10 maggio 2014

Quello che rende Grillo indigeribile a molti

di Giovanni Chiambretto * 



Quello che rende Grillo indigeribile a molti, è proprio il suo punto di forza.


Vediamo perchè.


Veniamo da venti e più anni di declino culturale, politico, istituzionale e, da ultimo, economico. Anni in cui si è consolidata una casta inamovibile coi suoi riti e sue regole e ancora lei sta gestendo l'attuale frana sociale.

Eppure L’Italia è stata, in questi anni, uno straordinario tessuto di movimenti, gruppi locali, iniziative nate dal basso, dai cittadini, che hanno spaziato dall’antimafia all’acqua, dal paesaggio alla pace, dal no alle grandi opere al nucleare intuendo, addirittura, la possibilità di una prospettiva verso una società diversa, con diverse priorità sociali, diversi obiettivi economici, diverso modo di interpretare le istituzioni ed il loro ruolo. Non è un caso che quando queste sensibilità si connettono, ad esempio in occasione dei referendum sull’acqua, questa altra Italia si scopra addirittura maggioritaria.


Quello che non ha funzionato è stata la proiezione nelle istituzioni di questa Italia potenzialmente maggioritaria.


Possiamo dire che questi vent’anni sono stati paradigmatici di come non si deve fare.

 Si costituì, ed oggi si sta sciogliendo lentamente, un’aristocrazia politica “alternativa” che si è dimostrata del tutto irrilevante rispetto alle dinamiche istituzionali, spesso ambigua per collocazione, del tutto improduttiva sul piano della cultura politica (o della cultura tout court).


Quando i 5 stelle non vogliono alleanze, vanno da soli e cercano persone nuove non fanno altro che trarre le più semplici conclusioni dalla storia: da questi non c’è da aspettarsi altro.


Ma come è stato possibile un tale disastro anche umano? 


Le ragioni sono molteplici.


- Una, non secondaria,  è la fortissima capacità corruttiva del sistema istituzionale italiano. Le prerogative degli eletti, in realtà sono privilegi sfrontati , con punte anche bizzarre, che tendono a porre questa categoria di cittadini in un mondo di fatine e di elfi completamente sconnesso dalla realtà. E’ ormai cronaca quotidiana il presidente di regione  che si compra le mutande coi nostri soldi, l’assessore che paga le sue tasse coi fondi regionali, il ministro che si porta all’estero compagni ed amici, il parlamentare che si fa accompagnare dalla scorta per fare la spesa etc. Il tutto sulla base di uno stipendio che, per i parlamentari, (comprendendo i vari benefits) supera di 10/15 volte lo stipendio medio di tanti comuni  cittadini.

Nel sistema istituzionale ci si intossica, la mente si ottunde e, ogni anno a diecine, vediamo parlamentari apparentemente seri  fare il salto della quaglia con giustificazioni risibili degne di bambini trovati col dito nella marmellata.


Quando Grillo impone la cessione di metà dello stipendio e la rinuncia ai rimborsi elettorali (che altro non sono che una enorme greppia), mette subito alla prova la resistenza nervosa degli eletti. Si vede subito chi si sta impegnando in politica per spirito di servizio e chi no.

Probabilmente stanno già circolando i sondaggi elettorali riservati (quelli fatti sul serio e non gli scherzi che ci stanno propinando i media). Già si parla di scissioni (in SEL, per esempio). Vedremo adesso cosa si inventeranno per giustificare il prossimo  giro di valzer.


- Un’altra ragione sta nella povertà umana e culturale di questa classe dirigente “radicale”. L’incapacità culturale si alimenta di schemi logici primitivi che appagano  il soggetto anche se totalmente sconnessi dalla realtà quotidiana. Prendiamo per esempio i sanguinosi scontri sul tema  se in un simbolo elettorale debba esserci o no la falce ed il martello o se io sono più comunista di te o no. Proiezioni stralunate nel XXI secolo di un dibattito politico-culturale e filosofico che, alla fine del XIX secolo ebbe uno spessore ed un significato. L’ideologia come esperienza mistica. In fondo diviene una variante dell’idealismo che proprio la cultura marxista tanto combatté. Alla fine questa strana ideologia senza le gambe del ragionamento e della conoscenza della realtà è buona solo per rompere il fronte, le alleanze, financo le amicizie.

Quando i Grillini accantonano ogni aspetto ideologico ed idealistico e si concentrano sui fatti non fanno altro che rimuovere un’inutile scoria sulla strada della liberazione.


- Una terza ragione sta nel fatto che negli ultimi 20 anni non hanno funzionato meccanismi democratici nel formulare un progetto di proiezione istituzionale e nella scelta delle persone che dovevano gestirlo.

Troppe volte il congresso di una formazione politica non era altro che il campo di battaglia di truppe cammellate in cui l’esito era scontato prima di iniziare e quindi l’approfondimento teorico culturale un optional superfluo. Un’assemblea inconcludente convocata l’ultimo giorno utile consegna ogni decisione ad un manipolo di capibastone che passano la notte in locali fumosi per mediare fra le cordate. In conclusione queste aristocrazie “radicali” si sono auto perpetuate per cooptazione.


Bene fa Casaleggio a sperimentare nuove forme di decisione.  A guardare al passato, se invece di elezioni falsamente democratiche ed assembleari si fosse proceduto per sorteggio, forse quella classe dirigente sarebbe stata migliore.


Un altro aspetto interessante è la volontà (o la capacità) di lavorare. 


Un provvedimento legislativo è un fatto grave che influenza la vita di milioni di persone. All’inizio della repubblica, addirittura, fra i dipendenti del parlamento c’erano anche 4 professori di lingua italiana che vagliavano la correttezza e comprensibilità delle leggi. Poi furono licenziati. Fino ad oggi dove leggi contraddittorie, poco comprensibili, spesso su diversi argomenti, ma affastellate in un' unico testo  (od un unico articolo) sommergono il cittadino. Il cittadino-suddito attende  ogni nuovo provvedimento (fiscale, regolamentare, penale) come una botta che non si sa da dove arrivi e corre dall’avvocato, dal commercialista, al patronato,  per farsi spiegare cosa vuol dire e come deve comportarsi. 


Grandiosa ed addirittura esagerata l’analisi che di ogni singolo provvedimento fanno i parlamentari 5 stelle, mettendo poi in rete (attraverso ad es. i siti 5stellenews e parlamento ) l’articolato ed i commenti pro e contro. Un servizio pubblico che spesso sbugiarda l’informazione (anche della RAI).


Era da decenni che non si vedevano parlamentari di opposizione lavorare così. Era da decenni che non si produceva un così esteso ed approfondito dibattito. 


In un mondo di spettacolo, dove ogni voto pesa alle elezioni, è fondamentale avere una proiezione mediatica estesa e credibile, se no sei sommerso dalle mistificazioni. La saccente e stupida superiorità delle opposizioni dell’ultimo ventennio rispetto alla gestione della propria immagine tradiva o una profonda ignoranza, o il timore che nel gioco degli specchi della gestione mediatica la castina di sinistra non potesse più gestirsi i propri giochini al riparo dal pubblico e dagli elettori.


Straordinario l’impatto mediatico del Grillismo.


Avere sedi dove si raccolgono contributi i più svariati, belli e brutti,  come il blog di Grillo è fare politica culturale.
 

Riprendere interventi di Chiesa, Rifkin, Bagnai, Fitoussi, Di Cori Modigliani, etc. significa riproporre una libera riflessione a diecine di migliaia di cittadini dando loro gli strumenti per farsi un’opinione, per aggiornarsi a quella che sarà la cultura del domani.


Allora il Movimento 5 Stelle è la soluzione dei problemi d’Italia?


No, sicuramente no, ma c’è sempre qualcosa che viene prima e qualcosa dopo. In un paese dove come informazione pubblica, stato delle istituzioni, esercizio della democrazia ci si sta avvicinano al Messico del tempo di Pancho Villa, esiste un’urgenza che viene prima di qualunque altra cosa: ristabilire la democrazia e la corretta rappresentanza dei cittadini nelle istituzioni, la libera informazione, la fiducia del pubblico, la repressione della criminalità organizzata. In ultima istanza una rivoluzione che faccia sparire questa casta ed i suoi sistemi. Senza questo ogni altro ragionamento è letteratura di svago, è depistaggio.


Su questo invece il Movimento 5 stelle si presenta come la soluzione più credibile anzi, oggi, come La Soluzione. Non se ne intravedono altre. Fatta questa rivoluzione ci saranno gli spazi di agibilità politica, di libertà di informazione, di comunicazione fra i cittadini, di libertà di pensiero, con cui articolare il progetto dell’Italia futura.


*   del Gruppo Cinque Terre                                                 ( Lombardia )

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