12 novembre 2014

ECOLETTERA 54 del Gruppo Cinque Terre


Gruppo delle Cinque Terre                ECOLETTERA  54/16 novembre 2014
 
editoriale: Elezioni Midterm: la sconfitta di Obama dimostra che il bipolarismo impedisce il dissenso

I commenti sulle elezioni di metà mandato degli Usa si soffermano sulla “storica” vittoria dei repubblicani. Secondo i politologi si tratterebbe quindi di una svolta a destra. A mio parere questo è il frutto paradossale di uno spostamento a sinistra dell’elettorato statunitense che - attraverso il meccanismo deformante del bipolarismo - ha determinato la vittoria della destra. Parallelamente alle elezioni politiche parziali, si sono svolti in vari stati referendum su questioni di una certa rilevanza: in 5 Stati (in maggioranza repubblicani) si tenevano referendum sull’aumento del salario minimo. In tutti ha vinto, anche con margini ampi, la proposta di aumentare i salari minimi. In 4 Stati si è votato per forme diverse di legalizzazione della marijuana. In 3  ha vinto chi sosteneva la legalizzazione. In 3 stati si è votato su quesiti che attenevano al tema dell’aborto. In 2 ha vinto il fronte abortista. Tutto si può dire salvo che questi dati segnalino uno spostamento a destra. La partecipazione al voto è letteralmente crollata. Ha votato il 36,6% degli aventi diritto rispetto al 40,9% del 2010. Io penso che questo sia il motivo per cui è stato costruito e si cerca di estendere in ogni dove il bipolarismo. Negli Usa anche un bambino capisce che entrambi gli schieramenti sono interni all’establishment dominante e  non fanno gli interessi delle classi popolari. I delusi da Obama non sono andati a votare repubblicano, semplicemente non si sono recati alle urne. Se negli stati Uniti vi fosse stato un sistema proporzionale, una parte di questa critica si sarebbe espressa con un voto a sinistra del partito democratico. Al contrario, nel sistema bipolare, l’unico modo per esprimere il proprio dissenso è quello di non votare, di non turarsi il naso. Questa vicenda è un esempio da manuale di come il bipolarismo è semplicemente un sistema che mantiene la parvenza della democrazia come finzione teatrale attorno alla permanenza indiscussa della difesa dei privilegi dei ricchi, della finanza, della grande industria. La proposta di legge di Renzi,  il superporcellum con il ballottaggio, ha un unico obiettivo: rendere impermeabile alle istanze popolari il terreno del governo perché chiunque vincerà sarà espressione di uno dei due poli che sono palesemente espressione delle classi dominanti italiane ed europee. Per queste ragioni ritengo necessario lottare per impedire l’approvazione di una nuova legge elettorale in quanto va benissimo quella che c’è. ( Paolo Ferrero, Segretario nazionale di Rifondazione comunista ) leggi
 
La democrazia rottamata dei nazareni: restare in due 

Chi se ne frega della Consulta , penseranno in molti. E invece fra tutti i nodi questo è uno fra i più importanti. I due nazareni e le forze molteplici che li sostengono o che comunque li lasciano fare, non possono tollerare una reale autonomia di poteri fra organi diversi dello stato ( quello che ci insegnavano a scuola quando si studiava Democrazia, Costituzione e ripartizione dei poteri ).  E' il centro del processo di rottamazione della democrazia reale che è in corso e ne sono consapevoli i mandanti interni ed esterni al nostro  paese. Per quanto incompresa e addirittura ignorata dalla quasi totalità degli italiani, questa sta diventando la madre di tutte le battaglie. Non si può concordare un percorso istituzionale di trasformazione del sistema  sociale, istituzionale, elettorale se permane il dubbio che ci possa essere un organismo di reale autorevolezza che possa, in qualunque momento, appellarsi all'antiquato principio della rappresentatività democratica e della democrazia sostanziale che in qualche modo la carta Costituzionale riesce ancora a garantirci. I due nazareni sono ben consapevoli della questione. Va squilibrata la composizione interna della Consulta, e poi  adeguata al nuovo corso una idonea  figura di nuovo Presidente della Repubblica. Fuori dal patto nessuno deve mettere il becco nel nuovo Italicum o come si vorrà ribattezzarlo. A quel punto, probabilmente prima del 2018, si potrà andare a nuove elezioni. E a quel punto naturalmente aspettatevi  tre  mesi di scontro durissimo fra i due nazareni a reti unificate. In fin dei conti sperano che  arriviate tutti a chiedervi : voto Renzi o Berlusconi ? O magari li voto metà per ognuno restando a casa…  Altrimenti che sceneggiata è ?   ( Massimo Marino ) leggi

Sblocca-Italia: “Renzi fermi questo scempio” 

C’è stato un momento in cui in molti hanno sperato che la “rottamazione”, al di là delle persone, avrebbe finalmente riguardato un certo modo di fare della politica e di quella parte di mondo dell’economia e delle imprese che vive in simbiosi con essa. C’era addirittura una timida aspettativa circa un cambio ancora più profondo e decisivo: che ad essere rottamato potesse essere il paradigma economico e culturale di riferimento. Certo, nessuno si aspettava un Governo della decrescita felice: sembrava però prossima almeno l’apertura di una stagione politica in cui finalmente, anche nei palazzi di governo, fosse possibile criticare i fondamentali di un sistema che da anni non genera più benessere e ricchezza e a causa del quale, anzi, si è manifestata la più lunga crisi del secondo dopoguerra. A mettere d’accordo tutti, a sgombrare qualsiasi dubbio, a svelare la distanza abissale tra gli auspicati buoni propositi e la realtà, ci ha pensato lo Sblocca Italia, in modo particolare per quanto concerne le misure dedicate all'edilizia e alla gestione di beni comuni (alcuni sanciti da un referendum, com’è avvenuto per l'acqua). Oggi persino il Governo Monti, grazie all’iniziativa dell’allora Ministro dell’Agricoltura Mario Catania, può apparire più progressista e innovatore dell’esecutivo guidato da Matteo Renzi. ( Carlo Petrini  da Micromega  ) leggi

Una casa a misura di bambino

Dieci consigli e attività pratiche per rendere il bambino protagonista della vita familiare e favorire il suo sviluppo motorio-cognitivo. Tra le pareti di casa, ogni bimbo scopre quello che lo circonda, sperimenta e mette alla prova le sue abilità acquisendo, gradualmente, nuove competenze. Con qualche piccolo accorgimento, la casa è il campo ideale per favorire lo sviluppo motorio (e cognitivo) del bambino (già verso i venti mesi ) attraverso attività pratiche e quotidiane. Ogni situazione concreta e ‘reale’ della vita familiare è un’ottima occasione per rendere il bimbo protagonista incoraggiandolo a conquistare la sua autonomia. ( Marzia Rubega da comune-info.net ) leggi
 
Tutti contro lo “Sblocca-Italia”: le associazioni unanimi contestano il contenuto del decreto

Uno strumento anacronistico. Un formulario di vecchi progetti che vengono riesumati in nome di un finto interesse collettivo. Le 12 associazioni riunite da Italia Nostra (  CTS, ENPA, FAI, Greenpeace, Legambiente, LIPU, Mountain Wilderness, Pro Natura, Salviamo il Paesaggio, Touring Club Italiano, WWF )  hanno chiesto al Parlamento che non converta in legge il decreto. ( da  salviamoilpaesaggio.it  ) leggi 

Salviamo la madre acqua                                                                                                                                             
In questo paese sono tante le persone che spingono di nuovo l’Italia verso la privatizzazione dell’acqua. E questo nonostante il referendum di giugno 2011. Il governo Renzi sta perseguendo una devastante politica di privatizzazioni. Con “Sblocca Italia” e la “Legge di Stabilità”, Renzi offrirà incentivi agli enti locali che privatizzano i servizi pubblici. E’ il tradimento del Referendum. ( Alex Zanotelli da www.articolo21.org  ) leggi

Petrini gela Renzi: «Ci aspetta una colata di cemento»

Il fondatore di Slow food è tra gli autori di “Rottama Italia”, un libro denuncia sul decreto Sblocca Italia che ha ottenuto il primo via libera alla Camera: «Persino il Governo Monti, grazie al Ministro dell’Agricoltura Mario Catania, può apparire più progressista dell’esecutivo guidato da Matteo Renzi» ( Luca Sappino da L'Espresso ) leggi

Il discorso del papa 
Dal discorso del papa nel suo incontro del 28 ottobre con i movimenti popolari possiamo ricavare un programma politico e sociale di respiro planetario dal quale non potremo più prescindere, perché raccoglie in larga parte le istanze che orientano il nostro operato, proiettandole su uno scenario che ingloba l’intero pianeta. ( di Guido Viale ) leggi
 
Mese di novembre: semina, raccolto e lavori nell'orto

Il mese di novembre potrà garantire un raccolto ancora piuttosto vario sia a coloro che hanno a disposizione un orto vero e proprio, sia a chi si dedica alla coltivazione di un orto sul balcone. A novembre è possibile preparare il terreno per le semine future, premunirsi per riparare le piante dal gelo e effettuare delle semine in semenzaio senza dimenticare il calendario lunare. ( Marta Albè da greenme.it ) leggi

Ecologisti vs economisti

Economisti ed ecologisti non si sono mai stimati troppo. L'industria petrolchimica genera circa 300 milioni di tonnellate di scorie tossiche ogni anno, il 90% delle quali viene introdotto nell'ambiente in un modo o nell'altro: nei pozzi, nelle lagune di superficie, nei serbatoi. Solo l'uno per cento delle scorie viene distrutto, che è l'unico modo per assicurarsi che queste sostanze altamente pericolose e che durano a lungo non si accumulino e alla fine minaccino gli esseri viventi. Insomma, l'industria petrolchimica è profittevole solo perché è riuscita, finora, ad evitare di pagare il suo conto all'ambiente. La casa-madre di tutti gli economisti, la World Bank, funziona assai spesso come megafono delle compagnie petrolifere, non solo, ma fa anche profittevoli collette per i maggiori investimenti che trasformano il globo in uno spazio attraversato per ogni dove da strade e ponti, gallerie e viadotti, stazioni di rifornimento e oleodotti e ne fanno l'ambiente adatto per auto e camion, considerando quasi il genere umano come un inutile, ingombrante, sopramobile. ( Guglielmo Ragozzino   da sbilanciamoci.info ) leggi   


L'età fossile

Di fronte alla preoccupazione di migliaia di persone, nonostante il problema del cambiamento climatico sia ormai balzato in cima alle agende politiche, i governi parlano, annunciano impegni, ma non c'è la determinazione che una minaccia così tremenda richiederebbe. Nella UE si è faticato ad approvare un target di riduzione delle emissioni di gas serra del 40% entro il 2030, pur sapendo che esso non è in linea con l'obiettivo della completa de carbonizzazione entro la metà del secolo. Quest'anno la Conferenza delle Parti (COP) degli Stati membri della Convenzione quadro Onu sul Cambiamento Climatico si tiene a Lima, in Perù, dal 1 al 12 dicembre. La COP di Lima è molto importante perché è la principale tappa sul percorso per arrivare all'accordo globale sul clima alla fine del prossimo anno, a Parigi. Se queste dinamiche non verranno spazzate sarà difficile che a Parigi si raggiunga un accordo efficace per rimanere ben al di sotto del riscaldamento globale di 2˚C. La lentezza è spesso imposta dai potenti interessi delle lobby, nonostante oggi abbiamo tutti gli strumenti per fare a meno dei combustibili fossili con gli interventi di risparmio ed efficienza energetica e con le energie rinnovabili.  Si uscirà dall'età dei fossili come si è usciti dall'età della pietra, è sicuro. Tutto sta a esser capaci di sconfiggere in fretta gli interessi egoistici di chi pensa solo al proprio guadagno e non al destino comune, perché la differenza è che gli esseri umani della preistoria non avevano le lobby delle pietre. ( Mariagrazia Midulla * da sbilancioamoci.info  ) leggi

Spagna: Che cos’è Podemos

Un recente sondaggio ipotizza che oggi potrebbe essere il primo partito in Spagna: è ambientalista, contrario all'austerità e alla Germania. Secondo un sondaggio realizzato per il quotidiano El País dall’istituto Metroscopia, Podemos, un partito di sinistra ambientalista fondato lo scorso gennaio, sarebbe oggi il primo partito spagnolo, superando nelle intenzioni di voto il PSOE, il partito socialista. Secondo il sondaggio, se si votasse ora il 27,7% degli spagnoli voterebbe Podemos, mentre il 26,2 sceglierebbe il PSOE. Il Partito Popolare (PP), principale formazione di centrodestra, si trova al terzo posto con il 20,7 % dei voti. Il sondaggio di Metroscopia sta facendo discutere parecchio in Spagna. Podemos è stato fondato il 16 gennaio 2014 da Pablo Iglesias che ne è tuttora il portavoce e membro più in vista. Igleasis è stato eletto al parlamento europeo nelle ultime elezioni, le prime a cui ha partecipato il suo partito. Podemos ha ottenuto l’8% dei voti, conquistando cinque seggi e diventando il terzo partito spagnolo appena quattro mesi dopo la sua fondazione. In modo simile ad altri leader dei grandi movimenti di protesta, Igleasias ha comunque detto più volte che l’attuale crisi non può essere risolta «restando entro i termini di destra e sinistra». Iglesias è apparso regolarmente in programmi di televisioni di orientamento conservatore e progressista e ha fatto appello a tutte le forze che lottano contro il sistema, non soltanto a quelle che fanno riferimento all’area di sinistra. (da  www.ilpost.it  ) leggi 

Juncker e l'intera commissione europea sotto accusa: nasce "europeleak".

Ne vedremo delle belle. Documenti riservati, pubblicati da un consorzio di giornali, hanno rivelato che il Granducato del Lussemburgo ha concesso negli ultimi 10 anni generosi accordi fiscali a una lunga lista di multinazionali. In un momento di ristrettezze finanziarie e crisi economica la vicenda provoca clamore e getta una ombra sul nuovo presidente della Commissione Europea Juncker, primo ministro del piccolo paese dal 1995 al 2013. ( Sergio Di Cori Modigliani ) leggi
 
Il muro di Berlino. Dov'è la festa

Non c’era biso­gno della caduta del muro per con­vin­cersi che quello non era più da tempo il modello dell’altro mondo pos­si­bile che vole­vamo. E' lecito dire che c’erano altri pos­si­bili sce­nari e che se la sto­ria ha preso un’altra strada non è per­ché il «destino è cinico e baro», ma per­ché a quell’appuntamento di Ber­lino si è giunti quando si era già con­su­mata una sto­rica scon­fitta della sini­stra a livello mon­diale. ( Luciana Castellina da ilmanifesto.it ) leggi

Francia: Rémi Fraisse morto a 21 anni nei boschi per difendere la Natura 

A Testet i manifestanti si oppongono alla costruzione di un enorme lago artificiale ( diga di Sivens),  da 1,5 milioni di metri cubi d’acqua che sulla carta dovrebbe servire a irrigare le terre confinanti, ma secondo gli oppositori favorirebbe solo i proprietari terrieri che sviluppano agricoltura intensiva, provocando la distruzione di un habitat naturale che ospita decine di specie protette.  leggi

Messico, i 43 studenti desaparecidos “uccisi e bruciati vivi dai narcos” 

Erano scomparsi nello stato di Guerrero il 26 settembre. Tre narcotrafficanti hanno confessato la strage. Uccisi e bruciati mentre erano ancora in vita, poi gettati in una discarica. Il loro riconoscimento sarà complicato, perché ne hanno spezzettato le ossa, per fare sparire ogni traccia della strage. Sono  le conclusioni delle indagini della procura di Iguala, nello stato di Guerrero (sud del Messico), sul caso dei 43 studenti “desaparecidos”. leggi

Salvare il pianeta non costa niente                                                                                                 

Salvare il pianeta potrebbe costare poco e potrebbe perfino essere gratis. Un grande studio di una commissione d’inchiesta internazionale, il New climate economy (NCE), e un documento di lavoro del Fondo monetario internazionale (FMI) sostengono che forti misure per limitare le emissioni di anidride carbonica non avrebbero alcuna ripercussione negativa sulla crescita economica, anzi potrebbero rilanciarla. ( Paul Krugman da Rete Sicomoro, fonte Internazionale ) leggi


La foto del giorno: 9 novembre, Berlino festeggia 25 anni dalla caduta del muro



                                                             VIDEO ARCHIVIO

Alluvione di Carrara: l'argine costruito con il polistirolo. Non si placano le polemiche per il crollo dell'argine del fiume Carrione a Carrara, collassato nonostante i recenti lavori di ristrutturazione. L'argine era stato costruito con calcestruzzo e polistirolo. Questa la sconvolgente verità: vedi - vedi

 ll sale della Terra (The Salt of the Earth  ) è un film di Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado. Un'esperienza estetica esemplare e potente, un'opera sullo splendore del mondo e sull'irragionevolezza umana che rischia di spegnerlo. vedi

La Terra: una comunità, una grande famiglia dove disuguaglianze e ingiustizie fra individui, popoli e nazioni stanno aumentando . '' Nessuno deve restare indietro.'' Sembra che lo abbiano  capito anche le anatre, noi no. vedi

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                                      Il punto di vista  del Gruppo Cinque Terre





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6 novembre 2014

Ecologisti vs economisti



 

L'aria che tira - Nicholas Georgescu Roegen, Kenneth Boulding e Herman Daly nel 1973, per l'American Economic Association scrissero: «Dobbiamo inventare una nuova economia il cui scopo sia la gestione delle risorse e il controllo razionale del progresso».


Economisti ed ecologisti non si sono mai stimati troppo. Se depuriamo il dissenso dalle accuse ingenerose rimane negli uni la convinzione che a furia di proteggere la sacralità della «natura» non si sarebbe mai usciti dalle caverne, mentre gli altri replicano che continuando a distruggere la natura si finirà ben presto nelle stesse caverne di prima.  Gli uni dicono agli altri che non hanno studiato; replicano i secondi che studiare le cose sbagliate nei libri sbagliati è ancor peggio. Un dissenso che non ha fine. Ancora recentemente Vandana Shiva, ecologista rinomata, è stata presa di mira con una punta di disprezzo dagli avversari, non per la sua lezione, ma per qualche bollo universitario mancante nel suo curriculum. 


Era il 1973 in ottobre quando Nicholas Georgescu Roegen, Kenneth Boulding e Herman Daly scrissero il loro Manifesto, firmato da altri duecento economisti, per la riunione annuale dell'American Economic Association in agenda due mesi dopo. Il testo, brevissimo, è stato ripubblicato varie volte, per esempio nel 2006 da «Capitalismo Natura Socialismo», (Jaca Book a cura di Giovanna Ricoveri), un'antologia degli scritti della rivista Cns. Ecco quel che i tre suggerivano: « Nel corso degli ultimi due secoli gli economisti sono stati portati sempre più spesso non solo a misurare, analizzare e teorizzare la realtà economica, ma anche a consigliare, pianificare e prendere parte attiva nelle decisioni politiche. Noi invitiamo i colleghi economisti ad assumere un loro ruolo nella gestione del nostro pianeta.  Dobbiamo inventare una nuova economia il cui scopo sia la gestione delle risorse e il controllo razionale del progresso e delle applicazioni della tecnica, per servire i reali bisogni umani, invece che l'aumento dei profitti e del prestigio nazionale o le crudeltà della guerra ». 


Difficile dire meglio di così. Come si può capire, Barry Commoner era d'accordo. Il «controllo razionale del progresso e della tecnica» era una scelta indispensabile per garantire la stessa sopravvivenza umana. In uno scritto di Commoner della fine degli anni ottanta e poi letto e riletto fino agli anni recenti: «Una valutazione del progresso ambientale: la ragione del fallimento» (Economia & Ambiente, novembre dicembre 2012) si trova una chiave interpretativa che tutti possono fare propria: «Quando un inquinante è al punto di origine, può essere eliminato; una volta che è prodotto, è troppo tardi. Insomma, l'inquinamento ambientale è quasi una malattia incurabile; può solo essere prevenuto. ...L'approccio convenzionale è quello per cui queste tecnologie che sono altamente produttive dal punto di vista economico, generalmente hanno un serio impatto sull'ambiente». Più avanti si legge: «Ciò porta a pensare che tali tecnologie debbano essere usate come mezzi per lo sviluppo economico, in modo che la qualità ambientale possa essere raggiunta solo aggiungendo ad esse i mezzi di controllo dell'inquinamento».  È possibile farlo, oppure sono controindicazioni i costi aggiuntivi alla produzione vera e propria? Commoner esamina il caso dell'industria del petrolio. «L'industria petrolchimica è ugualmente famosa per il suo successo economico, essendo cresciuta negli Stati Uniti, ad esempio, fino a 250 miliardi di dollari in meno di 40 anni. Ciò che è meno noto è che fare un serio sforzo per rettificare i difetti ambientali dell'industria significherebbe distruggere letteralmente la sua vitalità economica. 


L'industria petrolchimica genera circa 300 milioni di tonnellate di scorie tossiche ogni anno, il 90% delle quali viene introdotto nell'ambiente in un modo o nell'altro: nei pozzi, nelle lagune di superficie, nei serbatoi. Solo l'uno per cento delle scorie viene distrutto, che è l'unico modo per assicurarsi che queste sostanze altamente pericolose e che durano a lungo non si accumulino e alla fine minaccino gli esseri viventi. Insomma, l'industria petrolchimica è profittevole solo perché è riuscita, finora, ad evitare di pagare il suo conto all'ambiente».

Gli economisti dovrebbero applicarsi a questi problemi, ma lo fanno troppo poco. La casa-madre di tutti gli economisti, la World Bank, funziona assai spesso come megafono delle compagnie petrolifere, non solo, ma fa anche profittevoli collette per i maggiori investimenti che trasformano il globo in uno spazio attraversato per ogni dove da strade e ponti, gallerie e viadotti, stazioni di rifornimento e oleodotti e ne fanno l'ambiente adatto per auto e camion, considerando quasi il genere umano come un inutile, ingombrante, sopramobile. Non tutti gli ecologisti sanno arrivare fino in fondo, ma si fermano a un compromesso che considerano insuperabile, originato dal buonsenso. Solo che è il buonsenso della serie, famosa dai tempi del Maggio francese, del sindacalista che si rivolge nervosamente all'attivo dei suoi che lo ascoltano senza fiatare. «Insomma, cosa volete?» e alla risposta: «Fare la rivoluzione», replica a sua volta: «Impossibile. I padroni non ci staranno mai!» 


*         da sbilanciamoci.info    30 ottobre 2014

2 novembre 2014

Spagna: Che cos’è Podemos

Un recente sondaggio ipotizza che oggi potrebbe essere il primo partito in Spagna: è ambientalista, contrario all'austerità e alla Germania
 
Secondo un sondaggio realizzato per il quotidiano El País dall’istituto Metroscopia, Podemos, un partito di sinistra ambientalista fondato lo scorso gennaio, sarebbe oggi il primo partito spagnolo, superando nelle intenzioni di voto il PSOE, il partito socialista. Secondo il sondaggio, se si votasse ora il 27,7 per cento degli spagnoli voterebbe Podemos, mentre il 26,2 sceglierebbe il PSOE. Il Partito Popolare (PP), principale formazione di centrodestra, si trova al terzo posto con il 20,7 per cento dei voti. Il sondaggio di Metroscopia sta facendo discutere parecchio in Spagna, vista la crescita improvvisa e per molti versi inaspettata di Podemos.

Podemos è stato fondato il 16 gennaio 2014 da Pablo Iglesias che ne è tuttora il portavoce e membro più in vista (ufficialmente Podemos si è registrato come partito soltanto lo scorso marzo). Iglesias, 35 anni, è uno scrittore, giornalista e accademico, ma è famoso in particolare per essere il presentatore di alcuni programmi di giornalismo televisivo e per essere stato spesso ospite di numerosi talk show politici spagnoli. Igleasis è stato eletto al parlamento europeo nelle ultime elezioni, le prime a cui ha partecipato il suo partito. Podemos ha ottenuto l’8 per cento dei voti, conquistando cinque seggi e diventando il terzo partito spagnolo appena quattro mesi dopo la sua fondazione.

Nonostante lo straordinario risultato, Iglesias ha commentato dicendo: «Abbiamo perso queste elezioni. Sono state vinte dal Partito Popolare. Non possiamo essere felici per questo risultato», ma ha aggiunto che Podemos «non avrà raggiunto il suo obiettivo» fino a che non avrà spazzato via i vecchi partiti. Gli attacchi di Iglesias alla classe politica del suo paese (che chiama “casta”) non sono l’unica caratteristica che Podemos ha in comune con altri movimenti di protesta popolare nati in tutta Europa negli ultimi anni, come ad esempio il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo.
La piattaforma politica di Podemos è imperniata sull’ambientalismo, sulla lotta alle grandi imprese, alle banche e alla finanza. Nel programma del partito sono previsti incentivi alla piccola impresa, alla produzione locale di cibo e al trasporto pubblico. Inoltre Iglesias è favorevole alla nazionalizzazione di gran parte dei servizi pubblici. Podemos non si oppone soltanto all’attuale classe politica spagnola, ma ha preso anche posizioni molto forti contro l’Unione Europea e la Germania, vista come la causa principale dell’attuale situazione economica del paese (in Spagna la disoccupazione è a poco meno del 24 per cento, quasi il doppio rispetto all’Italia). Nel programma del partito sono presenti riferimenti alla possibilità di ridiscutere o revocare il Trattato di Lisbona (uno dei trattati fondanti dell’Unione) e alcuni accordi di libero scambio.
Podemos è anche un movimento molto forte su internet. La sua pagina Facebook ha più di 800 mila “mi piace”, più delle pagine di tutti gli altri partiti spagnoli messi insieme. Il suo canale YouTube ha in totale più di 2,6 milioni di visualizzazioni. Moltissimi degli iscritti e degli elettori di Podemos sono giovani e secondo il New York Times c’è un collegamento evidente tra i movimenti di piazza degli Indignados, che occuparono le piazze di Madrid nel 2011, e il partito creato da Iglesias. A questo proposito, Thomas Bernd Stehling, direttore per la Spagna e il Portogallo della Fondazione Konrad Adenaur (un centro studi tedesco che ha legami con il governo), aveva dichiarato dopo il successo di Podemos alle elezioni europee: «La vera sorpresa è il fatto che in Spagna ci sia voluto così tanto perché un partito riuscisse a sfruttare la delusione e la frustrazione di un’intera generazione per i fallimenti dei due principali partiti nel fornire un qualche tipo di risposta».

Anche la popolarità di Iglesias sembra un elemento molto importante del successo del partito. A ottobre Iglesias è stato intervistato da una serie di popolari programmi di attualità della televisione spagnola, registrando ogni volta record di share e di ascolti. Iglesias non nasconde di avere un passato e retroterra culturale sostanzialmente di sinistra (è un ex membro del Partito Comunista Spagnolo). In modo simile ad altri leader dei grandi movimenti di protesta, Igleasias ha comunque detto più volte che l’attuale crisi non può essere risolta «restando entro i termini di destra e sinistra». Iglesias è apparso regolarmente in programmi di televisioni di orientamento conservatore e progressista e ha fatto appello a tutte le forze che lottano contro il sistema, non soltanto a quelle che fanno riferimento all’area di sinistra.

·         da  www.ilpost.it    2 novembre 2014


1 novembre 2014

La democrazia rottamata dei nazareni: restare in due



di Massimo Marino *


Quali sono i contenuti  e quali gli ispiratori del cosiddetto Patto del Nazareno, cioè della serie di incontri fra Renzi e Berlusconi o fra loro collaboratori conclusisi con quello del gennaio 2014 a Largo del Nazareno sede del PD Nazionale ?


Sembrerebbe impossibile rispondere, ma è  invece possibile elencare una serie di scelte concrete dell'ultimo anno nelle quali i due partiti di riferimento si sono mossi insieme o in modo oggettivamente concorde praticamente in quasi tutte le scelte istituzionali di un qualche rilievo. Gli obiettivi della convergenza sembrano essere sostanzialmente questi:


 1) garantirsi un reciproco sostegno  nella egemonia e controllo delle aree politiche di riferimento  attraverso una sostanziale non belligeranza verso le scelte di governo ed il sostegno del voto di Forza Italia quando necessario e in cambio riconoscendo la legittimità dell'interlocutore, compreso l'assenso in prospettiva alla possibilità di ricandidatura di Berlusconi.


2) modificare ma non compromettere il sistema di finanziamento pubblico e legittimare quello privato ai partiti , ma anche al parastato privilegiato di sostegno, ai media di supporto, ai settori finanziari ed industriali che legittimano la permanenza di un bipolarismo da tempo entrato in crisi fra gli elettori.
  

3) rimodellare le regole elettorali a tutti i livelli in modo da rendere irrilevanti o subalterni i partiti di contorno a destra e a sinistra. 


4 ) chiudere in modo definitivo il fenomeno  Grillo nel giro di uno-due anni .  


Va aggiunto che dal febbraio 2014, nascita del governo Renzi , PD e FI hanno unanimemente votato insieme  più del 95% di tutti gli atti legislativi del Parlamento (unanimemente  intendo dal Brunetta alla Santanchè alla Mussolini fino al Cuperlo, al Bersani , al Civati e relativi referenti di area ).


E' però  utile una più articolata descrizione delle concrete conseguenze dell'accordo.


Aree Metropolitane e Province

Nell' indifferenza e nel silenzio generale in tre diversi appuntamenti ( 28 settembre, 5 e 12 ottobre ) si è avviata la prima fase di attuazione della controriforma Del Rio ( legge 56 del  7 aprile 2014 con modifiche successive della l.66 e l.90 ) con le elezioni di secondo grado ( cioè con il voto ponderato dei soli consiglieri comunali ) per 60 province ( alcune nuove !) e per le  10 nuove aree metropolitane :  Torino, Milano, Roma, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Bari . Reggio C.  e Venezia voteranno  prossimamente. 


Si tratta del primo caso in cui la ostilità crescente nei confronti  del sistema dei partiti e dei costi della politica, uno dei temi di successo del M5S alle elezioni politiche del febbraio 2013, è stata abilmente aggirata e capovolta nel suo contrario, sfruttando superficialità e ingenuità dei contestatori , portando in prospettiva ad un maggiore peso della casta bipolare ed al drastico ridimensionamento dei contestatori stessi. Infatti  con  la Del Rio  si sono   prima eliminati  i previsti 86 presidenti, 700 assessori, 2.700 consiglieri provinciali non eletti in maggio, ma subito dopo si sono aumentati di circa 26.000 i consiglieri comunali negli enti sotto i 10.000 abitanti, quindi si sono rieletti circa un migliaio di ''nuovi'' consiglieri provinciali o metropolitani. Per il momento, in modo poco credibile, si sostiene '' a costo zero '' volendo farci credere che costoro, pochissimo pagati per la verità quelli dei piccoli comuni,  parteciperanno gratuitamente  e di tasca propria ad un secondo livello di incontri ( giunte o consigli o assemblee ). Il sistema di voto, una vera e propria mostruosità  sul piano della democrazia attraverso un maggioritario su un maggioritario che però si spaccia per proporzionale,  prevedeva che la presentazione di liste richiedesse  un consistente  numero di firme di eletti di primo livello ( i consiglieri ) che ha ovviamente tagliato fuori  quasi tutti quelli che non entravano nelle liste PD o Forza Italia e soprattutto il M5Stelle che infatti è stato pressoché azzerato. Incredibilmente almeno il 15% dei consiglieri comunque non ha votato. 


Per le Province, seppure con notevoli problemi e confusioni interne al movimento, Grillo ha in qualche modo coerentemente  deciso di non presentarsi , con una incerta critica di  Pizzarotti, con l'espulsione del sindachino grillino di Comacchio che si è presentato in liste di altri, con vari consiglieri 5Stelle, in Emilia e non solo, che sono andati comunque  a votare  liste degli altri. In alcune  aree metropolitane, a Milano in particolare,  i grillini non sono riusciti a raccogliere le firme e sono rimasti fuori dall'inizio. Nelle situazioni più problematiche PD e Forza Italia con i rispettivi alleati si sono presentati in un'unica lista passando dal finto bipolarismo ad un più sincero ''partito unico degli affari metropolitani''. 

A Torino la lista PD-FI-NCD e cespugli vari ha eletto 15 dei 18 metropolitani ( 13 PD, 1 FI,1 NCD ),  la lista federalista-nazionalista di LN e Fratelli d'Italia ne ha eletto 1, il M5Stelle ha avuto 2 eletti. Anche a Genova PD e Forza Italia con anche il NCD e perfino gli arancioni della Lista di Doria si sono presentati insieme ottenendo 13 seggi su 18. Altri 5 sono andati a 2 liste di area LN e Fr.d'Italia. I grillini hanno ottenuto 2 eletti su 24 a Roma e 1 su 18 a Bologna e a Firenze. Quindi:  6 grillini in totale eletti su 900. La finta legge anticasta  ha quindi funzionato al meglio concentrando su PD e FI gran parte degli eletti , decimando gli alleati e spazzando via i grillini.


Regioni

Non tutti sono a conoscenza che in novembre si rinnoveranno i consigli regionali di Emilia  e Calabria dopo le personali disgrazie che hanno coinvolto i due governatori uscenti,  Errani (PD) e Scopelliti ( FI) . Di quest'ultimo è stato smentito in questi giorni un suo passaggio a Fratelli d'Italia, neppure strano visto che la sua carriera politica iniziò negli anni '80 nel Fronte della gioventù. E' solo l'avvio di una tornata di elezioni regionali che nella prossima primavera riguarderanno altre 7 regioni (Liguria, Marche, Umbria, Puglia, Toscana, Campania e Veneto). 

Poiché i media quasi non ne parlano, pochissimi sono a conoscenza  dell'intenso lavorio comune che da mesi PD e FI stanno svolgendo , a volte pubblicamente a volte meno ma sempre in accordo, per modificare a proprio vantaggio i risultati del prossimo voto regionale attraverso modifiche truffaldine dei sistemi elettorali . L'obiettivo è sempre lo stesso: ridurre il peso degli alleati a proprio vantaggio attraverso l'innalzamento dei quorum dentro ma soprattutto fuori dalle coalizioni, azzerare il M5Stelle attraverso premi alla coalizione vincente ma soprattutto con quorum altissimi per chi non fa coalizioni. Praticamente in modi diversi si sta consolidando l'obiettivo regione per regione a seconda delle specifiche situazioni e dei gruppi di interessi locali. Un malinteso e sciagurato federalismo bossiano dei tempi andati, che va a pennello per i due attori di oggi ,   permette infatti ad ogni regione di inventarsi il suo particolare sistema elettorale.  In Calabria, dove si è addirittura esagerato e dove i veri protagonisti  esterni della rapina delle risorse tollerano poco i disturbatori, ci si è fatti prendere la mano proponendo un testo che portava  al 15 % il quorum di lista, tanto che lo stesso Ministero, non tanto per vergogna ma  per evitare una bocciatura della  Consulta  ( cioè  la Corte Costituzionale) per palese incostituzionalità , è dovuto intervenire imponendo l'abbassamento a ''solo'' l'8%. In realtà preoccupati di evitare un pericoloso precedente per l'italicum ancora in alto mare. 


Già prima, con una furbesca interpretazione delle contestazioni anticasta  il governo Monti  aveva ridotto ( giustamente) il numero di consiglieri in tutte le regioni ma mantenendo (  ingiustamente ) i meccanismi di tipo maggioritario invece che proporzionale ( premi, listino , quorum interni ) con i quali la riduzione dei seggi veniva così  pagata prevalentemente dai partiti di piccola ma anche di media dimensione e da quelli non in coalizione ( cioè il solito M5Stelle ) . Sistema già collaudato in Sardegna dove, in assenza della lista grillina, la coalizione di una  indipendentista locale pur superando il 10% non ha eletto nessuno mentre liste con meno del 3% hanno ottenuto 2 seggi. In Campania, dove si è alzato il quorum dal 5 al 10%,  circola in queste ore la notizia di un probabile accordo fra PD e NCD, che riguarderebbe anche la Puglia ( con buona pace di Vendola) , per un'alleanza alle regionali. D'altronde il partitino di Alfano ha un carattere provvisorio, destinato a terminare il suo ruolo prima delle future elezioni politiche e sono già in corso i primi trasferimenti verso PD o verso Forza Italia a seconda delle convenienze locali. 


Senato

Seppure zoppicante, strampalato e contestato, il testo che regolerebbe l'elezione ( anche qui  ''di secondo livello'')  dei senatori  prefigura un Senato della Casta di 100 membri  eletto dai consiglieri regionali, escludendo gli elettori che possono tranquillamente starsene a casa. Praticamente un Senato di famiglia piddino, con una opposizione  ( si fa per dire ) di vecchi, e di nuovi pentiti, neoberlusconiani . Come stanno le cose oggi sembra improbabile una presenza significativa di grillini e di altri, in totale fra tutti  difficilmente più di 15-20 seggi su 100. 


La Camera e l' Italicum

Non deve stupire che sulle regole per l'elezione della nuova Camera, che sarà di fatto l'unica camera legiferante,  di comune accordo PD e Forza Italia stiano temporeggiando. Si tratta ancora sui quorum interni ed esterni alle coalizioni, sulla soglia da raggiungere (dal partito o dalla coalizione ?) per ottenere la maggioranza degli eletti. Per distrarre l'attenzione e per parlare d'altro si da corda ai nostalgici delle preferenze ( questione che nei due partiti governati dai due nazareni diventa sempre più irrilevante ma che crea qualche scompiglio e agitazione fra i gruppi di interesse e generazionali interni ). Magari si aggiunge la tenzone sulle quote rosa , questione sempre più appassionante a riguardo dei due partiti governativi di ieri e di oggi  visto lo spessore e la connotazione femminista delle nuove leve assunte ai maggiori incarichi istituzionali e di governo.


Per la Camera  il colpo da tentare è quello grosso. Se si ridimensiona il possibile peso elettorale dei grillini al 10-15% ( del tutto possibile visto che Grillo non ne azzecca una da sei mesi  e riesce a smontare l'ottimo lavoro della grande maggioranza dei suoi eletti sia in parlamento che nelle regioni ) tutto diventa possibile. L'incrocio fra premio, collegi e doppio turno con una sapiente regia permetterebbe  di tutto: per prima cosa di  azzerare a numeri irrilevanti i 5Stelle che, insieme alla reciproca tutela fra i due contraenti,  è poi l'obiettivo primario del patto di cui si parla.  


La Corte Costituzionale

Chi se ne frega della Consulta , penseranno in molti. E invece fra tutti i nodi questo è uno fra i più importanti e per il momento non è stato sciolto. I due nazareni e le forze molteplici che li sostengono o che comunque li lasciano fare, non possono tollerare una reale autonomia di poteri fra organi diversi dello stato ( quello che ci insegnavano a scuola quando si studiava Democrazia, Costituzione e ripartizione dei poteri ).  E' il centro del processo di rottamazione della democrazia reale che è in corso e ne sono consapevoli i mandanti interni ed esterni al nostro  paese. Il caso Violante, da sempre interno alla logica dei nazareni,  indica l' importanza della nuova futura composizione della Consulta. Per quanto incompresa e addirittura ignorata dalla quasi totalità degli italiani, questa sta diventando la madre di tutte le battaglie. Non si può concordare un percorso istituzionale di trasformazione del sistema  sociale, istituzionale, elettorale se permane il dubbio che ci possa essere un organismo di reale autorevolezza che possa, in qualunque momento, appellarsi all'antiquato principio della rappresentatività democratica e della democrazia sostanziale che in qualche modo la carta Costituzionale riesce ancora a garantirci. I due nazareni sono ben consapevoli della questione. Va squilibrata la composizione interna della Consulta, e poi  adeguata al nuovo corso una idonea  figura di nuovo Presidente della Repubblica. Fuori dal patto nessuno deve mettere il becco nel nuovo Italicum o come si vorrà ribattezzarlo. A quel punto, probabilmente prima del 2018, si potrà andare a nuove elezioni. E a quel punto naturalmente aspettatevi  tre  mesi di scontro durissimo fra i due nazareni a reti unificate. In fin dei conti sperano che  arriviate tutti a chiedervi : voto Renzi o Berlusconi ? O magari li voto metà per ognuno restando a casa…

Altrimenti che sceneggiata è ?   


* GCT