregorio)
FESTIVAL CINEMAMBIENTE a TORINO * I film vincitori
i titoli dei film vincitori al Festival di Cinemambiente a Torino


Old Partners - Corea, Vincitore del Concorso documentari internazionali. Un film che tratteggia la vita semplice di un contadino coreano, che vive e lavora a fianco del proprio animale da lavoro, un bue. La pellicola, campione di incassi in Corea, ha vinto altri riconoscimenti internazionali ed è stato presentato anche al Sundance Festival.

Recipes For Disaster - Finlandia, Menzione Speciale Giuria Internazionale e Premio Green Cross. Un film divertente e ironico sulle azioni quotidiane che aggravano la crisi ecologica.

Auto*Mat - Repubblica Ceca, Premio Consulta Provinciale degli Studenti di Torino. Un documentario contro l'uso sconsiderato delle automobili; una pellicola divertente, girata in due anni, che ha vinto diversi premi internazionali.

Au Centre De La Terre - Niger, Vincitore Concorso internazionale cortometraggi. Un cortometraggio sulla desertificazione in Africa e i suoi effetti tra le comunità nomadi di allevatori di bestiame.

Oil - Italia, vincitore Concorso Documentari Italiani e Menzione Speciale Legambiente. Un film inchiesta sulle ricadute ambientali e sanitarie di una grande raffineria petrolifera, inaugurata in provincia di Cagliari nel 1996.Menzione speciale a Un altro mondo.

Living With Shame - Cina, Menzione Speciale della Giuria. Un film sul dramma della miseria in uno dei Paesi più popolati del mondo, con la maggiore crescita economica.

Nous Resterons Sur Terre - Francia, Premio Speciale Golder Associates. Un film sullo stato di salute del nostro Pianeta, che alterna le testimonianze video di scienziati e premi Nobel a immagini spettacolari.