di Mattia Il Giardiniere *
Tempo fa avevo scritto un breve articolo “case su case”, il problema non è ancora stato risolto (più avanti scriverò un aggiornamento). Per far conoscere il problema si sono fatte varie iniziative a Milano e in più sì sta allargando la conoscenza tra le situazioni analoghe di orti condivisi in giro per altre città anche Europee.
Nell’ultimo weekend di Gennaio, con un gruppo di ortiste - che fanno parte del gruppo “seminatori di urbanità” - siamo andati a scoprire alcuni orti urbani Berlinesi. La prima cosa di cui ci si accorge arrivando in un parco o giardino di Berlino è la condizione climatica assai differente: è sicuramente una città molto più fredda e con un inverno più buio e lungo rispetto alle nostre città italiane. Difatti abbiamo visto gli orti in periodo di “riposo” ovvero solo coperti dalla neve e ghiaccio, ovviamente senza colture.


Conclusioni - Pur con le difficoltà climatiche di cui sopra, sono riusciti a creare nuove realtà e a farle funzionare. Nel primo esempio che ho fatto (ex-aeroporto) è senza dubbio bello vedere come si sono messi assieme i laboratori di una scuola con i cittadini e come sì è inserita anche una vena artistica con le strutture di legno e il recupero di altri oggetti e la loro riconversione, riutilizzo in altre funzioni. Grazie a queste sperimentazioni sono riusciti ad attuare un progetto in accordo con il Comune così da far scoprire un nuovo posto magico per la città a tutti. Questo progetto è certamente servito per mantenere alta l’attenzione su un’area ad alto rischio speculativo.
Milano è meno aperta a soluzioni
anche temporanee per gli spazi marginali e sarebbe molto interessante vedere
alcune aree abbandonate prese in mano e gestite da associazioni e gruppi di
cittadini.
Mentre a Berlino è radicata da tempo la consapevolezza da parte dei cittadini di poter intervenire nelle aree pubbliche e nelle decisioni del comune, a Milano solo recentemente si sono sviluppati progetti di questo tipo (se non in rarissimi casi come l’ormai storico Giardino degli Aromi al Paolo Pini). Ma dei nuovi progetti a Milano, che mi incuriosiscono molto, soprattutto dopo questa visita, il “Comitato Ponti” è un altro esempio (nell’area tra il Naviglio Grande e il canale scolmatore Olona, all'altezza della chiesa di San Cristoforo), ha progetti simili e molto belli, potrei fare altri esempi ma non voglio dilungarmi troppo.
Berlino è una città molto affascinate dove si vede la trasformazione, dove si vede la differenza tra ideologie e mentalità, dove si può notare l’apertura alle diverse culture degli immigrati. Quindi, prendiamo esempio e convertiamo zone abbandonate in zone utilizzate creando nuovi spazi da vecchi luoghi inutilizzati o abbandonati!
Mentre a Berlino è radicata da tempo la consapevolezza da parte dei cittadini di poter intervenire nelle aree pubbliche e nelle decisioni del comune, a Milano solo recentemente si sono sviluppati progetti di questo tipo (se non in rarissimi casi come l’ormai storico Giardino degli Aromi al Paolo Pini). Ma dei nuovi progetti a Milano, che mi incuriosiscono molto, soprattutto dopo questa visita, il “Comitato Ponti” è un altro esempio (nell’area tra il Naviglio Grande e il canale scolmatore Olona, all'altezza della chiesa di San Cristoforo), ha progetti simili e molto belli, potrei fare altri esempi ma non voglio dilungarmi troppo.
Berlino è una città molto affascinate dove si vede la trasformazione, dove si vede la differenza tra ideologie e mentalità, dove si può notare l’apertura alle diverse culture degli immigrati. Quindi, prendiamo esempio e convertiamo zone abbandonate in zone utilizzate creando nuovi spazi da vecchi luoghi inutilizzati o abbandonati!
Un altro racconto sui giardini
comunitari lo potete trovare qui: Planum.net
* da www.appuntiverdi.blogspot.it 10 febbraio 2014
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