20 dicembre 2016

Smog: polveri sottili record, 2015 anno nero per città italiane



 Il 2015 è stato un anno da dimenticare per le città italiane sul fronte della qualità dell’aria. Lo testimoniano i dati sullo smog pubblicati dall’ISPRA nel suo ultimo rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano. Lo studio, giunto quest’anno alla sua dodicesima edizione, rivela che ben 45 città su 95 esaminate hanno superato i livelli di PM10 giornalieri consentiti.

di Marco Mancini *


L’ISPRA ha registrato un trend allarmante: il numero di sforamenti è in crescita rispetto agli anni precedenti. Un segnale preoccupante sull’inefficacia delle misure anti-smog adottate dai Comuni. La maglia nera va alle città di Torino, Vercelli, Milano, Frosinone e ai Comuni veneti e lombardi della Pianura Padana. In questi capoluoghi sono stati sforati i limiti di PM10, particolato fine (PM2.5) e biossido di azoto (NO2). Il 65% delle aree più inquinate si trova nel Nord Italia. Il quadro è particolarmente preoccupante nelle zone ad alto traffico e nei siti industriali dei grandi capoluoghi settentrionali. Secondo l’ISPRA i cittadini italiani sono esposti a livelli di smog oltre i valori raccomandati dall’OMS, che più volte negli ultimi anni ha denunciato la strage causata dall’inquinamento urbano.

Ben il 90% della popolazione dei 95 Comuni presi in esame è esposta a valori di PM10 superiori alla soglia di 20 µg/m³ (micron per metro cubico). Non va meglio per il PM2.5: l’82% degli italiani è esposto a valori superiori al limite di 10 µg/m³ raccomandato dalle autorità sanitarie mondiali. Il 27% dei cittadini è costretto a respirare aria contaminata da biossido di azoto oltre i limiti di sicurezza sanitaria. L’ISPRA non nasconde la sua preoccupazione per l’elevata esposizione allo smog della popolazione urbana, definita un problema grave per la salute di milioni di italiani. Ricordiamo che le polveri sottili sono le più pericolose per l’organismo perché per via della loro dimensione ridotta riescono a penetrare facilmente nel corpo attraverso le vie aree superiori, eludendo i sistemi di difesa naturali. L’accumulo delle polveri sottili nei polmoni e nei bronchi è all’origine di malattie respiratorie, allergie e asma.


Lo smog è inoltre associato a malattie cardiache e ansia. Non a caso molte amministrazioni urbane hanno deciso di sconsigliare lo svolgimento di attività fisica nei luoghi più trafficati e inquinati per evitare di esporre gli sportivi a quantità eccessive di polveri sottili. Purtroppo in base ai dati diffusi dall’ISPRA anche il 2016 si concluderà con un record negativo per la qualità dell’aria in città. Alla data del 13 dicembre 2016 ben 18 capoluoghi di Provincia avevano sforato i limiti giornalieri per il PM10. Il primato poco meritevole spetta alle città di Frosinone, Venezia, Napoli, Terni e ai capoluoghi padani.

* da   www.greenstyle.it  19 dicembre 2016

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